(24-05-2007 - romanzieri in multilingua. 0 commenti)
Perhaps this book will be understood only by someone who has himself already had the thoughts that are expressed in it–or at least similar thoughts.–So it is not a textbook.–Its purpose would be achieved if it gave pleasure to one person who read and understood it.
The book deals with the problems of philosophy, and shows, I believe, that the reason why these problems are posed is that the logic of our language is misunderstood. The whole sense of the book might be summed up the following words: what can be said at all can be said clearly, and what we cannot talk about we must pass over in silence…
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(23-05-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)
Ai poeti italiani non piace avere pubblico. Al pubblico italiano non piacciono i poeti. Se la poesia è orgogliosamente rivendicata come cellula resistenziale, da opporre ad invasori che sarebbero in realtà gli elementi del suo pubblico – la poesia non potrà mai sorgere, in nessun modo. I moltissimi studenti dei licei, delle facoltà di lettere, dei conservatori, delle Accademie d’arte, e tutti i loro insegnanti, dovrebbero essere lettori accaniti della poesia contemporanea: e sarebbero centinaia di migliaia di persone, in grado di tenere in piedi un mercato della poesia. Ma non ci incontriamo, e non li incontriamo. Bisognerà agire nelle scuole, nelle piazze, nelle strade, mostrare i corpi, esibire le voci… e corpi e voci non dovranno apparire precari e imprecisi… deve sembrare - perchè è vero - che i corpi mettano in gioco tutto, fino all’ultima dose di respiro… ché la proliferazione in internet non ha giovato, anzi ha creato una nicchia incorporea nella piccola nicchia della nicchia… E il Gotha della poesia – altrettanto ridicolo, ma esistente – ne ride. Pecca di superbia, ma fa bene a riderne. Tutto questo – nicchia e Gotha – imploderà e scomparirà, non tardi: non ha la forza, né teorica né creativa, per durare a lungo. Il punto è sapere quando; ma la causa del crollo è abbastanza evidente: chi non cerca nessuno, fuori, non sarà trovato da nessuno, fuori.
(22-05-2007 - romanzieri in bookmark. 0 commenti)
Gli ultimi quarant’anni hanno visto i mezzi di comunicazione subire dei cambiamenti decisivi, con l’irruzione di nuovi protagonisti che hanno preso un posto sempre più rilevante nella realtà quotidiana. Negli anni ’50 la televisione cominciò ad entrare nelle case degli italiani, ma fu soltanto a partire dagli anni ’70 che essa divenne l’insostituibile strumento di comunicazione e informazione di massa che conosciamo oggi. Naturalmente la parola informazione deve essere qui intesa nella sua accezione meno banale. Più recentemente lo sviluppo d’Internet e l’estensione della telefonia mobile hanno segnato una nuova tappa di quella che si può considerare una svolta storica almeno altrettanto importante – se non di più – di quella che determinò l’invenzione della stampa…
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(21-05-2007 - romanzieri in antologia. 0 commenti)
Tre sono i personaggi di questa istoria d’amore: Paolo Herz, Luisa Cima e Ch�rie. Malgrado il suo cognome tedesco, Paolo Herz è italiano, di madre e di padre italiani, delle provincie meridionali. Veramente, non è inutile aggiungere che l’avo paterno di Paolo era tedesco. Questo nonno aveva lasciato la Germania in piccolissima età, emigrando in Italia: qui era cresciuto, aveva lavorato ad accrescere la sostanza famigliare e il decoro del nome Herz: qui si era ammogliato con una italiana, e aveva procreato dei figli. Così i legami con la patria di origine, almeno quelli esteriori, si eran venuti col tempo, con la lontananza, rallentando e poi, più tardi, sciogliendosi: tanto che gli Herz sembrava non conservassero più nessuna traccia nordica nel temperamento e nel carattere…
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(18-05-2007 - romanzieri in bookmark. 0 commenti)
Ascoltare, domandare. Nell’ascoltare Beckett si ascolta il suo ascoltare ed ascoltarsi domandando. Non per la letteratura - con la letteratura. Né mezzo né fine. La letteratura interroga la vita. “Quando ci si ascolta, non è certo letteratura quella che si sente” (1968, conversazione con Charles Juliet). Nelle parole della letteratura, a cercarvi soltanto parole, non si sente il silenzio, la domanda ulteriore, ciò che non è stato detto, che non si è potuto dire. Non ancora. Non ancora il silenzio e non ancora la parola ultima. La parola che dice, dice di continuare a domandare. Come dire, per dire le domande?
Saint-Lô. Nell’interrogazione, il come precede il cosa, poiché il cosa è già da sempre detto. Come ripetere? Il già da sempre detto non è detto per sempre. Ogni accadere, ogni esistere, chiede di ridirlo. Cercando il come che dica quell’accadere, quel dopo prima di un altro dopo…
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(17-05-2007 - romanzieri in bookmark. 0 commenti)
Cinquemila lettere di Charles Darwin sono da oggi disponili sul sito Internet creato dall’università di Cambridge per ospitare gli scritti del grande scienziato. Ne ha dato notizia ieri la Bbc. Tra le missive pubblicate ne figurano alcune relative al viaggio di cinque anni intorno al mondo sul brigantino Beagle, grazie al quale ebbe le prime intuizioni della sua teoria sull’evoluzione delle specie in particolare osservadno la fauna delle Isole Galapagos, nell’Oceano Pacifico. Nella sua vita - morì nel 1882 a 73 anni - Darwin intrattenne rapporti di corrispondenza con duemila persone. Negli archivi dell’ateneo di Cambridge vi sono molte delle 14.500 lettere scritte o ricevute dal naturalista. L’ateneo inglese ha già messo a disposizione sulla Rete le opere complete del padre dell’evoluzionismo.
Darwin online
(03-05-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 1 commento)

Comprare le «cose compulsivamente» serve a «raggiungere / il respiro» che manca alla compratrice, e di cui chi «sperimenta con la vita» ha conosciuto l’assenza («riuscivo a vivere senza mangiare senza bere e senza respirare»: Brevissima autobiografia (con svariati incisi e qualche bando incluso), «Ex libris», 21 [1999], pp. 11-13). E il respiro è la vita, finché c’è vita. Però la compratrice ignorerà doverosamente le telefonate – si isola –, e giocherà con il suo cellulare – annulla la comunicazione con corpi veri, e cercherà il telecomando, che apre la porta della pseudorealtà (nell’Histoire du soldat di Pasolini, il capo della televisione è il diavolo in persona: premonizione di cui tenere conto).
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