Alicia Giménez-Bartlett, L’aria sacra

(13-06-2007 - romanzieri in bookmark. 0 commenti)

Un racconto della scrittrice spagnola ospite del Festival delle letterature a Roma. Due genitori non credenti e un bambino tentato (forse) dalla religione…

su La Stampa

Herman Melville, The confidence man

(13-06-2007 - romanzieri in multilingua. 1 commento)

At sunrise on a first of April, there appeared, suddenly as Manco Capac at the lake Titicaca, a man in cream-colors, at the water-side in the city of St. Louis.
His cheek was fair, his chin downy, his hair flaxen, his hat a white fur one, with a long fleecy nap. He had neither trunk, valise, carpet-bag, nor parcel. No porter followed him. He was unaccompanied by friends. From the shrugged shoulders, titters, whispers, wonderings of the crowd, it was plain that he was, in the extremest sense of the word, a stranger.
In the same moment with his advent, he stepped aboard the favorite steamer Fidèle, on the point of starting for New Orleans. Stared at, but unsaluted, with the air of one neither courting nor shunning regard, but evenly pursuing the path of duty, lead it through solitudes or cities, he held on his way along [2] the lower deck until he chanced to come to a placard nigh the captain’s office, offering a reward for the capture of a mysterious impostor, supposed to have recently arrived from the East; quite an original genius in his vocation, as would appear, though wherein his originality consisted was not clearly given; but what purported to be a careful description of his person followed…
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Madrid, gli ultimi giorni di Van Gogh

(13-06-2007 - romanzieri in mostre. 0 commenti)

Vincent Van Gogh morì il 29 luglio 1890 tra le braccia del fratello Theo. Due giorni prima si era sparato un colpo di pistola nel petto in un campo accanto al cimitero nei pressi di Auvers-sur-Oise, mentre dipingeva la sua ultima opera. Lo stesso cimitero dove poi sarà sepolto il grande pittore, vissuto solo 37 anni. E come a volte accade, il periodo che precedette la tragedia fu ricco di ispirazione. Negli ultimi 70 giorni di vita Van Gogh realizzò diversi dipinti e disegni. Alcune di queste opere sono ora visibili, per la prima volta insieme, al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, che presenta la mostra «Van Gogh, gli ultimi paesaggi», aperta fino al 16 settembre…
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Biovisioni, un blog di bio-etica

(12-06-2007 - Massimo Sannelli in bookmark. 0 commenti)

Da letterato che fa letteratura, tendo a segnalare ciò che è affine al letterato che fa letteratura. Ora, non tutti i blog sono letterari: questo, Biovisioni, è dedicato alla discussione sui temi della vita e della bioetica. Da tenere presente, per conoscere cose che feriscono il senso comune. Il blog è curato da Domenico Lombardini, che è anche poeta, e Davide Visigalli. Continua »

Cose buone in internet

(31-05-2007 - Massimo Sannelli in appunti. 0 commenti)

Esce il numero 9 della rivista «L’attenzione». Su «La poesia e lo spirito» si discute intorno ad un articolo di Alfonso Berardinelli, Togliamo la poesia dal ghetto: nella discussione si parla anche di editoria a pagamento e di autori paganti. Su «(il) Crise» si leggono, tra l’altro, alcuni inediti di Patrizia Bianchi e di Marina Pizzi, «tre prosette» di Andrea Caterini e un saggio di Emanuele Trevi; dal 6 giugno, un articolo di Arnaldo Colasanti sugli «imperdonabili del pensiero» di destra e sulla lingua del mondo. Su «gammm» alcune nuove prose, fredde e severissime, di Massimo Orgiazzi. Su «Pagine corsare» Manuela Latini studia Medea di Pasolini. Su «Dissidenze», assolutamente da leggere l’articolo sulla Poesia della dissoluzione. Qui una prima riflessione o soliloquio su arte e omosessualità (su questo rapporto sono usciti due splendidi libri dialogici: Perché non possiamo non dirci di Tommaso Giartosio, per Feltrinelli, e Più luce, padre di Franco Buffoni, per Sossella).

Carolina Invernizio, La trovatella di Milano

(29-05-2007 - romanzieri in antologia. 0 commenti)

La mezzanotte era ribattuta a tutti gli orologi della città, quando Maria, la bella guantaia di Porta Vittoria, si decise chiudere il suonegozio. Aveva fatto così tardi, perché era l’ultimo giorno di carnevale e gli avventori non erano mancati.
Maria appariva stanca, abbattuta. I suoi grandi occhi azzurri, lieti e brillanti, si mostravano leggermente velati; i capelli finissimicastani, le cadevano in disordine sul collo e sulla fronte; le guancie aveva pallide, la piccola bocca sorridente, un po’ scolorita.
Tuttavia era sempre affascinante: un abito di panno verde con corsaletto di panno bianco ricamato in spighetta dorata, dava risaltoalla grazia delle tornite spalle e faceva spiccare la vita sottile, flessibile: alla leggiadra semplicit� del suo portamento, univaun’altera castità…
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Firenze, città dei libri e dei lettori

(27-05-2007 - romanzieri in firenze. 0 commenti)

Dopo tredicimila eventi letterari di ogni tipo che si tengono annualmente in tutta Italia, finalmente anche Firenze dà il suo, modesto, contributo: nasce “Firenze città dei libri e dei lettori”. Il titolo è di per sé già un monito, e suona come un imperativo altisonante, dopo le recenti, drammatiche statistiche dell’Istat che mostrano un Paese pigramente lontano dai libri e dalla lettura. Eppure si fa e si è fatto molto per promuovere l’industria del libro, tanto che viene da pensare che forse c’è bisogno di cambiare punto di vista e promuovere il libro per ciò che rappresenta, non solo per chi lo stampa e lo vende. Una rassegna fiorentina, ultima di tredicimila in tutt’Italia, potrebbe permettersi il coraggio di una personalità unica. A Firenze si conservano pubblicamente (e cioè in biblioteca) alcuni tra i libri più rari e belli del mondo; a due passi dalla città, alla Certosa, c’è un centro di straordinaria eccellenza per il restauro del libro antico… e anche guardando al contemporaneo Firenze è nell’albo d’oro della migliore editoria e della miglior letteratura che sia stata regalata al pianeta nell’ultimo secolo. Stupisce che in questa “Firenze città del libro” non ne sia contemplata nemmeno una traccia. Non un eco degli straordinari fondi custoditi al Vieusseux, non una citazione dell’aria che si respirava nei pressi della giostrina che allieta i bimbi in piazza Repubblica, nemmeno l’odore dei Palazzeschi o dei Pratolini. Stupisce l’assenza di convegni importanti. Eppure di argomenti ce ne sarebbero tanti: dal libro digitale al diritto d’autore, dalla funzione centrale della biblioteca in una società che vuol dirsi civile al futuro di un’industria libraria che sforna 1500 nuovi titoli al giorno, sabato e domeniche compresi, e quasi tutti invisibili.
Il ruolo di Firenze, come città dei lettori, è piuttosto lasciato ad un luogo in più (diversi, a dire il vero, e nelle diverse piazze) dove i lettori possano acquistare libri sotto i tendoni bianchi, poveramente allestiti. I luoghi di discussione, a partire da una bella biblioteca storica, quella delle Oblate, ridotti a un forum popolare dove ognuno (anche chi non ha mai preso un libro in mano) può, come recita il programma ufficiale, scegliere una pagina che “si ha amato” (sic) o detestato. Sarà interessante, non ci sono dubbi. Sarà interessante capire, a tendoni smontati, quali saranno i numeri del venduto, quale il feedback d’immagine per i promotori, quante le spese e quanto tutto questo inciderà sulle statistiche Istat dell’ignoranza nazionale, o sulle vendite degli ultimi best seller reperibili ovunque, anche in allegato al giornale. Rimane però il dubbio che forse, qualcuno, un giorno, andrà a bussare alla sala manoscritti di una biblioteca importante, dove la festa è tutti i giorni, e dove non c’è niente da vendere e niente da comprare, e vorrà curiosare. Questo sì, sarebbe un successo, nella città che esiliò l’Alighieri e che quando conviene celebra Dante.