(05-12-2009 - romanzieri in libri. 0 commenti)
Nella chiesa di San Venceslao, a Naumburg, in Germania, fa bella mostra di sè un organo riccamente ornato di decorazioni e magnifici intagli barocchi che, nonstante interventi del tempo, manomissioni e la guerra, si può ancora definire a buon diritto un organo bachiano. In Germania tutti sanno infatti che intorno al 1747 Bach trascorse a Naumburg cinque giorni e cinque notti, alloggiando nella locanda Zum Grnen Schild e lasciando dietro di sè un conto stratosferico, ma trovando il tempo di posare le sue dita sulla tastiera del grande organo di San Venceslao, che da allora è venerato a tal punto da richiamare sempre a Naumburg professori della Bach Gesellschaft. Nessuno di questi studiosi o degli abitanti di Naumburg sa quello che ci racconta Schneider: che dentro il vano dei mantici, nella pancia dell’organo, la sera della vigilia di Natale del 1992, aiutato dal fratellastro, l’organista di San Venceslao, il signor Jakob Kemper, deriso da molti e ignorato dai più, compositore, direttore d’orchestra, virtuoso dell’organo miseramente fallito, e infine mezzo pazzo che se ne va in giro per la cittadina con un cappotto troppo corto per lui e una sciarpa tutta bucherellata dalle tarme, ha fatto una scoperta sconvolgente. In un fagotto polveroso ha trovato un incartamento intitolato Apocalypsis Beati Ioannis Apostoli Oratorio, una partitura di 168 pagine, una misteriosa, sconosciuta opera di Johann Sebastian Bach. Dal giorno della scoperta, Kemper si è asserragliato in casa, anche perchè la faccenda non è senza conseguenze per lui. Più penetra nello studio di quella strana partitura, più incubi terribili, visioni e presagi oscuri si assembrano nella sua mente. Divertente e sofisticato, attraversato da echi manniani nella sua ironica dimensione faustiana, L’Apocalisse è una splendida conferma del talento letterario di Robert Schneider, che ha studiato composizione, storia dell’arte e teatro a Vienna. Il suo primo romanzo, Schlafes Bruder (apparso in Italia col titolo Le voci del mondo), fu pubblicato nel 1992 e divenne un successo internazionale, tradotto in 25 lingue.
(05-12-2009 - romanzieri in libri. 0 commenti)
Un fantasy del Settecento che vede protagonista un marinaio per forza, Peter Wilkins, che dopo una serie di disavventure di tutti i tipi si ritrova in un’isola deserta frequentata da uomini e donne alati. È ‘La terra del popolo volantè dell’avvocato-scrittore inglese Robert Paltock, morto a Londra nel 1767 a 70 anni. Il romanzo, uscito nel 1750 con il titolo ‘La vita e le avventure di Peter Wilkins’, richiamato ora nel sottotitolo del libro, esce in questa edizione, tradotta e curata da Vanni De Simone, con un nuovo titolo che si ispira direttamente al testo rievocando la «grande terra del popolo volante» in cui finisce Wilkins, come spiega in una nota il curatore. Fatto schiavo dopo uno scontro con i pirati, Wilkins fugge nella foresta con un compagno di sventura e poi con altri a bordo di un vascello che, per una forza misteriosa, è catapultato su di un’isola deserta. Naufrago e sperduto, presto l’eroe scopre che l’isola è frequentata da una razza di uomini e donne alati. Si innamora perdutamente di una conturbante principessa dell’aria, Youwarkee, che per un incidente di volo è precipitata accanto al suo rifugio. E da quel momento il destino di Peter cambia radicalmente.
(05-12-2009 - romanzieri in libri. 0 commenti)
In tempi di crisi planetaria non crollano solo gli imperi finanziari e industriali, ma anche le economie domestiche: e allora perché non tornare a considerare la cucina uno dei territori dove si può risparmiare senza per questo rinunciare alla qualità, anzi addirittura aumentandola? Lo fa Letizia Nucciotti con un vero e proprio manuale che cambia l’idea corrente sugli avanzi. Per l’autrice de L’Antichef non sono rimasugli secchi, sbiaditi e maleodoranti, ma base di partenza per esercitare tutt’intera la fantasia e non sprecare nulla. Perché il segreto di una tavola gustosa, allegra e dignitosa non risiede nella disponibilità di chissà quali ingredienti, ma nella capacità di inventare ricette gradevoli a partire da ciò che offrono frigo e dispensa. In queste pagine si parla da come organizzare una spesa oculata, a mille ricette per recuperare ogni tipo di avanzo – inframezzate dai racconti della memoria finora tramandati oralmente – un viaggio alla riscoperta del consumo responsabile. Letizia Nucciotti vive a Piancastagnaio, sul versante senese del monte Amiata, dove ha fondato uno dei primi agriturismi toscani, scegliendo per sé il ruolo di cuoca. Per Stampa Alternativa ha pubblicato nel 2003 L’antichef, giunto alla quarta ristampa con più di 10.000 copie vendute, a testimonianza di quanto interessi ai lettori «uno sguardo diverso sulla gastronomia, che da nobile arte, grazie a media compiacenti, si è trasformata in una celebrazione dello spreco e della gloria personale, con qualunque mezzo, degli chef».
(05-12-2009 - romanzieri in libri. 0 commenti)
Dopo il grande successo di critica e di pubblico del film Pranzo di Ferragosto di Giovanni De Gregorio, arrivano in libreria le ricette del pranzo più famoso degli ultimi anni. Grazia Cesarini Sforza, Marina Cacciotti, Valeria Bendoni, Maria Calì, le quattro protagoniste, ci invitano ad assaggiare i loro piatti preferiti a partire dagli antipasti della signora Bendoni fino ad arrivare ai dolci di Marina. Il tutto accompagnato dai consigli del regista sommelier, Giovanni Di Gregorio, che indica il vino adatto a ogni portata. Valeria Bendoni ci introduce alla sua novantennale esperienza con il cibo attraverso gli innumerevoli ricevimenti a cui ha partecipato con i suoi originali e sfarzosi antipasti. La signora Maria ci racconta di come ha imparato a fare la pasta al forno, di quando da ragazza in Sicilia aiutava la madre a stendere la pasta e suggerisce, nel discorso, altri primi che ha imparato a fare prevalentemente della tradizione siciliana a cui inevitabilmente si richiama. Grazia Cesarini Sforza racconta il paradosso per il quale è passata da un’infanzia con una cuoca che le serviva verdure in besciamella e soufflè a un presente in cui è costretta a un rigoroso regime alimentare. Propone quindi tre ricette di contorni «dietetiche» e salutiste e una quarta incredibilmente calorica. L’esuberante Marina, infine, ci parla di dolci, di quali preferisce e in quali occasioni Ovvero di come riesce a sedurre gli uomini prendendoli per la gola.
(05-12-2009 - romanzieri in antologia. 0 commenti)
I
Era una vecchia casa che certo poteva contare un paio di secoli; grande, bruna, uniforme, coperta qua e là del verde severo dell’edera. Stava su di una piccola altura e vi si arrivava per un lungo viale, tetro ed aristocratico, fiancheggiato d’ambe le parti da piante secolari. In fondo vedevasi un gran cancello di ferro irruginito dal tempo, che cigolava mestamente ogni volta che lo si facesse girare sui malconnessi cardini. In confronto al vecchio castello feudale, le cui superbe rovine scorgevansi su di una collina poco lontana, la casa di cui parliamo sembrava nuova; ma se la si fosse paragonata invece alle bianche casuccie e alla moderna chiesuola del villaggio sottoposto, inspirava già tutto il rispetto dovuto alla vecchiaia. E benché non avesse, come il castello là in alto, veduto svolgersi tra le sue mura i tenebrosi drammi del medio evo, ed a’ suoi piedi passare i cavalieri vestiti di ferro, pure a molte e molte cose aveva assistito essa pure. Edificata sul finire del regno di Luigi XIV, aveva avuto tra le sue sale le magnifiche feste di quel tempo, coi marchesi dalle enormi ed arricciate parrucche, con le belle dame dal viso dipinto e dall’occhio scintillante di promesse… tutte coperte di raso e di gemme, gonfie di gonnelle e d’orgoglio, più tardi aveva veduto le orgie della reggenza trasportate da Parigi alle vie de Chàteau, e rammentava la cipria ed i talloni rossi dei gentiluomini e le bianche mani effeminate delli abbatini galanti.
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(05-12-2009 - romanzieri in libri. 0 commenti)
Nella collana dei cataloghi generali e ragionati dei grandi artisti, Electa pubblica il primo dei quattro volumi dell’opera completa di Alighiero Boetti, dedicato alla produzione compresa tra il 1961 e il 1971. Questo primo volume è l’inizio di un lavoro volto a certificare l’intera e vasta produzione di Boetti, ma costituisce anche uno strumento di riferimento indispensabile per decifrare tutti i meccanismi concettuali del suo percorso artistico. Tra gli apparati che offre, una cronologia generale, «Le opere e i giorni» a cura di Annemarie Sauzeau, ricca di immagini (per lo più inedite) e consultabile attraverso i rimandi presenti nelle schede delle singole opere – che appartengono non solo al primo volume, ma anche ai successivi – così come una bibliografia aggiornata e la storia di tutte le mostre, guidano ad un approccio storico critico. Il secondo volume, previsto per il 2011, sarà dedicato alle opere degli anni 1972-1978, il terzo e il quarto tomo saranno relativi agli anni 1979-1986 e 1987-1994. Il Catalogo Generale costituisce un punto di riferimento fondamentale per la studio delle opere dell’artista ma anche perchè sancisce la collaborazione tra l’Archivio Alighiero Boetti e la Fondazione Alighiero e Boetti, il primo dedicato appunto alla catalogazione, la seconda alla promozione della figura dell’artista. Il catalogo è curato dall’Archivio sotto la direzione scientifica di Jean-Christophe Ammann.
(04-12-2009 - romanzieri in antologia. 0 commenti)
Personaggi.
GIOVANNA
suoi figliuoli:
LUCIA
MATILDE
EMILIO
ROMOLO (dodicenne)
GIULIANO, marito di Lucia
FILIPPO
MARIA, serva di Giovanna
ATTO PRIMO.
Stanza ammobiliata con semplicità. Una porta a destra, una al fondo.
Un tavolo in mezzo circondato da tre sedie.
Scena prima. Lucia e Maria.
LUCIA (preceduta da Maria). Mamma è ancora a letto?
MARIA. Si sta vestendo! Sono appena le sette! E lei signora che raccontava sempre che prima delle dieci non si alzava?
LUCIA. Non ero nemmeno a letto!
MARIA. Ah! Hanno passato la notte fuori di casa?
LUCIA (con impazienza). Sì! Sì! va a vedere se mamma è alzata.
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