(11-12-2009 - romanzieri in arte. 0 commenti)
Un’opera corale, un lavoro su uno dei simboli più forti e identitari, la Casa, realizzato da 69 artisti provenienti da tutto il mondo. È Caseminime, un’esposizione originale, raccolta e curata da Mauro Lovi, che dopodomani alle 18 apre al pubblico a Lucca, all’interno dello Studioquattordici di via delle Conce. Una collezione che nasce da un invito a riflettere sul significato della casa come spazio di vita, e che ha prodotto opere di artisti, pittori, scultori, architetti, fotografi, studenti, esordienti, professionisti noti e meno noti. I manufatti artistici dei 69 partecipanti, dalla Norvegia all’Inghilterra, dalla Germania all’Irlanda, dall’Italia alla Tunisia, hanno dato vita ad una sorta di città composta da piccole case: un insieme di caseminime virtuali, perimetri meditativi realizzati con materiali e tecniche differenti. E riflettere sulla casa porta inevitabilmente a trattare temi come progetti d’arte per nuovi quartieri, mai disgiunti da responsabilità sociale e dal tentativo di migliorare il più possibile le condizioni di vita dentro le mura che si abitano. La mostra Caseminime, a Lucca fino al 22 gennaio 2010, sarà in seguito itinerante, toccando diverse città tra quelle di provenienza degli artisti. E ha un appuntamento speciale con la città di Viareggio previsto per il prossimo anno. Per ricordare la tragedia della distruzione di un’intera via a causa di un’esplosione ferroviaria, e non a caso parte del ricavato della mostra sarà destinato proprio alla ricostruzione di questa zona della città. Caseminime è un progetto che si concretizza laddove la casa, l’arte, la bellezza e la vita sono ferite, portando una luce e una leggerezza nuove. Ridipingendo il futuro.
(07-12-2009 - romanzieri in curiosità. 0 commenti)
L’esperimento è interessante. Le storie godibili e ben disegnate. Il blog Rusty Dogs coinvolge un folto gruppo di lavoro. A partire da Emiliano Longobardi, autore, e da una schiera di disegnatori: Fabiano Ambu, Antonello Becciu, Michele Benevento, Giacomo Bevilacqua, Elia Bonetti, Riccardo Burchielli, Matteo Bussola, Giancarlo Caracuzzo, Raul Cestaro, Massimo Dall’Oglio, Davide De Cubellis, Andrea Del Campo, Werther Dell’Edera, Carmine Di Giandomenico, Antonio Fuso, Andrea Gadaldi, Pier Gallo, Davide Gianfelice, Gianfranco Giardina, Simone Guglielmini, Giuseppe Marinello, Alex Massacci, Francesco Mortarino, Guido Nieddu, Davide Pascutti, Rossano Piccioni, Giorgio Pontrelli, Paolo Raffaelli, Maurizio Ribichini, Andrea Rossetto, Armando Rossi, Lorenzo Ruggiero, Antonio Sarchione, Marco Soldi, Cristiano Spadoni, Claudio Stassi, Joachim Tilloca e Riccardo Torti.
(07-12-2009 - romanzieri in arte. 0 commenti)
Sono stati presentati in anteprima nazionale alla settima edizione della Biennale internazionale dell’Arte contemporanea di Firenze, aperta da ieri al 13 dicembre alla Fortezza da Basso, gli Atlanti nautici di Francesco Ghisolfo, (Editalia – Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato). I volumi, spiega una nota, sono «fedeli riproduzioni, in tiratura limitata (750 esemplari), dei due codici cinquecenteschi che furono tra i primi a riportare le rotte oceaniche verso il nuovo mondo, oltre a quelle più note e battute dell’oriente e del Mediterraneo». La storia dei due Atlanti composti dal cartografo Francesco Ghisolfo, allievo di Battista Agnese, prende vita nella Firenze del tardo ’500, nell’ambiente della corte medicea del duca Cosimo, in un’epoca nella quale le mappe erano considerate strumenti di dominio intellettuale e sociale: la conoscenza della geografia significava simbolicamente avere la capacità di conquistare il mondo.
(06-12-2009 - romanzieri in mostre. 0 commenti)
Futurismo e Dadaismo a confronto a Mantova. Dal 13 dicembre presso la Casa del Mategna la mostra «Mantova nel segno dell’avanguardia: da Marinetti a Tzara» che, a cent’anni dalla pubblicazione del celebre Manifesto e a 76 dalla storica Esposizione Futurista di Palazzo Ducale, indaga i due movimenti evidenziandone analogie e divergenze. Soprattutto queste ultime, dato che Futurismo e Dada intrapresero, ideologicamente, strade diverse dal momento che Dada ancor più drasticamente si poneva in contrasto con la società e con le tradizioni, fino a voler fare tabula rasa di tutte le regole che fino allora avevano codificato la creazione artistica. Ma anche se si arrivò a una rottura tra futuristi e dadaisti, numerosi furono gli elementi comuni e le occasioni di scambio: lo spirito dissacrante, le serate provocatorie e irriverenti, la volontà di «rivoluzione tipografica», l’uso massiccio dei mezzi di comunicazione e delle riviste, la commistione tra generi tradizionalmente separati. Mantova, rispetto alla storia dei due movimenti, ha un ruolo in qualche modo particolare, unico. La città fu, infatti, sede di uno dibattito intellettuale condotto per «organi di stampa»: da un lato le riviste edite da Somenzi (che fu anche il principale promotore della grande mostra futurista tenutasi a Palazzo Ducale nel 1933), che diventeranno il vero e proprio organo di stampa del movimento marinettiano, e quelle pubblicate da Fiozzi e Cantarelli: «Procellaria» (1917-1920) e l’unica testata dadaista italiana, «Bleu» (1920-1921), realizzata in collaborazione con Julius Evola. Intorno a queste fucine di pensiero conversero intellettuali di valore e artisti, in primis lo stesso Martinetti. È l’8 febbraio del 1909 quando, in anticipo di qualche giorno rispetto alla sua pubblicazione ufficiale su «Le Figaro», appare su «La Gazzetta di Mantova» il primo manifesto del Futurismo, firmato da Filippo Tommaso Marinetti.
(06-12-2009 - romanzieri in mostre. 0 commenti)
Reperti dal II al VI secolo d.C. accanto agli ebook, e poi il Codice Resta, conosciuto come Galleria Portatile per essere una delle più belle raccolte di disegni e bozzetti della storia dell’arte, insieme ai Diari di Napoleone a Sant’Elena e a un opuscolo di Voltaire: sono le chicche di una mostra che racconta la vita del libro attraverso il patrimonio della Biblioteca del Convento dei Frati Minori di Santa Maria Valleverde a Celano. Testi finora accessibili solo a studiosi, compresi alcuni scritti relativi al prosciugamento del lago Fucino, saranno esposti, dal prossimo 8 dicembre, nelle cinque sezioni della mostra «Attraversando pagine. Dal papiro al libro elettronico», allestita presso il Palazzo della Cultura di Celano. Organizzata dall’associazione Antiqua, è promossa da Comune di Celano e Ordine dei Frati Minori, in collaborazione con il Ministero dei Beni culturali e con il patrocinio della Direzione regionale beni culturali e paesaggistici d’Abruzzo. La Biblioteca dei Frati Minori, fondata nel 1504, sin dalle origini fu centro importante dell’ordine di San Francesco per lo studio, la predicazione e l’insegnamento.
(06-12-2009 - romanzieri in arte. 0 commenti)
Conoscere uno dei movimenti artistico-culturali più rivoluzionari del ’900 e approfondire il rapporto tra Futurismo e Questione Meridionale. Ma anche potenziare l’offerta culturale della Calabria, che nel turismo culturale può trovare un’opportunità di rilancio. Sono questi gli obiettivi principali della mostra ‘Zang Sud Sud. Boccioni, Balla, Severini e il Futurismo meridionale, a cura di Tonino Sicoli e Alessandro Masi, che sarà esposta presso il Museo del Presente di Rende fino al 31 dicembre prossimi. Il centenario della nascita del Futurismo (1909-2009) ha suggerito l’opportunità di rivisitare uno dei movimenti artistici d’avanguardia, per eccellenza, del Novecento. La mostra propone una panoramica sul movimento fondato da Marinetti e Boccioni, dagli albori del Primo Futurismo fino al Secondo Futurismo, nonché un esame dei rapporti fra Futurismo e questione meridionale, dal Manifesto di Boccioni ai Pittori Meridionali (1916), ai calabresi Antonio Marasco, Enzo Benedetto, Armiro Yaria e Angelo Savelli. Perchè molti sono gli artisti calabresi che hanno rappresentato la fioritura del movimento per quarant’anni. E molte sono le opere degli anni Dieci e Venti, anni cruciali di battaglie e proposte, realizzate da artisti audaci e innovatori. Le opere della mostra provengono da alcune collezioni private italiane fra le più interessanti per varietà e complessità. Fra le figure principali – tra questi anche i calabresi Umberto Boccioni, Antonio Marasco, Enzo Benedetto, con i grandi autori come Giacomo Balla, Gino Severini, Carlo Carrà, Enrico Prampolini. E inoltre Luigi Russolo, Ardengo Soffici, Mario Sironi, Gerardo Dottori, Fortunato Depero, Francesco Cangiullo, Arturo Ciacelli, Tullio Crali, Benedetta Marinetti, Emilio Notte, Mino Delle Site, Julius Evola, Ginna, Antonio Marasco, Virgilio Marchi, Bruno Munari, Ivo Pannaggi, Ugo Pozzo, Pippo Rizzo, Joseph Stella, Tato, Alberto Bragaglia, Angelo Savelli, Armiro Yaria, Giulio D’Anna, Angelo Rognoni, Aligi Sassu, Ricas, Luigi Rapuzzi, Guglielmo Peirce, Mario Pompei, Novo, Angelo Maino, Mario Lepore, Achille Lega, Carlo Erba, Augusto Favalli, Mario Guido Dal Monte, Attilio Crepas, Vasco Battistoni, Aterol.
Interessante: Francesco Meriano, L’uomo e lo stile
(06-12-2009 - romanzieri in arte. 0 commenti)
L’opera «L’angelo incarnato» di Leonardo da Vinci verrà esposta fino al 12 Dicembre all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. Per la prima volta il dipinto, che secondo alcuni conferma la presunta bisessualità dell’autore, verrà esibito nella costa ovest americana. «L’angelo incarnato» fu probabilmente disegnato nel 1515 durante il soggiorno di Leonardo ad Amboise, in Francia. Vi è rappresentata una figura androgina sorridente mentre saluta con la mano sinistra. Secondo alcune teorie il soggetto non sarebbe altro che Gian Giacomo Caprotti, allievo prediletto e amante di Leonardo. La forte somiglianza fra questo dipinto e la Gioconda ha portato alcuni studiosi a sostenere che lo stesso Caprotti sia anche la persona che si cela dietro la Monna Lisa. L’opera, in passato in possesso dei reali di Windsor, fu rubata nell’Ottocento. Si narra che la famiglia reale inglese fu in realtà sollevata dal furto del capolavoro, considerato all’epoca troppo scandaloso. Altri due disegni di Leonardo saranno messi in mostra: si tratta di schizzi realizzati dall’artista fra il 1506 e il 1508 per «Il foglio del teatro», una serie di tavole di prova per le scenografie delle opere del drammaturgo Angelo Poliziano, attivo nella seconda metà del 1400 a Firenze.