(07-12-2009 - romanzieri in arte. 0 commenti)
Sono stati presentati in anteprima nazionale alla settima edizione della Biennale internazionale dell’Arte contemporanea di Firenze, aperta da ieri al 13 dicembre alla Fortezza da Basso, gli Atlanti nautici di Francesco Ghisolfo, (Editalia – Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato). I volumi, spiega una nota, sono «fedeli riproduzioni, in tiratura limitata (750 esemplari), dei due codici cinquecenteschi che furono tra i primi a riportare le rotte oceaniche verso il nuovo mondo, oltre a quelle più note e battute dell’oriente e del Mediterraneo». La storia dei due Atlanti composti dal cartografo Francesco Ghisolfo, allievo di Battista Agnese, prende vita nella Firenze del tardo ’500, nell’ambiente della corte medicea del duca Cosimo, in un’epoca nella quale le mappe erano considerate strumenti di dominio intellettuale e sociale: la conoscenza della geografia significava simbolicamente avere la capacità di conquistare il mondo.
(06-12-2009 - romanzieri in mostre. 0 commenti)
Futurismo e Dadaismo a confronto a Mantova. Dal 13 dicembre presso la Casa del Mategna la mostra «Mantova nel segno dell’avanguardia: da Marinetti a Tzara» che, a cent’anni dalla pubblicazione del celebre Manifesto e a 76 dalla storica Esposizione Futurista di Palazzo Ducale, indaga i due movimenti evidenziandone analogie e divergenze. Soprattutto queste ultime, dato che Futurismo e Dada intrapresero, ideologicamente, strade diverse dal momento che Dada ancor più drasticamente si poneva in contrasto con la società e con le tradizioni, fino a voler fare tabula rasa di tutte le regole che fino allora avevano codificato la creazione artistica. Ma anche se si arrivò a una rottura tra futuristi e dadaisti, numerosi furono gli elementi comuni e le occasioni di scambio: lo spirito dissacrante, le serate provocatorie e irriverenti, la volontà di «rivoluzione tipografica», l’uso massiccio dei mezzi di comunicazione e delle riviste, la commistione tra generi tradizionalmente separati. Mantova, rispetto alla storia dei due movimenti, ha un ruolo in qualche modo particolare, unico. La città fu, infatti, sede di uno dibattito intellettuale condotto per «organi di stampa»: da un lato le riviste edite da Somenzi (che fu anche il principale promotore della grande mostra futurista tenutasi a Palazzo Ducale nel 1933), che diventeranno il vero e proprio organo di stampa del movimento marinettiano, e quelle pubblicate da Fiozzi e Cantarelli: «Procellaria» (1917-1920) e l’unica testata dadaista italiana, «Bleu» (1920-1921), realizzata in collaborazione con Julius Evola. Intorno a queste fucine di pensiero conversero intellettuali di valore e artisti, in primis lo stesso Martinetti. È l’8 febbraio del 1909 quando, in anticipo di qualche giorno rispetto alla sua pubblicazione ufficiale su «Le Figaro», appare su «La Gazzetta di Mantova» il primo manifesto del Futurismo, firmato da Filippo Tommaso Marinetti.
(06-12-2009 - romanzieri in mostre. 0 commenti)
Reperti dal II al VI secolo d.C. accanto agli ebook, e poi il Codice Resta, conosciuto come Galleria Portatile per essere una delle più belle raccolte di disegni e bozzetti della storia dell’arte, insieme ai Diari di Napoleone a Sant’Elena e a un opuscolo di Voltaire: sono le chicche di una mostra che racconta la vita del libro attraverso il patrimonio della Biblioteca del Convento dei Frati Minori di Santa Maria Valleverde a Celano. Testi finora accessibili solo a studiosi, compresi alcuni scritti relativi al prosciugamento del lago Fucino, saranno esposti, dal prossimo 8 dicembre, nelle cinque sezioni della mostra «Attraversando pagine. Dal papiro al libro elettronico», allestita presso il Palazzo della Cultura di Celano. Organizzata dall’associazione Antiqua, è promossa da Comune di Celano e Ordine dei Frati Minori, in collaborazione con il Ministero dei Beni culturali e con il patrocinio della Direzione regionale beni culturali e paesaggistici d’Abruzzo. La Biblioteca dei Frati Minori, fondata nel 1504, sin dalle origini fu centro importante dell’ordine di San Francesco per lo studio, la predicazione e l’insegnamento.
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Conoscere uno dei movimenti artistico-culturali più rivoluzionari del ’900 e approfondire il rapporto tra Futurismo e Questione Meridionale. Ma anche potenziare l’offerta culturale della Calabria, che nel turismo culturale può trovare un’opportunità di rilancio. Sono questi gli obiettivi principali della mostra ‘Zang Sud Sud. Boccioni, Balla, Severini e il Futurismo meridionale, a cura di Tonino Sicoli e Alessandro Masi, che sarà esposta presso il Museo del Presente di Rende fino al 31 dicembre prossimi. Il centenario della nascita del Futurismo (1909-2009) ha suggerito l’opportunità di rivisitare uno dei movimenti artistici d’avanguardia, per eccellenza, del Novecento. La mostra propone una panoramica sul movimento fondato da Marinetti e Boccioni, dagli albori del Primo Futurismo fino al Secondo Futurismo, nonché un esame dei rapporti fra Futurismo e questione meridionale, dal Manifesto di Boccioni ai Pittori Meridionali (1916), ai calabresi Antonio Marasco, Enzo Benedetto, Armiro Yaria e Angelo Savelli. Perchè molti sono gli artisti calabresi che hanno rappresentato la fioritura del movimento per quarant’anni. E molte sono le opere degli anni Dieci e Venti, anni cruciali di battaglie e proposte, realizzate da artisti audaci e innovatori. Le opere della mostra provengono da alcune collezioni private italiane fra le più interessanti per varietà e complessità. Fra le figure principali – tra questi anche i calabresi Umberto Boccioni, Antonio Marasco, Enzo Benedetto, con i grandi autori come Giacomo Balla, Gino Severini, Carlo Carrà, Enrico Prampolini. E inoltre Luigi Russolo, Ardengo Soffici, Mario Sironi, Gerardo Dottori, Fortunato Depero, Francesco Cangiullo, Arturo Ciacelli, Tullio Crali, Benedetta Marinetti, Emilio Notte, Mino Delle Site, Julius Evola, Ginna, Antonio Marasco, Virgilio Marchi, Bruno Munari, Ivo Pannaggi, Ugo Pozzo, Pippo Rizzo, Joseph Stella, Tato, Alberto Bragaglia, Angelo Savelli, Armiro Yaria, Giulio D’Anna, Angelo Rognoni, Aligi Sassu, Ricas, Luigi Rapuzzi, Guglielmo Peirce, Mario Pompei, Novo, Angelo Maino, Mario Lepore, Achille Lega, Carlo Erba, Augusto Favalli, Mario Guido Dal Monte, Attilio Crepas, Vasco Battistoni, Aterol.
Interessante: Francesco Meriano, L’uomo e lo stile
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L’opera «L’angelo incarnato» di Leonardo da Vinci verrà esposta fino al 12 Dicembre all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. Per la prima volta il dipinto, che secondo alcuni conferma la presunta bisessualità dell’autore, verrà esibito nella costa ovest americana. «L’angelo incarnato» fu probabilmente disegnato nel 1515 durante il soggiorno di Leonardo ad Amboise, in Francia. Vi è rappresentata una figura androgina sorridente mentre saluta con la mano sinistra. Secondo alcune teorie il soggetto non sarebbe altro che Gian Giacomo Caprotti, allievo prediletto e amante di Leonardo. La forte somiglianza fra questo dipinto e la Gioconda ha portato alcuni studiosi a sostenere che lo stesso Caprotti sia anche la persona che si cela dietro la Monna Lisa. L’opera, in passato in possesso dei reali di Windsor, fu rubata nell’Ottocento. Si narra che la famiglia reale inglese fu in realtà sollevata dal furto del capolavoro, considerato all’epoca troppo scandaloso. Altri due disegni di Leonardo saranno messi in mostra: si tratta di schizzi realizzati dall’artista fra il 1506 e il 1508 per «Il foglio del teatro», una serie di tavole di prova per le scenografie delle opere del drammaturgo Angelo Poliziano, attivo nella seconda metà del 1400 a Firenze.
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È morto ieri sera in una clinica di Firenze, dov’era ricoverato per l’aggravarsi di una malattia, il pittore fiorentino Luciano Guarnieri. Aveva 79 anni. Ne dà notizia ieri La Nazione nelle pagine fiorentine. Guarnieri, grande esponente dell’arte figurativa, fu allievo di Piero Annigoni e amico di Giuseppe Prezzolini. Era figlio di un parrucchiere antifascista che non voleva che frequentasse l’istituto d’arte perchè non vestisse la divisa da balilla ma che si convinse poi a mandarlo alla scuola di Annigoni di cui divenne il più giovane allievo. La sua capacità nel disegno e nella pittura si evidenziò quando nel 1954 una cartella di disegni a carboncino dedicata alla ricostruzione del ponte Santa Trinita lo fece conoscere a Firenze e al mondo. Per questo lavoro venne invitato per una serie di mostre negli Stati Uniti dove incontrò e ritrasse attori di Hollywood, magnati dell’industria, John e Jacqueline Kennedy, i primi astronauti di Cape Canaveral. A New York conobbe Prezzolini, che lo difese dalla critica americana infatuata della pop art, e col quale stabilì una duratura amicizia. Negli Usa Guarnieri conosce anche Dolores Angleton, donna di raffinata bellezza che diventerà sua moglie e gli darà due figli.
(06-12-2009 - romanzieri in arte. 0 commenti)
Lo scultore Alfred Hrdlicka, uno dei più importanti artisti austriaci del ventesimo secolo, fortemente impegnato a sinistra contro la guerra, la violenza e il fascismo, è morto oggi a Vienna. Aveva 81 anni. Lo rende noto il quotidiano conservatore Die Presse, citando il gallerista dell’artista, Ernst Hilger. Hrdlicka è l’autore del Memoriale contro la Guerra e il Fascismo, installato dal 1991 sulla piazza del Museo dell’Albertina, nel centro storico della capitale austriaca. Allievo dello scultore Fritz Wotruba, tutta la sua opera è stata consacrata a queste tematiche.