Altri estremi
(22-06-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)Su gammm, una serie di inediti, potentissimi, di Marina Pizzi, da Sotto le ghiande delle querce: «senza più voglia di commettere / lo strascico ancora non si ammutìna».
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Su gammm, una serie di inediti, potentissimi, di Marina Pizzi, da Sotto le ghiande delle querce: «senza più voglia di commettere / lo strascico ancora non si ammutìna».
Ai poeti italiani non piace avere pubblico. Al pubblico italiano non piacciono i poeti. Se la poesia è orgogliosamente rivendicata come cellula resistenziale, da opporre ad invasori che sarebbero in realtà gli elementi del suo pubblico – la poesia non potrà mai sorgere, in nessun modo. I moltissimi studenti dei licei, delle facoltà di lettere, dei conservatori, delle Accademie d’arte, e tutti i loro insegnanti, dovrebbero essere lettori accaniti della poesia contemporanea: e sarebbero centinaia di migliaia di persone, in grado di tenere in piedi un mercato della poesia. Ma non ci incontriamo, e non li incontriamo. Bisognerà agire nelle scuole, nelle piazze, nelle strade, mostrare i corpi, esibire le voci… e corpi e voci non dovranno apparire precari e imprecisi… deve sembrare – perchè è vero – che i corpi mettano in gioco tutto, fino all’ultima dose di respiro… ché la proliferazione in internet non ha giovato, anzi ha creato una nicchia incorporea nella piccola nicchia della nicchia… E il Gotha della poesia – altrettanto ridicolo, ma esistente – ne ride. Pecca di superbia, ma fa bene a riderne. Tutto questo – nicchia e Gotha – imploderà e scomparirà, non tardi: non ha la forza, né teorica né creativa, per durare a lungo. Il punto è sapere quando; ma la causa del crollo è abbastanza evidente: chi non cerca nessuno, fuori, non sarà trovato da nessuno, fuori.

Comprare le «cose compulsivamente» serve a «raggiungere / il respiro» che manca alla compratrice, e di cui chi «sperimenta con la vita» ha conosciuto l’assenza («riuscivo a vivere senza mangiare senza bere e senza respirare»: Brevissima autobiografia (con svariati incisi e qualche bando incluso), «Ex libris», 21 [1999], pp. 11-13). E il respiro è la vita, finché c’è vita. Però la compratrice ignorerà doverosamente le telefonate – si isola –, e giocherà con il suo cellulare – annulla la comunicazione con corpi veri, e cercherà il telecomando, che apre la porta della pseudorealtà (nell’Histoire du soldat di Pasolini, il capo della televisione è il diavolo in persona: premonizione di cui tenere conto).
Diventare una massa
Come l’ultimo Tuono
Che altamente cade
Mentre ogni Creato
Si nasconde: sarebbe
Questo Poesia – o Amore -
La doppia Essenza è una -
Proviamo Due o Nessuna -
Questa Esperienza uccide -
Chi vede Dio non vive -
[ trad. di massimo sannelli - disegno di Patrizia Bianchi : Deposizione ]

Esce il numero 7 della rivista L’attenzione, dedicato al rapporto tra Internet e letteratura. Nell’editoriale, Massimo Orgiazzi scrive: «La riflessione si basa allora su questa domanda: la letteratura – tradizionale e plurimillenario spazio di incontro dell’umanità – può essere costruita e rafforzata, in un momento in cui la visione critica sembra languire e le scritture sono sempre più sottomesse a pure logiche di mercato ? E poi: questa costruzione può farsi forte del lavoro in Rete di questi anni ? E il contributo della Rete è decisivo o no ? Continua »
Comprendi come grida più vicino alle acacie
In aprile la rama dei piselli, verdissima,
Nel suo vapore netto, verso Febe! e tu vedi
Agitata la testa dei santi del passato…
Via dalle moli nitide
Dei capi e dei bei tetti,
I buoni Antichi vogliono
Questo filtro che ride…
Ora non è feriale
E non è astrale: è
La bruma che risale
Dall’effetto notturno:
Eppure sono stabili –
Sicilia con Germania,
In questo velo affranto
E smorto, per giustizia.
[disegno di patrizia bianchi; traduzione di massimo sannelli : da www.lattenzione.com]
La privazione volontaria del cibo parifica il cibo all’orrore (Bacon disse che solo un pervertito può ammirare un animale macellato) o indica una mancanza? E’ facile dire che si tratterebbe della mancanza d’«amore»: il fatto è che l’amore ha troppe forme – «tra uomo e donna, tra uomo e uomo, tra donna, fra genitori e figli» – (Chiara Daino, La Merca, Fara, Rimini 2006) per essere oggetto di una sola mancanza, oggettivata in un solo modo. Perché Anna – di cui «il Signore aveva reso sterile il grembo» (I Sam., 1, 6) – «non voleva prendere cibo» (1, 7)? Qual è il rapporto tra la sua sterilità e la sua anoressia? La risposta è nei sussurri di Èlkana, che «la amava» (1, 5): «Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?» (1, 8).