(27-12-2010 - romanzieri in poesia. 0 commenti)
I cani pazzi di Trieste
Non siamo mai stati in una guerra come questa
in tutti questi anni a guardare
la strada alle 3 di mattina,
ragazzini che palleggiano petardi nei cestini dei rifiuti
le ultime puttane tornano a casa
Come al solito, fermandoci nei caffè di Les Halles
dopo una notte trovavamo i robusti
uomini del mercato
e le bellissime prostitute
che riposavano gli uni nelle braccia delle altre
Le Chat Qui Peche, Le Chien Qui Fume
vivi grazie ai valzer parigini, le mani di lui sul sedere di lei
potevamo scegliere verdure crude dai bidoni degli scarti
e avere stufato di lenticchie per il giorno dopo
Le cose non sono mai state così.
Poliziotti schierati contro i giovani nella piazza del villaggio
prendono i più docili come amanti, e deviano gli altri
nei condotti della carcerazione
I cani pazzi di Trieste
su cui contavamo per abbattere lo status quo
morto e imputridito, per dare uno scossone qua
e là, predatori dell’ordine grasso e calcificato,
sono svaniti come racconti
Li afferravamo con le tese dei loro cappelli
che tenevano la maggior parte della faccia in ombra
e qualche volta quelle voci
una alla volta
si trasformavano in onde
come cicale sugli alberi d’agosto, fischiettando
arretrando, e le parole scivolate sotto
le cortine del potere, facevano piccoli cambiamenti,
facevano oscillare un precario equilibrio, e portavano soccorso
Quei branchi non incrociano i viali
adesso nelle città antiche, nessuna cabala politica
dietro noi guarda il mondo con
occhi pienamente
consapevoli
le voci liriche corpi arcobaleno
i tuoi amici i miei amici nessuno è rimasto
tranne i cani pazzi di Trieste mentre
noi percorriamo le strade.
(10-05-2010 - Massimo Sannelli in firenze, poesia. 0 commenti)
Parlo in prima persona, come all’interno di un diario: come se parlassi di cose che mi riguardano. In realtà mi riguardano, e non solo nella veste – o nella condizione – di dantologo [a modo mio, sempre]. Parlo semplicemente, non ho nulla da difendere, e dico, per esempio: io non credo ad un Dante popolare [i versi sui lettori in piccioletta barca, che devono tornare indietro, sono uno scoglio, rispetto ai doveri democratici]; quindi non credo ad un Dante preoccupato della salvezza dei contemporanei. O meglio: se Dante si pone il problema della salvezza dei contemporanei, il problema è posto perché quel mondo, quella umile Italia e quella Fiorenza lo interessano; e lo interessano perché la grandezza ha bisogno di humus, come il buon seme gettato in buona terra. Continua »
(27-05-2009 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)
amore la tua anima
segua la mia. e sarai
un cavallo obbediente
al cavaliere, amore -
la tua attenzione è mia
è un’anima che gira
intorno alla mia anima
o uno stelo che trema
nel grande vento, donna
ti ungo con l’impasto
anjana mayugha kústha nalad
teneramente sempre
con le mie mani – eccole
*
i nostri occhi vedano
la bellezza! dovrai
avermi nel tuo cuore
e io farò lo stesso,
un tempo ed un pensiero.
e luce al viso! devi
avermi nel tuo cuore
e io farò lo stesso
un tempo ed un pensiero
I Canti d’amore nell’Atharvaveda, curati da Rati Saxena in hindi e in inglese per le edizioni Kritya, sono tradotti da massimo sannelli per le edizioni di Cantarena (Genova, 2009)
(27-01-2009 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)
Esnedy Milán Herrera interpreta Antigone, di Massimo Sannelli : Genova, La stanza della poesia (Palazzo Ducale), 6 febbraio 2009, ore 17 ; Roma, Teatro Manhattan, 13-15 marzo 2009. La regìa dello spettacolo al Teatro Manhattan è della stessa Milán Herrera. Dal testo:
A voi uomini piace
solo una donna morta.
Le due ali che avrà
una larva cresciuta
nel bozzolo di seta
vi spaventano ancora.
Se un’anima si alza
da questo sonno, spiace. Continua »
(07-12-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)
Ricominciano i tentativi di una «scuola di poesia» su «La poesia e lo spirito», con questo articolo-lettera ai blogger e ai poeti. La discussione sotto – che tocca anche «voglio avere solo te» di Antonello Venditti – fa parte della scuola. Questa, ora, è la seconda puntata. Questa è la terza puntata. Nella quarta puntata si discute di orgasmi, di un Davide re-sacerdote-poeta che danza nudo – cioè di poesia. La quinta puntata tocca letti sfatti (come quello di Tracey Emin), manichini, case vissute e piccole cose: come si parla delle piccole cose?
(15-11-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 1 commento)

Ritieni che Umberto Saba possa essere considerato uno dei poeti maggiori del Novecento italiano? Che tu risponda sì o no: per quali ragioni?
Non credo al distinguo: Maggiori/Minori. Poeta è. Aut – Aut: l’Essere maiuscolo che rimane [presente: dono e continuo ]. Poeta è Poeta tout – court. E Saba è.
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(07-08-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)
Figlia
(a Sabitha, che soffre di sclerosi multipla)
Vedo mia figlia di trent’anni ancora
come se fosse nata da sei mesi.
Le faccio il bagno, lavo via
la polvere e lo sporco
di trent’anni.
Ora mia figlia splende
come una breve poesia di Amichai
nel fuoco caldo liquido del Cielo.
Il piccolo asciugamano
si asciuga col Tempo.
Beethoven alza
le mani sovrumane:
la finestra sbarrata
diventa una tastiera,
e mia figlia riemerge
da una sinfonia,
e mi abbraccia
con le mani di rosa.
Fuori, il bihag della pioggia:
Kishori Amonkar.
K. Satchidanandan (1946), poeta, scrive in malayalam e in inglese. Questa poesia fa parte dell’antologia Kritya, ed. by Rati Saxena, Kritya, Trivandrum 2007. Daughter è stata tradotta dall’autore in inglese, e dall’inglese in italiano da Massimo Sannelli