Archivio per la categoria "poesia"

Per una «Scuola di poesia»

(07-12-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)

Ricominciano i tentativi di una «scuola di poesia» su «La poesia e lo spirito», con questo articolo-lettera ai blogger e ai poeti. La discussione sotto - che tocca anche «voglio avere solo te» di Antonello Venditti - fa parte della scuola. Questa, ora, è la seconda puntata. Questa è la terza puntata. Nella quarta puntata si discute di orgasmi, di un Davide re-sacerdote-poeta che danza nudo - cioè di poesia. La quinta puntata tocca letti sfatti (come quello di Tracey Emin), manichini, case vissute e piccole cose: come si parla delle piccole cose?

Chiara Daino : per Umberto Saba

(15-11-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 1 commento)

PISCES

Ritieni che Umberto Saba possa essere considerato uno dei poeti maggiori del Novecento italiano? Che tu risponda sì o no: per quali ragioni?

Non credo al distinguo: Maggiori/Minori. Poeta è. Aut – Aut: l’Essere maiuscolo che rimane [presente: dono e continuo ]. Poeta è Poeta tout – court.  E Saba è.

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K. Satchidanandan, Figlia

(07-08-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)

Figlia
(a Sabitha, che soffre di sclerosi multipla)

Vedo mia figlia di trent’anni ancora
come se fosse nata da sei mesi.
Le faccio il bagno, lavo via
la polvere e lo sporco
di trent’anni.

Ora mia figlia splende
come una breve poesia di Amichai
nel fuoco caldo liquido del Cielo.
Il piccolo asciugamano
si asciuga col Tempo.

Beethoven alza
le mani sovrumane:
la finestra sbarrata
diventa una tastiera,

e mia figlia riemerge
da una sinfonia,
e mi abbraccia
con le mani di rosa.

Fuori, il bihag della pioggia:
Kishori Amonkar.

K. Satchidanandan (1946), poeta, scrive in malayalam e in inglese. Questa poesia fa parte dell’antologia Kritya, ed. by Rati Saxena, Kritya, Trivandrum 2007. Daughter è stata tradotta dall’autore in inglese, e dall’inglese in italiano da Massimo Sannelli

Rati Saxena, Tutto il passato è un tributo alla morte

(27-07-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)

Nel diario di tua figlia così giovane
un gattino apre gli occhi sulla vita
le pietre seminate sulla sabbia
brillano
e il corpo ha i segni rossi del dolore.
Intanto il primo passo è un passo falso
ma ha la speranza di piccole strade
dove l’amore può saltare subito
come fa uno scoiattolo e non sa…

Tutto il passato è un tributo alla morte.

da One Window & Eight Bars, Kritya, Trivandrum (Kerala, India), 2007, p. 71
traduzione di massimo sannelli

Altri estremi

(22-06-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)

Su gammm, una serie di inediti, potentissimi, di Marina Pizzi, da Sotto le ghiande delle querce: «senza più voglia di commettere / lo strascico ancora non si ammutìna».

Il «pubblico della poesia»

(23-05-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)

Ai poeti italiani non piace avere pubblico. Al pubblico italiano non piacciono i poeti. Se la poesia è orgogliosamente rivendicata come cellula resistenziale, da opporre ad invasori che sarebbero in realtà gli elementi del suo pubblico – la poesia non potrà mai sorgere, in nessun modo. I moltissimi studenti dei licei, delle facoltà di lettere, dei conservatori, delle Accademie d’arte, e tutti i loro insegnanti, dovrebbero essere lettori accaniti della poesia contemporanea: e sarebbero centinaia di migliaia di persone, in grado di tenere in piedi un mercato della poesia. Ma non ci incontriamo, e non li incontriamo. Bisognerà agire nelle scuole, nelle piazze, nelle strade, mostrare i corpi, esibire le voci… e corpi e voci non dovranno apparire precari e imprecisi… deve sembrare - perchè è vero - che i corpi mettano in gioco tutto, fino all’ultima dose di respiro… ché la proliferazione in internet non ha giovato, anzi ha creato una nicchia incorporea nella piccola nicchia della nicchia… E il Gotha della poesia – altrettanto ridicolo, ma esistente – ne ride. Pecca di superbia, ma fa bene a riderne. Tutto questo – nicchia e Gotha – imploderà e scomparirà, non tardi: non ha la forza, né teorica né creativa, per durare a lungo. Il punto è sapere quando; ma la causa del crollo è abbastanza evidente: chi non cerca nessuno, fuori, non sarà trovato da nessuno, fuori.

Per Rosaria Lo Russo, Crolli

(03-05-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 1 commento)

Comprare le «cose compulsivamente» serve a «raggiungere / il respiro» che manca alla compratrice, e di cui chi «sperimenta con la vita» ha conosciuto l’assenza («riuscivo a vivere senza mangiare senza bere e senza respirare»: Brevissima autobiografia (con svariati incisi e qualche bando incluso), «Ex libris», 21 [1999], pp. 11-13). E il respiro è la vita, finché c’è vita. Però la compratrice ignorerà doverosamente le telefonate – si isola –, e giocherà con il suo cellulare – annulla la comunicazione con corpi veri, e cercherà il telecomando, che apre la porta della pseudorealtà (nell’Histoire du soldat di Pasolini, il capo della televisione è il diavolo in persona: premonizione di cui tenere conto).

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