(28-03-2007 - romanzieri in bookmark. 1 commento)
“C’è una crisi di stanchezza verso la decima cartella, mi fanno un po’ male i muscoli sopra le clavicole”: comincia così la pagina della Vita Agra (anzi, per essere precisi, più che una pagina è un’antologia di brani del capitolo X e XI del libro), che Luciano Bianciardi legge nella sua casa di Via Domenichino 2 a Milano (via Meneghino nel libro) per le telecamere RAI. Le telecamere poi si spostano su quella Milano del 1964 per mostrare il cammino che ogni mattina lo scrittore compie per prendere il caffè e le sigarette, in una città che non lui non capisce e che per questo non ama…
su Riaprire il fuoco
(22-03-2007 - romanzieri in bookmark. 0 commenti)
Curioso destino quello de “Le crapaud”, la splendida poesia di Victor Hugo che qui vi presento nella mia traduzione. Inserita nel 1859 nella prima serie della raccolta di componimenti intitolata “La leggenda dei secoli” (la seconda e la terza serie avrebbero visto la luce nel 1877 e nel 1883), fa parte integrante di un percorso tramite il quale l’autore volle affrescare la storia dell’umanità dalla Genesi al XIX secolo. In Italia, lo strabiliante fascino de “Le crapaud” è poco considerato. Sicuramente, la più celebre fra le poche traduzioni, la si deve al Pascoli e risale a più di un secolo fa; ma tale versione è tuttavia largamente incompleta. Io, invece, ne presento, come si dice, una versione integrale, con il rospo che soffre e l’asino che medita, entrambe creature senzienti, facenti parte dello spettacoloso teatro della natura…
Barbara X su Dal libro sfinito al libro infinito
(19-03-2007 - romanzieri in curiosità, bookmark. 0 commenti)
Si tratta dell’ultima apparizione in pubblico di Bianciardi, nel Luglio 1971, quattro mesi prima della sua morte prematura. In un “tram della cultura” affollato di VIP e intellettuali, intervistato da Romano Battaglia, lo scrittore dice poche parole, ma sempre con il suo modo graffiante e ironico…
su Riaprire il fuoco
(12-03-2007 - romanzieri in bookmark. 2 commenti)
In occasione della doppia presentazione de Il fuorogioco mi sta antipatico a Bologna mercoledì 7 Marzo libreria Feltrinelli di Piazza Galvani alle 17.30 e mercoledì 14 Marzo a Milano Libreria FNAC alle ore 18.00, il Quotidiano Nazionale ha ospitato un inedito di Luciano Bianciardi scritto per il Guerin Sportivo il 17 Maggio 1971.
Dalla vicenda di Nino Benvenuti il pugile italiano sconfitto due volte dall’argentino Monzon e della moglie Giuliana, Bianciardi trae spunto per scatenarsi contro il professionismo in tutti i campi, dalla boxe, alla guerra, al matrimonio. E per parlare ancora di vita.
Cambiano i tempi e cambiano anche i giornali: mezza pagina del Guerino del 1971 equivale oggi a più di due pagine di un quotidiano; e così l’articolo originario ha dovuto subire severi tagli. Riaprire il fuoco la ripropone in versione integrale, ancora più graffiante e attuale.
[riaprireilfuoco.org]
(12-03-2007 - romanzieri in bookmark. 0 commenti)
Questo contributo si pone l’obiettivo di studiare l’evoluzione di alcuni concetti-chiave del pensiero di Jean-Paul Sartre mettendo a confronto i suoi scritti di critica letteraria del secondo dopoguerra (in particolare, il Baudelaire e i cosiddetti articoli programmatici) con L’Idiot de la famille, l’ultima delle sue grandi biografie. Nello specifico, vengono presentati ed analizzati tre aspetti del pensiero sartriano che mostrano il radicale mutamento di prospettiva compiuto dal filosofo. In primo luogo, viene mostrato come muta, nell’ottica di Sartre, la funzione della letteratura. Negli scritti degli anni ’40, la letteratura è, per Sartre, engagement, cioè un modo per lo scrittore di aggredire la realtà sociale e di far sentire la sua voce sugli avvenimenti. Al contrario, nell’Idiot de la famille la letteratura viene presentata da Sartre come una fuga dalla Storia e un tuffo nell’immaginario. In secondo luogo, viene profondamente rivisto, da Sartre, il concetto di libertà. Mentre gli scritti degli anni ’40 esaltano la libertà totale ed assoluta dell’individuo, a prescindere dalle sue condizioni materiali, nell’Idiot de la famille Sartre presenta un’analisi più approfondita della libertà, affermando che essa è condizionata a priori e fortemente limitata da fattori storico-politici, sociali e psicologici. Infine, nel testo su Flaubert, Sartre allarga in maniera consistente la prospettiva storica passando da una visione soggettiva e circostanziata, ad un’ampia trattazione degli aspetti politici e sociologici combinando, in un originale sincretismo, il pensiero marxista e la psicanalisi…
[su Sens Public]