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Annibale Carracci: a Bologna la mostra monografica

Aprirà il prossimo 22 settembre al Museo Civico Archeologico e si chiuderà il 7 gennaio 2007.
info
Nella odierna piena rivalutazione dell’arte del Seicento spetta finalmente anche ad Annibale Carracci (1560 – 1609), che per secoli ne è stato considerato il maggior rappresentante, l’attenzione specifica di una mostra monografica. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dal Comune di Bologna – Cultura e rapporti con l’Università, dal Consorzio Università – Città di Bologna, dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dal Comune di Roma, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Emilia Romagna e la Provincia di Bologna, la mostra, a cura di Daniele Benati e di Eugenio Riccòmini, vanta un prestigioso comitato scientifico che si avvale dei più autorevoli studiosi internazionali dell’opera di Annibale. E’ questa la prima esposizione dedicata esclusivamente al più giovane e più dotato dei tre Carracci, celebrato dai suoi contemporanei come il nuovo Raffaello, autore di dipinti e disegni fin da subito straordinariamente ammirati per novità di invenzione e felicità di esecuzione, eretti a modello da generazioni di artisti e oggetto di culto già dal Seicento nelle maggiori collezioni europee.
*
da francescomorante.it
Annibale Carracci (1560-1609), insieme al fratello maggiore Agostino e al cugino Ludovico, è il pittore che più di ogni altro recupera la lezione classicista del Rinascimento italiano e la proietta nell’arte del Seicento quale matrice di classica bellezza. Nella sua opera si avverte la reazione a quel manierismo teso alla ricerca di nuovi effetti spettacolari, in nome di un ritorno ai fondamenti classici della pittura: lo studio dal vero e dalle opere dei grandi maestri precedenti, da Raffaello a Michelangelo, da Correggio a Tiziano.
Bolognese di nascita, svolse qui i suoi primi lavori, e sempre in questa città fondò insieme al fratello e al cugino, l’Accademia dei Desiderosi (1582), che dal 1590 prese il nome di Accademia degli Incamminati, accademia che svolse un ruolo fondamentale nel diffondere la tendenza classicista nell’arte del Seicento. Nel 1594 si trasferì a Roma, dove in quegli anni iniziava la sua attività anche Caravaggio. E Annibale Carracci rappresenta proprio la polarità opposta rispetto a quella di Caravaggio. Mentre quest’ultimo rivoluziona la pittura per una ricerca di totale realismo nella rappresentazione pittorica, Annibale Carracci rappresenta la tradizione, nella continuità dei maestri del Rinascimento italiano.
Le sue opere spaziano tra generi diversi, non disdegnando incursioni in territori quasi inesplorati. Nella lunetta che raffigura la «Fuga in Egitto» si tende unanimemente a riconoscere la prima pittura di paesaggio dell’arte italiana, paesaggio che da questa opera in poi assurgerà a genere autonomo e svincolato da quello di storia. Non mancano nella sua produzione anche interessanti opere «di genere», quali la «Bottega del Macellaio» o il «Mangiafagioli».

# Pubblicato da romanzieri in visioni ~ 13.09.06 16:05 permalink