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biblioteca ebook a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z tutte
Flavio Ermini “Il moto apparente del sole. Storia dell’infelicità” Moretti & Vitali, 2006

L’inchiesta che Flavio Ermini compie in questo densissimo libro, è un’inchiesta che riguarda i metodi e le forme della produzione culturale, sia essa poetica, che filosofica, che scientifica.
Per effettuarla, Ermini si pone all’ascolto. L’inchiesta si realizza nel suo stesso interrogare e la domanda, sospesa, coincide effettivamente con la risposta. Il senso resta volutamente indeciso, poiché un’inchiesta che trovasse risposta, non sarebbe degna di questo nome. Ciò che si cerca è dunque un metodo. Un metodo che consenta di illuminare e di recuperare ciò che è stato espulso dalla codifica linguistica. Apprendiamo dunque, mentre seguiamo Ermini, che la sospensione di ogni sapere preliminare, di ogni certezza, è il requisito fondamentale affinché possa essere intrapresa la via della ricerca. E il frutto della ricerca non potrà essere ogni volta che inusitato, non precostituito.

Se questo è il metodo, il mezzo è la poesia. Poiché la poesia è incompatibile con ogni visione prestabilita del mondo. Nell’ascolto a cui il poeta si dispone, si potrà evincere la sproporzione tra ciò che le cose sono e ciò che noi diciamo di esse.
E’ nel tentare di estendere il limite e il bordo delle parole, quasi a ottenerne, di volta in volta, una maggiore estensione, che il poeta matura il suo atto di paradossale avvicinamento.
Con la poesia, egli esplora il disordine, l’irregolarità, l’anomalia, l’instabilità. Ed è in “quest’andare verso” la cifra della poesia di Flavio Ermini.
Una tale ricerca non può che essere etica. Naturalmente, se non ci sono verità assolute, anche l’etica si definisce con il medesimo atto di ascolto e di sospensione. Atto creativo, equivalente, dunque, a quello poetico. Ciò di cui questa poesia si fa testimone è di guardare e di parlare da una posizione indefinita. Che manca di contesto, restituendo un’alea. Flavio Ermini ci mostra quanto la creazione letteraria sia non solo autonoma da tutti gli altri saperi, ma produttrice di quell’indefinibilità che è la sua marca più preziosa perché ci libera dal dogma e ci restituisce la libertà della creazione individuale.
Rosa Pierno

# Pubblicato da Rosa Pierno in ~ 26.06.06 13:18 permalink