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Il giorno 20 Giugno 2006 si inaugura, a Roma alle 18,30, presso l’associazione
culturale “La Nube di Oort” in Via Principe Eugenio 60, la mostra di Gulia e Karolina Lusikova, dal titolo : “Memorie della Terra”.
Per l’occasione saranno presentate le ultime fantasiose creazioni realizzate in
terracotta policroma e dipinti accompagnati da un catalogo con un testo di
Paolo Aita: "Quando guardiamo attentamente un oggetto d’arte possiamo vedere le piccole grandi cascate di materia di cui e’ composto. Queste possono essere spente, con ogni passione sedata, oppure possono essere luminescenti, brillanti di riflessi, dentro i quali il suo mondo, che normalmente si nasconde, si apre improvvisamente, svegliato dallo sguardo, ai nostri occhi. Puo’ essere uno
specchio che ci spinge a entrare meglio dentro noi stessi, oppure ci chiede di
essere turisti di un sogno che ci presenta contrade sconosciute. Avvicinandoci
a uno di questi oggetti abbiamo accolto il suo segnale, e siamo gia’ partiti
per un viaggio che ci portera’ a conoscerlo meglio. In questo caso, accettando
il suo invito ad accostarci, vediamo animarsi un Cosmo.
A partire da questo momento siamo alla sua merce’. Il mondo di Gulia e Karolina Lusikova premia con rara dovizia la nostra attenzione. Lo sguardo del guerriero incontra la ballerina. Entrambi sono in cielo. Lei danza sopra un castello di funghi e di maschere, e un piccolo fiume porta una grande stella che sembra ridere soddisfatta.
Il tetto a cipolla di una chiesa russa invece di riportarci alla maesta’ dei tempi antichi, si anima di colori futuristi e ci fa scoprire il suo desiderio di diventare un missile e riportare in cielo i Santi che contiene. Le loro ampie vesti sono diventate una vela o un paracadute, ed essi si salvano con un abbraccio , non con un rimprovero. Le Grazie, stanche di sfiorarsi con i polpastrelli, si animano e si avvicinano ad una fontana da cui sgorga sangue di melograno e mirtilli. La civetta guarda tutto quanto soddisfatta e si innamora del rosso di un pettirosso di marmo.
Tutto questo era dentro la ceramica. E’ materia, cioe’ materiale costituente,
ed e’ ancora materia, cioe’ argomento dell’opera. Comunque sia i sogni nascono
sempre dalla terra. Ma siamo noi che abbiamo accettato, siamo noi che abbiamo creduto, siamo noi che siamo partiti, siamo noi che siamo tornati, ancora incerti sull’itinerario che e’ stato un viaggio nel cuore di una improbabile,
fantastica Siberia, oppure non ci siamo mai mossi, sdraiati nella pigra
poltrona digestiva del nostro soggiorno, accarezzando semplicemente un samovar da rigattiere . . ."
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