Romanzieri.com, biblioteca digitale ebook. Oltre 400 TITOLI GRATUITI con un click del mouse
ID
PW
Ottobre 2006
domlunmarmergiovensab
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031




ebook prelevati oggi
lettori online
--- ebook
Scarica gratuitamente il software per leggere i nostri ebook
--- ebook
antologica
archivi
biblioteche
curiosità
digitalMente
e-book
editori
f.a.q.
filosofia
interventi
letteratura
multilingua
musica
notizie
preistoria
risorse web
sartre100°
visioni
--- ebook
Archivio
oggi
Ottobre 2006
Settembre 2006
Agosto 2006
Luglio 2006
Giugno 2006
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006
Dicembre 2005
Novembre 2005
Ottobre 2005
Settembre 2005
Agosto 2005
Luglio 2005
Giugno 2005
Maggio 2005
Aprile 2005
Marzo 2005
Febbraio 2005
Gennaio 2005
Dicembre 2004
Novembre 2004
Ottobre 2004
Settembre 2004
Agosto 2004
Luglio 2004
Giugno 2004
Maggio 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
--- ebook
XML o KLIP
--- ebook
Powered by Movable type
--- ebook
Queste pagine utilizzano il font Georgia, se non lo possiedi scaricalo chiudi
1412201723

ebook

biblioteca ebook a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z tutte
Genova barbara e magica

Genova “nome barbaro”, secondo la Litania di Giorgio Caproni, che l’ha amata come pochi altri. Nome barbaro, e non solo per la necessità di trovare una delle due sole rime collegate al nome di Camillo Sbarbaro

Di barbaro, Genova ha il suo continuo distruggersi e ricostruirsi, sacrificandosi bene o male (il Promontorio, la casa di Paganini, Pammatone), e il suo allargarsi e alzarsi: anche a costo di sembrare informe e caotica, a tratti. Genova è, per natura, un eterno cantiere; e nello stesso tempo è anche una città sotterranea e magica. Sotto un mondo di traffici e di movimento (e poi di studi, autobus, mostre, lavoro) c’è da sempre una Genova invisibile e ctonia: gallerie, cisterne, cripte, passaggi segreti; e, sotto, ancora il corredo gothic di laghi e torrenti interrati, scheletri di infelici, collezioni private custodite come reliquie, quasi innominabili.
Così Genova cresce e si riprogetta sempre, in superficie. Ma i genovesi di oggi stanno riscoprendo anche il lato intimo del loro habitat. Si sta recuperando una memoria importantissima, e questo accade proprio nel momento in cui la città diventa il luogo di convivenza di molte culture, diversissime, che per capirsi e farsi capire devono comunicare in italiano: non è un caso che Pier Paolo Pasolini, profeticamente, volesse ambientare a Genova ciò che San Paolo – uomo delle nazioni e della koiné greca – ha detto e fatto a Corinto.
Ora vediamo che l’archeologia si unisce alla storiografia, e l’esplorazione alla lettura. Il corpo e i suoi sensi sono coinvolti in modi diversi, per uno stesso fine; e lo sono le professionalità più diverse: lo speleologo, l’antiquario, il librario, il paleografo, l’architetto, lo storico dell’arte, l’etnografo, il collezionista-amateur. Il documento scritto e il libro antico – oggetti per l’occhio, a volte fragilissimi – sono una memoria costante e fondamentale. Dobbiamo proteggere ciò che è fragile, per riceverne cultura, o esplorare, nel cuore della città, la città che non si vede. Genova sta invocando con urgenza questo impegno, per essere veramente una Corinto barbara: un luogo di incontro e di culture, storie, lingue, religioni, che qui si parlano senza sovrapporsi e senza violenza (“se non ho la carità”, agápe, “non sono nulla”, come Paolo ha insegnato ai Corinzi). Tutta Genova è, secondo una delle etimologie possibili del suo nome, una PORTA. E la porta è una costruzione sacra.

(scritto per il primo numero della rivista "Janus", Genova, 2006)

# Pubblicato da Massimo Sannelli in ~ 28.01.06 07:20 permalink