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ebook
1.
Studio per loro –
Cerco il buio,
Finché non sono pronta.
Questa fatica è la sobria
Fatica:
Con questa sola dolcezza
Che basta – il digiuno che
Offre per loro un cibo più puro,
Come io posso:
Se no, avrò lo slancio, avuto,
Del Progetto –
2.
Di’ tutto il vero, dillo obliquo –
Il trionfo è nel cerchio –
Troppo splendore per nostra
Gioia – fioca –
La sorpresa superba
Del vero – è, come il fulmine ai Bambini
È
Facilitato da parole umane:
O il vero abbaglia piano,
O acceca il mondo –
3.
Troppo vile la morte
Per te: un Greco lo può –
Vivere, Amore, è peggio –
E ti offro anche questo –
La Morte scarsa è morta:
Ma nella vita esiste
La Morte in molti modi –
Senza il Sonno dei morti.
4.
Questa è la fine muta
Di tutte le Speranze:
Il Mattino a colori
Venuto a me, è veloce
E aspra la sua fine.
Non si aprì mai Germoglio
Più ardito sullo Stelo;
Né Verme fu più atroce
Che ferì una Radice
Che era tanto solida
5.
Se il Torto è mio – abbandonaMi –
Ma non dire «abbandonaMi» –
AbbandonarTi è il verbo
Che scaccia Fede – e Patria!
6.
L’Elisio non è meno
Vicino della Stanza
Vicina: oggi un Amico
Attende in questa Stanza
Il Piacere o la Pena –
Quanta fortezza
Contiene l’Anima
Per sopportare
Nel Passo il ritmo –
Nell’Uscio l’aria!
7.
È come Luce:
Delizia informe –
E come l’Ape:
Melodia eterna –
E come i Boschi
Intimi e l’Aria
Muta che agita
Gli Alberi alti –
Come il Mattino
Bello – alla fine –
E gli Orologi
Danno immortali
Il Mezzogiorno!
8.
Nell’atto che muore
Il Mondo sembra arido –
Vogliamo la Rugiada:
Anche la Gloria – è arida.
Le Bandiere travagliano
Il Viso che morirà –
Ma dal Ventaglio dolce
In Mani amate piove
La Freschezza dell’Aria.
Ecco la mia Presenza
Accanto alla tua Sete,
Che verrà: la Tessaglia
Porta Rugiada – Ibla
Molto suo Balsamo!
9.
Tra le Vite create
Ne ho eletta Una.
Quando il Senso dal Cuore
Si scioglierà, bruciato il Sotterfugio –
Ed è e fu appariranno nomi
Nudi, ed il breve Teatro nel Corpo
Volerà – la Sabbia vola – e l’Uomo
Esibirà la sua Fronte di Re,
Finita ora la Nebbia –
Guardate l’Atomo,
Che Io eleggo
Sopra ogni Creta!
10.
Un Tuono alla sua Fine:
Come quello lanciarsi –
Poi tutto il Rombo estingue
Sé e ogni Cosa creata
Si nasconde: questa è
La Poesia – o l’Amore.
La doppia Essenza è pari:
Proviamo Due, o Nessuno.
Questa Esperienza uccide:
Chi vede Dio non vive.
11.
Di Bronzo – e Fuoco –
Il Nord – Stanotte –
Così ben fatto – Forma –
Così amico di sé,
Sciolto – da allarmi – e sua
Enorme Indifferenza
All’Universo o a me –
Infetta il cuore semplice
Coi Semi di Maestà –
Che io estenda i gesti –
Poi salgo sul mio Stelo:
Sprezzando l’Uomo, e Ossigeno,
Nell’estrema superbia.
I miei Splendori sono
Atti di circo – Il loro
Aspetto sarà l’estasi
Per il Futuro:
Dove sarò un’Isola
Tra vilissima erba –
Le Margherite sole
Ricorderanno il nome.
12.
L’Anima sceglie la sua Compagnia –
E – poi chiude la Porta: alla divina
Età maggiore – non mostrate altro –
Di una nazione grande sceglie Uno –
Poi richiude le Valve dei suoi sensi,
Quasi pietre.
13.
Non dipingerei – un Quadro –
Ma esserLo: lucente
Impossibilità di stare, come
Delizia – e chiedermi come
Le dita stanno: il loro fermento
Celestiale evoca, dolce,
Un Tormento – una Disperazione
Ricca –
Non parlerei, come Corni –
Ma esserLo: dolce-elevata
Fino a Soffitti e più
R facilmente oltre –
Per Villaggi di Etere –
Fatta Pallone spinta
Da ancia di Metallo –
Al mio Pontile il molo –
Né io sarei Poeta –
È più fine – tenere l’Orecchio
– Innamorato – impotente – contento –
Ammesso a riverire,
Atroce privilegio –
Che cosa sarebbe la Dote
Se io avessi l’Arte di stordirmi
Con Fulmini di musica!
14
Con Te non posso vivere –
Che sarebbe la Vita –
E la Vita è laggiù –
Dentro lo Scaffale
Il Becchino ha la Chiave –
E ripone la vita –
La sua Porcellana –
Come la Donna in casa
Butta una tazza vecchia
O spezzata –
Si ama un Sèvres più nuovo –
Ma si incrinano i vecchi –
Con Te – non morirei –
Deve aspettare Uno –
Che chiude all’Altro gli Occhi –
E Tu – Tu non potresti –
Io potrei – starti a lato
E vedere – che geli –
Rinunciare al mio Gelo –
Privilegio dei morti?
Io non potrei risorgere –
Con Te – nasconderesti
Gesù sotto la faccia –
E la grazia Inaudita
Parrebbe strana e pallida
Cosa all’Occhio nostalgico –
O lo vinci in splendore
Tu – più vicino a me –
Se ci giudicano – Come –
Tu hai – servito il Cielo –
Sai bene – o hai provato –
Io non avrei potuto –
Hai ricolmato gli Occhi –
Che non avevo Occhi
Per l’eccellenza squallida
Che è detta Paradiso –
E se Ti perdi – io uguale –
Anche se si lodasse
Il Mio Nome nell’alto
Dei Cieli –
Se Tu fossi – salvato –
E condannata – io
A stare dove Tu
Non sei – questo mi è Inferno –
Ci incontriamo a distanza –
Tu sei là – Io – sono qui –
La Porta appena schiusa
Come gli Oceani sono –
E anche la Preghiera –
E l’Alimento Chiaro –
Disperano.
15.
Ci incontrammo Scintille – Divergenti
Selci scagliate in direzioni varie –
Ci separammo e il Cuore della Selce
Sembrò diviso a filo dalla Scure –
La Luce che portammo ci sostenne
Prima che Noi soffrissimo la notte –
Forse la Selce arriva fino ad Oggi –
Per la nostra Scintilla.
16.
Poca pazzia in Primavera salva
Lo stesso Re – ma Dio salvi il pagliaccio –
Che pensa allo Spettacolo tremendo –
Al pieno Esperimento con il Verde –
Come una cosa sua!
17.
Questi Giorni di Febbre –
Portarli alla Foresta –
Dove sono Acque fresche
Nel muschio – e solo l’ombra
È cosa che devasta
La quiete – e a volte sembra
Che questa scena è tutto –
18.
Se la Prigione è soffice
E sono dolci sbarre –
Un Tiranno non crea
Questo – ma il Re del Sonno.
Se il Destino è così
Se non ha un altro Regno
La Cella è una Compagna
E Reclusione – è Casa.
19.
Ecco il mio testo al Mondo
Che a me non ha mai scritto –
Le semplici notizie
Che la Natura dice
In tenera Maestà.
Il suo Messaggio passa
A Mani che non vedo –
Per il Suo amore – dolci
Fratelli – giudicateMi –
Voi con indulgenza.
20.
Molta Follia è il Senno più divino –
A un Occhio che comprende –
Molto Senno – è la Follia più pura –
Così la Maggioranza
Vince anche qui, e in tutto –
Se dici sì – sei savio –
Se dici no – tu sei –
Pericolo legato con Catena –
21.
Osi guardare l’anima
Al calor bianco? dietro
La porta rannìcchiati –
Rosso – color di Fuoco –
Quando il Metallo vivido
ha saziato la Fiamma,
Palpita dalla Forgia
Senza colore, luce
Sola e Vampa profana.
Ogni Villaggio ha un Fabbro
E l’Incudine suona
Che è simbolo di Forgia
Sottilissima – e dentro
Si imprime e affina i Ferri
Impazienti, con Fiamma
E con Martello, infine
La Luce Designata
Ripudia questa Forgia –
22.
Cervo Ferito – salta
Più alto – così parla
Il Cacciatore – è questa
L’Estasi della morte –
E la brughiera tace!
Dalla Pietra Percossa
Cola acqua! La scintilla
Dall’Acciaio schiacciato!
Una Guancia è più rossa
Dove la Febbre punge.
Gioia ripara Angoscia –
Gioia è Sicura Arma:
Se il sangue non appare
Non si urla «sei ferita»!
23.
C’è una piega di luce,
Pomeriggi invernali –
Che è grave, come il Peso
Di suoni in Cattedrali –
Piaga celeste impone –
La cicatrice no,
Ma differenza interna,
E qui i Significati –
Non è oggetto di studio –
Disperazione chiude –
Ma una pena imperiale
Liberata dall’Aria –
Quando viene, il Paesaggio
L’ascolta – le ombre tacciono –
Quando sale, è il Distacco
Nel viso della Morte.
24.
Il Successo è più dolce
A chi non l’ha succhiato.
Per intendere il nettare
Servirà la mancanza.
Solo chi è nella Schiera
Purpurea che oggi vince
La Bandiera, insegna
La parola vittoria –
Come il vinto – che muore –
Nell’orecchio impedito
Riceve il suono chiaro
Del Trionfo sanguigno!
25.
Cosa Solenne è in Anima
Sentirsi maturare –
Un oro che sta appeso –
Molto sopra è finita
La Scala del Creatore –
In basso nel Frutteto
Senti un Vivo – che cade –
Meraviglia – provare
Come il Sole lavora
La Guancia che credevi
Perfetta – l’occhio freddo,
Buon critico dell’opera –
Che alza il picciolo – un poco –
Per riguardarti – il Torsolo –
Con più solennità –
Ora sembra vicino
Il tuo nuovo Raccolto –
Dunque ci sono vite
Dove ogni Sole è il solo.
26
Un Topo chiuse qui
Un Mestiere di Morsi
E di Inganni e Paura.
Il prezzo dell’Ignominia
Sia noto a chi si macchia.
La Trappola più docile
Alla tendenza al gioco
Non regge –
E il Tentatore è Amico
Lasciato a malincuore
Quando finisce il gioco.
27.
Su un Io Colonna è agio
Superare l’Angoscia –
O il Pericolo – e bello
Sapere certamente
Che la Lama non taglia –
E il Cuneo non divide
La Convinzione – Base
Granitica. Se qui
Nessuno ci sta a Fianco –
Ci basteremo – come
Folla – con Rettitudine –
E l’Assemblea – vicina
Al più remoto Spirito – che è Dio –
28.
L’Amore che una Vita può mostrare
In Terra è un filamento, io credo,
Della cosa divina
Che in faccia al Mezzogiorno
Sviene – e nel Sole scuote
Il Tizzo – e a Gabriele
Impedisce le ali –
Nella Musica – è questo
Che suggerisce e agita –
Lontano in Giorni estivi –
Stilla un dolore incerto –
Questo seduce nell’Est – e colora
Il Transito nell’Ovest
Con lo Iodio che strazia –
Questo – invita – spaventa –
Arricchisce – vola – splende –
Prova – svanisce – torna –
Accenna – convince – incanta –
E – lancia nel Paradiso –
29.
Mai più vedere la sua faccia al Mondo –
Suona lungo – ma poi io leggo il luogo
Dove questo si dice Abbecedario –
Di una vita – ancora intonsa – rara –
Sullo Scaffale – chiusa – a Lui – e a Me –
30.
Il Cuore chiede Gioia –
Poi lo Sconto di Pena –
Poi i sottili Calmanti
Che annebbiano la Noia –
E poi – vuole dormire –
E poi – se la concede
Il suo Inquisitore –
Libertà di morire –
31.
Bene spiarli, e ascoltare la caccia:
Meglio fare la preda,
Chi vuole, se la Volpe
Apprezza il suo Segugio –
Bene sapere e non dire, meglio
Sapere e dire, se trovi l’Orecchio
Raro non molto ottuso –
32.
Che la Routine sia Stimolo:
Ricorda che può finire –
L’Abilità a concludere
È una Grazia Speciale –
La Freccia del Ricordo
Il dono del rimedio
Svaniva col Tormento
Che diventava bello –
33.
A me l’esperimento
È ogni mio prossimo
Se contenga un nòcciolo?
In Figura, la Noce
Si mostra sopra i Rami
Ugualmente plausibile:
Ma il Gheriglio si addice
Più a Scoiattoli – e a Me.
34.
I piedi di chi torna
Esultano nei sandali –
Il Croco – che poi spunta
Vassallo della Neve –
Le labbra all’Alleluia
Hanno fatto esperienza.
I Rematori, dopo,
Cantano sulla riva.
Le Perle sono spiccioli
Che il Tuffatore ruba
Al mare – e le piume –
Carro del Serafino –
Una volta Pedone –
Come noi – e la Notte
È la Tela dell’alba –
Latrocinio – legato –
Morte, ma l’attenzione
Ama Immortalità.
Le figure non dicono
Quanto manca al Villaggio –
I contadini sono Angeli –
I Cantoni decorano i cieli –
I miei Classici ora
Si velano la faccia –
La mia fede ama il Buio –
Che dalle sue abbazie solenni
Questa resurrezione riversa.
35.
Questa Polvere calma
Fu Cavalieri e Dame
E Ragazzi e Ragazze –
Fu abilità e allegria,
Sospiri, Gonne e Riccioli.
Questo Spazio Passivo
Era la casa agile
Di un’Estate che i Fiori
E le Api formavano
Un Circuito Orientale:
Poi, come gli altri, caddero –
(esperimento di traduzione di Massimo Sannelli, sannelli@interfree.it)
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