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Carlo Linati, Ritratto di Orsetta

Per aver dodici anni soli, era assai rigogliosa di membra. Il corpicino snello, ma nodoso e campereccio come di maschio, giÓ prometteva qua e lÓ, da curve precoci, il trionfo della futura giovinezza. I capelli biondissimi e crespi le incorniciavano un visetto tondo, arioso, dalla pelle macchiettata, dalle narici ansose, dalla fronte ardita: e su quel viso si spandeva un t˛no, una frescura, che ti davano impressione d'un primaverile sereno. Ma tratto tratto vi scorgevi pure passare di volo una nube, una mestizia appassionata ch'era quasi la nostalgia d'un mondo pi¨ dolce, pi¨ suo. Ed era bello allora vederlo squagliare e disfumar tutto, come un volto d'angelo, nella radiositÓ di una passione paradisa.... T'aspettavi gli avessero a spuntare a fianco le ali, che si spiccasse a volo pel sereno.
Ora pazza di moti lunghi e sani, ora abbattuta gi¨ da improvvisi languori, da silenzi cupi e pensosi, che anima diseguale era mai la sua! Pi¨ d'ogni altra cosa, per˛, colpiva in lei un alternarsi d'abbandono e d'ironia, d'affetto e d'ariditÓ. Talvolta irradiava da tutto l'essere tanta luce di amore che pareva donarsi in un punto a chi la carezzava; ma, di lý a poco, eccola irrigidita in un astioso motteggio. Nel celiare, lepida, sottile, come di donna sperimentata; e trovava, nel suo candore, parole che saporitamente pungevano: belle, senza velo.

# Pubblicato da staff in antologica ~ 02.09.05 08:18 permalink