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Il volume postumo di scritti adorniani, Beethoven: Philosophie der Musik, apparso nel 1993 a cura di Rolf Tiedemann, sollecita alcune considerazioni sul pensiero dell'autore. Ogni metodologia d'indagine vive un proprio rapporto con la storia e nel centenario della nascita mi pare si debba proporre una ricognizione sulla teoria della condizione umana proposta da Adorno attraverso l'analisi musicale.
... Nel 1993 la raccolta di scritti su Beethoven, il libro non scritto, una raccolta di appunti che vanno dal 1934 al 1969, vide la luce. Pochi mesi prima di morire Adorno include il Beethoven. Philosophie der Musik come ultimo fra gli otto libri che desidera portare a termine. La traduzione italiana apparve nel 2001, quanto avevamo amato era ormai remoto. Il panorama della diffusione musicale si caratterizza oggi in vari strati. Un emergere della musica leggera e del divismo dell'interprete che può dirsi un vero e proprio trionfo della massificazione descritta nella Sociologia della musica, il ritirarsi delle istituzioni a ruoli museali che perpetuano la frequentazione dei codici di comunicazione musicale nell'ambito 1730-1930. L'emarginazione della creatività nella figura del compositore interprete, padrone di un ensemble in cui il fascino della performance prevale sul rigore del testo scritto. Sola fra le arti, la musica in circolazione appartiene al passato, come se la lettura si limitasse al romanzo del Sette-Ottocento e la pittura non andasse oltre la consacrazione del fauvismo. La nuova musica è invecchiata, nel senso che si colloca in un limitato ambito socioculturale, ma un'indagine capace di storicizzare il suo destino sarebbe quanto mai opportuna. Il lascito di Adorno su Beethoven può fungere da punto di avvio... continua
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