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ebook

Alberto Caramella, Il libro liberato
Passigli editore, 28 euro
isbn 88.368.0949.9
Il libreria dal 14 luglio
Dalla presentazione di Dante Maffia:
negli ambienti letterari odierni circolano molti pregiudizi, ma uno dei più radicati è quello riguardante gli scrittori prolifici che in generale sarebbero soltanto tesi a produrre molto nel tentativo di imporre la propria presenza.
Non c’è niente di più falso: Dostoevskij, Tolstoi, Balzac, Goethe, Lope de Vega, Campanella, per fare soltanto qualche nome, scrissero più d’un capolavoro: possedevano le qualità, il genio, chiamatelo come vi pare, che coglieva in un lampo il fiume abissale che fa crescere il mondo. Né la dovizia né la stitichezza come la chiamava Palazzeschi, sono misure per determinare la grandezza d’un poeta? d’un pittore, d’un musicista, d’uno scultore. Picasso già vecchio realizzò, in una sola estate, circa trecento terrecotte, alcuni quadri, alcune incisioni, alcuni disegni.
Dunque, si finisca una buona volta di muovere accuse alla dovizia che di per sé non è un difetto o un limite se accompagnata da reale necessità di esprimersi. Mario Scotti, durante un corso universitario su Manzoni ( stavamo commentando il saggio di Croce su l’Autore de I promessi sposi ) alla mia meraviglia di quanto avesse prodotto il critico abruzzese mi fece osservare che ogni anno è di trecentossessantacinque giorni e se ogni giorno si scrivono due-tre pagine alla fine dell’anno avremo oltre mille pagine, cioè cinque libri. Si spiegano così le centotrentaquattro opere di Balzac nate in soli trent’anni e si spiegano così le infinite pubblicazioni di Goethe.
E tutti hanno dimenticato la scommessa di Goldoni?
La premessa è per invitare a entrare nel mondo di Alberto Caramella senza farsi condizionare dalla valanga delle sue pagine. Si tratta di stabilire se sono pagine importanti, credibili, riuscite, se egli ha raggiunto esiti convincenti, se ha saputo creare sensi nuovi, albe o tramonti che altrimenti non avremmo potuto neppure sfiorare.
Del resto ci sono scrittori che nascono quasi completi ( Rimbaud, per esempio) e altri che crescono via via in un accumulo di variazioni che sempre più scavano e arrivano all’anima delle cose (Goethe e Proust, per esempio). Perciò non bisogna restare dentro il pantano delle “dicerie”; spesso gli “stitici” sono povere creature con pretese molto maggiori della loro portata e i “doviziosi” sono invece fiumi immensi che possono trascinare, talora, zavorre pur sempre preziose.
Bibliografia di Alberto Caramella
Ulteriori informazioni:
www.fondazioneilfiore.it
www.albertocaramella.it
tel. 055-225074
fax 055-225695
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