|
ebook
«Se diversi fossero stati gli avvenimenti della mia vita, io avrei potuto essere un filosofo». Ha inizio con questa confessione L'ultima lettera di Don Juan, deliziosa variazione sul mito del «seduttore dissoluto» che, nel gennaio del 1959, Ferruccio Masini consegnò alla rivista fiorentina «I quaderni della crisi». Redatta nel periodo chiave di una formazione intellettuale spesa tra l'assidua frequentazione dei seminari di Eugen Fink a Friburgo, la lettura di Heidegger e le prime passioni teatrali - proprio in quegli anni, Masini si dedicò alla regia e alla messa in scena de La matinée de Don Juan di Alfred de Musset, interpretando il ruolo dell'eccentrico gentiluomo -, mai ripubblicata in seguito, L'ultima lettera (pp. 37, € 4,50) viene ora intelligentemente riproposta dalle Edizioni Scientifiche Italiane per la cura e con un'introduzione di Fabrizio Desideri. Proprio «indossando la maschera di Don Juan», osserva Desideri, «il giovane Masini mostra quello che sarebbe divenuto: un maestro di scrittura filosofica». A partire da questo momento, il suo pensiero «si chiarirà e si consoliderà come un pensiero espressivo, nel senso che tutto affida alla dimensione ironico-sperimentale del saggio». Una inquietudine nei confronti della teoria che, vissuta attraverso le lucide analisi di dialettica e crisi dell'avanguardia, porterà Masini sulla strada di un costante, e mai pago, scavo ermeneutico. Un discorso critico radicale, il suo, alla ricerca di quelle brecce attraverso cui modulare un linguaggio che fosse il «linguaggio stesso della contraddizione». La riflessione sullo «sviamento», la via eccentrica (la exzentrische Bahn di Hölderlin), la «via negativa» del tortuoso cammino del `900 letterario e filosofico si coniugheranno con una interpretazione nietzschiana del moderno: «dove ci si rivolge», si chiede, «se si è perduto il centro»? Lo sguardo, allontanatosi dalla tradizione mimetica, non può che dedicarsi a una «sperimentazione difficile» dove la letteratura diviene cifra estrema del dolore e di un linguaggio ferito che, facendosene irrimediabilmente carico, assume in sé una negatività tale che - come nelle parole di Eckhart: «che dio ci aiuti a contraddirci» - ne rappresenta l'estrema, forse disperata, ricchezza... su Il manifesto
ebook
|