Romanzieri.com, biblioteca digitale ebook. Oltre 400 TITOLI GRATUITI con un click del mouse
ID
PW
Ottobre 2006
domlunmarmergiovensab
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031




ebook prelevati oggi
lettori online
--- ebook
Scarica gratuitamente il software per leggere i nostri ebook
--- ebook
antologica
archivi
biblioteche
curiosità
digitalMente
e-book
editori
f.a.q.
filosofia
interventi
letteratura
multilingua
musica
notizie
preistoria
risorse web
sartre100°
visioni
--- ebook
Archivio
oggi
Ottobre 2006
Settembre 2006
Agosto 2006
Luglio 2006
Giugno 2006
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006
Dicembre 2005
Novembre 2005
Ottobre 2005
Settembre 2005
Agosto 2005
Luglio 2005
Giugno 2005
Maggio 2005
Aprile 2005
Marzo 2005
Febbraio 2005
Gennaio 2005
Dicembre 2004
Novembre 2004
Ottobre 2004
Settembre 2004
Agosto 2004
Luglio 2004
Giugno 2004
Maggio 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
--- ebook
XML o KLIP
--- ebook
Powered by Movable type
--- ebook
Queste pagine utilizzano il font Georgia, se non lo possiedi scaricalo chiudi
1812201719

ebook

biblioteca ebook a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z tutte
DEEJAY di Michelangelo Coviello

ORIZZONTI LIBRI
l’Unità, lunedì 20 giugno 2005

MICHELANGELO COVIELLO tra umorismo e provocazione traccia ritratti di gente d’oggi, tra miserie, vizi e difficoltà di vivere i senti-menti. Persone che hanno lo spessore delle carte da gioco...

di Giulia Niccolai

Una scrittura veloce e brillante e un umorismo scanzonato («Hai problemi d’ansia? Fai come me, passa alle bretelle»), percorrono i brevissimi capitoli di Deejay di Michelangelo Coviello (E-dizioni d’if, pag. 220, euro 18,00), che, come sostiene la quarta di copertina, «non è una testimonianza, non ricostruisce migliorando contesti e personaggi, è la semplice voce di chi si coniuga con la creatività “perché chi è genio è genio e basta”». Umorismo o provocazione?


Così come un Dj asseconda e impone il ritmo e l’energia di una serata in discoteca, il Dj Coviello (poeta, scrittore ed «esperto di comunicazione»), ci trasmette obiettivamente, scientificamente, come un antropologo o un entomologo (senza mai giudicare), gli stati d’animo, le pulsioni e le avversioni di un gruppetto di quarantenni/cinquantenni (maschi e femmine), ancora apparentemente edonisti e vincenti nella Milano della pubblicità e del videoclip, con vista sui soldi e la cultura.
I numerosi personaggi (Andrea, Giulio, Clara, Beatrice ecc.) single, sposati, o che vivono assieme, risultano intercambiabili (e in effetti si scambiano spesso i partner nei loro frequentissimi accoppiamenti quasi «terapeutici» come la ginnastica in palestra).
Privi di una spiccata individualità o personalità, costoro hanno tutti lo spessore delle carte da gioco, sono «figli del loro tempo» e del subconscio collettivo e, nel geniale capitoletto Il meglio di un uomo (che forse è anche lo slogan di una campagna pubblicitaria della Gillette), di uno di loro l’autore (in un eccelso esercizio dì bravura), riesce a dirci tutto e il contrario di tutto, in ma-niera convincente, perentoria e apparentemente non contraddittoria. Questa capacita di far dire alle parole ciò che si vuole, questa abilità nel manovrarle, tipica di «chi sa coniugarsi con la creatività», e dunque di un poeta, uno scrittore o un copywriter, può dare a chi la possiede l’esaltazione e l’euforia dell’onnipotenza, ma può anche diventare un’arma a doppio taglio, dandoci la vertigine del nichilismo, nel momento in cui ci mostra la vuotezza di ogni formula o asserzione.
Diversi personaggi di Deejay tendono a bere un bicchiere di troppo e a fumare più sigarette del necessario, ma nessuno di loro è in alcun modo vittima di una dipendenza che li renda schiavi di qualche vizio o di droghe. Amano troppo la vita, sono troppo sensuali e vitali, soddisfatti e compiaciuti per avere tali debolezze. Tuttavia a pag. 75, «Maria si alza ancora depressa» e a pag. 107, senza preavviso, Beatrice si suicida in un capitoletto dal titolo Tutto è vanità, due.
Anche in questo caso l’autore non esprime un giudizio o un’emozione. Il suicidio della giovane ci appare dunque come un possibile incidente di percorso che può capitare indifferentemente all’uno o all’altra, quando si è scelto un determinato tipo di vita. Ma a questo punto non possiamo fare a meno di chiederci in quale modo Coviello spieghi un gesto così irrimediabile e tra-gico tra i personaggi di quel suo ambiente così mondano, ambizioso e spregiudicato. Anche in questo caso estremo egli trova la risposta più appropriata, trasversale e convincente quando scrive nel breve capitolo dal titolo I sentimenti non ci sentono: «Bisognerebbe avere più cura dei propri sentimenti… sin dall’inizio… ma le parole si mangiano tutto, e non si sente più niente», dandoci così la certezza che il Dj di Coviello abbia saputo captare il vero tono, il vero «rumore di fondo» della propria generazione che gioca a fare gli yuppies vincenti.

# Pubblicato da Edizioni D'If in letteratura ~ 27.06.05 10:46 permalink