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Emilio de Marchi, Col fuoco non si scherza

È una voce d'oltretomba che ci parla dalle pagine di questo romanzo, è la voce di Emilio De Marchi, il gentile poeta, il geniale ed arguto scrittore, ahi troppo presto rapito agli amici, agli ammiratori, al Paese di cui era ornamento ed onore.
La fama non ha sempre una misura perfettamente giusta nella distribuzione de' suoi favori. Non sempre i più meritevoli sono i suoi prediletti, e i suoi errori, ai tempi nostri, son forse più frequenti e più gravi che nel passato. Per essere uditi in mezzo al frastuono da cui è assordato il mondo moderno, bisogna farsi annunciare da squilli di tromba ed aver un accompagnamento di cori. Chi parla solitario deve rassegnarsi talvolta a lasciare che la sua voce sia soffocata dall'onda tumultuosa dei suoni che le si innalzano intorno. Emilio De Marchi, artista nel senso più genuino e più dignitoso della parola, ch'altro non amava se non l'arte e la verità, non apparteneva a nessuna consorteria letteraria; egli faceva parte per sè stesso, non andava in cerca dell'applauso e del successo, rifuggiva da ogni artifizio da cui potesse venire al suo nome un bagliore fallace. Da qui la conseguenza che Emilio De Marchi non ebbe in vita il posto che gli spettava nella gerarchia degli scrittori italiani nell'ultima parte del secolo decimonono, mentre gli stranieri lo accoglievano con una larghezza di spontanea ammirazione che era il più chiaro indizio del suo grande valore...
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# Pubblicato da romanzieri in risorse web ~ 14.06.05 14:45 permalink