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Jean Paul Sarte. Il rifiuto del Nobel

Nel 1964 Jean Paul Sartre pubblica Les mots e contemporaneamente cominciano a circolare voci sull'attribuzione, proprio a lui, del Premio Nobel.
Sartre, allora, scrive una prima lettera all'Accademia svedese dove, benchè assicuri la sua stima all'istituzione del Nobel, chiede che non gli venga assegnata l'onoreficenza:
"Signor Segretario, dopo alcune informazioni di cui ora sono venuto a conoscenza, avrei qualche possibilità, quest'anno, di ottenere il Premio Nobel. Benchè sia presuntuoso discutere di una premiazione prima ancora che abbia avuto luogo, mi prendo la libertà di scriverle per dissipare o evitare un malinteso. Intanto, Signor Segretario, le attesto subito la mia stima profonda per l'Accademia Svedese e per il premio con cui ha onorato tanti scrittori. Tuttavia, per ragioni del tutto personali e per ragioni più obiettive, io non desidero essere nella lista dei possibili candidati e non posso nè voglio accettare questa onoreficenza, nè nel 1964 nè dopo. La prego, Signor Segretario di accettare le mie scuse e di credere alla mia altissima considerazione."

La lettera, si dice, non verrà mai aperta e l'assegnazione procede fino all'ufficialità. A quel punto con un rifiuto pubblico che crea scandalo, Sartre afferma in un' intervista a Le Nouvel Observateur: "Se avessi accettato il Nobel - anche se a Stoccolma avessi fatto un discorso insolente, il che sarebbe assurdo - sarei stato recuperato." "La funzione dello scrittore è di far sì che nessuno possa ignorare il mondo o possa dirsi innocente."
La volontà di Jean Paul Sartre è di non mischiarsi con una logica che lui stesso combatte, senza compromessi né false mediazioni, perchè il ruolo dell'intellettuale va ben oltre la scrittura di libri: conoscere è agire, è prendere posizione.

Così scrive Jean Paul Sartre all'Accademia svedese motivando il suo rifiuto ufficiale:
"Le ragioni personali sono le seguenti: il mio rifiuto non è un atto di improvvisazione. Ho sempre declinato gli onori ufficiali. Quando nel dopoguerra, nel 1945, mi è stata proposta la Legione d'Onore, ho rifiutato malgrado avessi degli amici al governo. Ugualmente non ho mai desiderato entrare al Collège de France come mi è stato suggerito da qualche amico. [...] Non è la stessa cosa se mi firmo Jean Paul Sartre o Jean Paul Sartre Premio Nobel. [...] Lo scrittore deve rifiutare di lasciarsi trasformare in istituzione, anche se questo avviene nelle forme più onorevoli, come in questo caso. [...]
Le mie ragioni obiettive sono le seguenti: la sola lotta possibile sul fronte della cultura, in questo momento, è quella per la coesistenza pacifica di due culture, quella dell'est e quella dell'ovest. Non voglio dire che bisogna abbracciarsi, so bene che il confrontarsi di queste due culture prende necessariamente la forma di un conflitto, ma che deve avvenire tra gli uomini e tra le culture, senza l'intervento delle istituzioni. [...] Le mie simpatie si rivolgono innegabilmente verso il socialismo e a ciò che viene chiamato il blocco dell'est, ma io sono nato e allevato in una famiglia borghese [...] Spero tuttavia, sia chiaro, che "vinca il migliore", cioè il socialismo.
Questo è il motivo per cui io non posso accettare le onoreficenze conferite dalle alte istanze culturali, sia all'ovest che all'est, anche se capisco con chiarezza la loro ragione di esistere. Anche se tutte le mie simpatie sono dalla parte dei socialisti sarei incapace di accettare, per esempio, il premio Lenin se qualcuno me lo volesse dare, ma non è questo il caso. Durante la guerra d'Algeria quando abbiamo firmato il "Manifesto dei 212" avrei accettato il premio con riconoscenza perchè non avrebbe onorato solo me ma la libertà per cui si lottava. Ma questo non è successo ed è solo alla fine della guerra che mi si è assegnato il premio."
Pochi mesi dopo Sartre si immerge nella battaglia contro la guerra in Vietnam e, al Congresso Internazionale della pace a Helsinki nel luglio del 1965, chiede pubblicamente il ritiro immediato delle truppe americane.

Premio Nobel 1964

# Pubblicato da Laura Rinaldi in sartre100° ~ 15.05.05 23:07 permalink