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E' stata inaugurata ieri alla Bibliothèque Nationale de France la mostra documentaria, che durerà fino al 21 agosto, dedicata a Sartre per il centenario dalla sua nascita.
Sartre ha attraversato col suo pensiero tutto il secolo scorso, la sua filosofia dell'esistenza è stata un modello per intere generazioni e per questo Bernard-Henri Lévy lo chiamerà l'homme siècle.
La mostra presenta, oltre a svariato materiale audiovisivo, circa quattrocento documenti, dai manoscritti alle corrispondenze inedite, dai taccuini alle edizioni originali, dagli articoli scritti per Les Temps Modernes a quelli di La cause du peuple, che provengono sia dalle collezioni della Bibliothèque Nationale che dai fondi Gallimard.
L'impegno politico per Sartre è stato l'imperativo della scrittura e dell'attività giornalistica: dalle collaborazioni con Combat fino alla fondazione di Libèration, l'impegno dell'intellettuale deve essere testimonianza, immersione totale nel proprio tempo storico e denuncia civile, perchè il pensiero e la scrittura o servono alla trasformazione della società o non servono a nulla.
In esposizione anche gli originali dei manoscritti letterari da Les Mots a L'Idiot de la famille, da Saint Genet comédien et martyr, a quelli filosofici e storici come la Critique de la raison dialectique e Les Communistes et la paix, arricchiti dalle pièces teatrali e dagli scritti dell'impegno (l'engagement) delle denuncie sulla guerra d'Algeria e quelle sul Vietnam con il tribunale Russel, dall'impegno sul neocolonialismo nel Terzo mondo, allla difesa di Henry Martin che aveva fatto propaganda contro la guerra in Indocina, dalla rivolta del maggio francese ai testi pubblicati postumi come Les Carnets de la drôle de guerre, tutti raccolti nei dieci volumi di Situations.
In mostra anche opere di pittori che Sartre frequentava come Alberto Giacometti o Wols, e dei fotografi che ha conosciuto come Brassaï, Cartier-Bresson e Gisèle Freud.
Dopo la pubblicazione nel 1964 di Le Mots, una straordinaria autobiografia, rifuta il premio Nobel affermando che Non è lo stesso firmarsi Jean-Paul Sartre o Jean-Paul Sartre, Premio Nobel. Uno scrittore non deve lasciare che lo si trasformi in istituzione, anche se ciò accade nelle forme più onorevoli”.
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