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biblioteca ebook a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z tutte
Edvard Munch 1863 - 1944

"La mia arte ha le sue radici nelle riflessioni sul perché non sono uguale agli altri, sul perché ci fu una maledizione sulla mia culla, sul perché sono stato gettato nel mondo senza poter scegliere"

A Roma, al Vittoriano fino al 19 giugno, sono in esposizione circa sessanta oli e una cinquantina di opere grafiche tra acqueforti, litografie e xilografie di Edvard Munch. L'incisione è sempre stata uno dei momenti più alti dell’attività di Munch, perchè il segno e la mancanza di colore aderiscono, come tecnica, alla sua espressività, al suo senso tragico e drammatico della vita e della morte, alla sua visionarietà romantica di stampo nordico. Fu amico di Ibsen, disegnò i manifesti e realizzò le scenografie per gli Spettri e Peer Gynt, incontrò Strindberg a Berlino e fu fortemente influenzato dalla cultura filosofica nord europea di quegli anni, dalla filosofia esistenzialista di Kierkegaard, fino a Schopenhauer e Nietzsche, di cui realizzò il ritratto.
Nel 1908, Munch inizia a soffrire di allucinazioni e viene ricoverato in una clinica dove trasforma la sua stanza in un atelier e continua a dipingere. Quelli sono anni in cui Munch affida al disegno e al colore il suo incerto equilibrio, per esorcizzare i suoi ossessionanti fantasmi, per dare volto e contorni alle sue angoscie e al suo malessere interiore.
Edvard Munch elabora e universalizza, nelle sue tele, una sofferenza tutta personale, gettando il seme di quello che sarà l'espressionismo. Trasforma, cioè, la natura in sentimento dell'esistenza.

Qui Edvard Munch
Qui la cronaca del furto di una delle sue opere più importanti, L'Urlo, rubata a Oslo nel museo "Edward Munch", il 22 agosto 2004.

# Pubblicato da Mila Wales in visioni ~ 25.03.05 09:38 permalink