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Oltre 150 opere, tra xilografie e calligrafie, armature e spade, kimono e oggetti da toeletta, strumenti e ventagli, oltre ad una straordinaria selezione di fotografie d’epoca, saranno in esposizione fino al 13 marzo a Villa Remmert a Ciriè, alle porte di Torino.
Il percorso della mostra costituisce una occasione per scoprire e approfondire il senso di una civiltà dalle antiche e nobili origini attraverso le più importanti icone del Giappone tradizionale dell'800: la Geisha e il Samurai.
Il mondo delle Geishe, che significa letteralmente "artista", è il mondo femminile: dalle donne cortigiane alle popolari, da quelle aristocratiche alle concubine; sempre sinuose e sensuali, delicate o energiche. Questa sottolineatura è necessaria, benchè una parte di questa sezione sia dedicata a stampe erotiche di raffinatissimo ed esplicito linguaggio iconografico, per ribaltare i pregiudizi e i cliché che vedono le Geishe come una versione sofisticata e occidentale di prostituta.
La seconda sezione della mostra è dedicata al culto dell’onore, tipico del Samurai: guerriero tribale ed eroe solitario, condottiero in guerra ed esteta in pace, vendicatore del suo signore e aristocratico amministratore della bellezza. E' la storia di una casta privilegiata, il cui universo di sentimenti e passioni è una trasposizione ai confini di storia e leggenda.
La mostra è inoltre arricchita da un'esposizione di fotografie, selezionate da una ricca collezione privata. Ogni immagine è stata colorata a mano con colori all'anilina, come d'uso nell'Ottocento, sull'esempio delle bellissime stampe policrome degli artisti giapponesi che operavano con tecniche xilografiche.
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La mostra
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