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Nato a Firenze nel 1914, si è spento stamattina il poeta e senatore a vita Mario Luzi. Considerato il padre dell'ermetismo e tra i maggiori poeti italiani contemporanei, Luzi si laureò in letteratura francese a Firenze, dove insegnò fin dagli anni '50. Il suo esordio letterario avvenne negli anni '30, come collaboratore delle riviste letterarie Frontespizio e Campo di Marte. Sono quelli gli anni in cui il poeta frequenta altri poeti che si rifanno all'ermetismo: Bigonciari, Parronchi e Bo, in primis.
Alle prime raccolte poetiche: la barca (1935) e Avvento notturno (1940), ne seguono molte altre: Un brindisi (1946), Quaderno gotico (1947), Primizie del deserto (1952), Onore del vero (1957), Il giusto della vita (1960) comprendente tutte le poesie composte fino a quell'anno, Nel magma (1963), Dal fondo delle campagne (1965), Su fondamenti invisibili (1971), Al fuoco della controversia (1978), Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994). Tema dominante della sua poetica è il problematico confronto tra individuo e cosmo, tra tempo e eternità.
Domina invece il tema della religiosità nei numerosi testi teatrali: Il libro di Ipazia (1978), Rosales (1983), Hystrio (1987), Corale della città di Palermo per santa Rosalia (1989), Il purgatorio (1990), Pontormo (1995), Io, Paolo, la Commediante (1992), e Cenere e ardori (1997).
Meno noto, ma di grande profondità il Luzi traduttore e saggista: "L'inferno e il limbo" (1949), "Studio su Mallarmé " (1959), "L'idea simbolista" (1959), "Tutto in questione" (1965), "Vicissitudine e forma" (1974), "Discorso naturale" (1984).
Da pochi mesi il poeta era stato nominato Senatore a vita della Repubblica.
Per ricordarne la poesia, niente sembra più adatto alla notizia della sua morte, che la poesia Ridotto a me stesso?, tratta dalla raccolta Al fuoco della controversia:
Ridotto a me stesso?
Morto l'interlocutore?
O morto io,
l'altro su di me
padrone del campo, l'altro,
universo, parificatore...
o no,
niente di questo:
il silenzio raggiante
dell'amore pieno,
della piena incarnazione
anticipato da un lampo? -
penso
se è pensare questo
e non opera di sonno
nella pausa solare
del tumulto di adesso...
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