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Constantin Brancusi. L'Opera al bianco

"Noi non vediamo la vita reale che per riflessi"

Sono circa 90 le fotografie dello scultore rumeno che la Collezione Peggy Guggenheim presenta dal 19 Febbraio al 22 maggio 2005, insieme a 5 sculture. "L'opera al bianco" è la prima mostra dedicata interamente agli scatti di Constantin Brancusi, testimonianze imprescindibili per poter dire e pensare le sue opere.
Attraverso le immagini - troppo o troppo poco esposte, diceva Man Ray - ci indica le tappe da una sua scultura all'altra e l'evoluzione di una stessa scultura nel tempo. Quando Brancusi fotografa il suo atelier ci racconta tutta la storia del rapporto tra scultura e spazio; ci rivela la luce interiore dell'opera durante il suo cammino verso l'estrema sintesi: quella scultura perfetta, polita, che tende verso il volo, il sogno, l'equilibrio.
Constantin Brancusi nelle sue foto non cerca l'oggetto, la sua fisicità - come nell'esercizio della scultura non cercava l'io - ma la sua essenza di luce increata, sempre ai confini dell'invisibile. Il titolo "L'opera al bianco" è perchè il bianco lo riguarda, era la sua quotidianità di gesso e di pietra, di vestiti bianchi, di barba candida. "Opera al bianco" perchè il sintagma indica il processo alchemico della trasmutazione dell'argento, così come le stampe fotografiche avvengono nei sali d'argento. Bianco come liaison tra fotografia e scultura.

Recensione su Repubblica
Informazioni su Exibart

Una curiosità: Nel 1926 Constantin Brancusi si reca due volte negli Stati Uniti per presenziare a delle personali. L'anno successivo è coinvolto in un processo promosso dalle Dogane degli Stati Uniti, nel quale si pone la questione se il suo "Uccello nello spazio" sia un'opera d'arte o oggetto fabbricato all'estero e quindi soggetto al pagamento di dazio. Nel 1928 la corte sentenzia che si tratta di opera d'arte.

# Pubblicato da Mila Wales in visioni ~ 21.02.05 10:55 permalink