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A cento anni dalla nascita ( 9 marzo 1905) č buona cosa che Parma ricordi Ugo Guandalini, modenese di origine ma non di costumi, che ha legato il proprio nome e quello della nostra cittą in un'attivitą editoriale durata non molti anni ma di singolare importanza. Non capita spesso che un professore di cristallografia e petrografia abbandoni la cattedra universitaria di Geologia per dedicarsi ai libri. E non capita nemmeno tanto di frequente che un tale professore custodisca nel segreto delle proprie aspirazioni culturali e sentimentali il gusto della filosofia, della poesia e addirittura degli studi religiosi. Ugo Guanda - divenuto tale da Guandalini che era come professore assistente dell'ordinario Mario Anelli - era un docente fatto cosķ. Anche un poco originale, se si vuole. Ma a suo modo rappresentava una certa condizione umana che negli anni Venti e Trenta stentava a farsi riconoscere e apprezzare in mezzo al tumulto caotico e drammatico di un dopoguerra pieno di contraddizioni e di illusioni. Guanda era nato a Modena dunque nel 1905, e si era laureato in Scienze Naturali. Possedeva una forte personalitą attiva, cioč sapeva calamitare attorno a sč l'attenzione e la curiositą degli amici e dei conoscenti, era un uomo di rapide decisioni, di atteggiamenti improvvisamente mutevoli, di grandi capacitą decisionali. Soprattutto, non aveva timori reverenziali nč verso le autoritą politiche, nč verso quelle religiose che in quegli anni di profondi sconvolgimenti sociali un poco si combattevano e un poco si confondevano in un'improbabile unitą d'intenti. Guanda, a Modena, aveva un grande amico, Antonio Delfini, un amico sincerissimo e amante sino alla perdizione della Letteratura, ricco di soldi ma povero di reali prospettive economiche, un po' sognatore e un po' poeta. Erano, questi, i lati sui quali Guanda non cedeva, avvertendo chiaramente che la poesia e le umane Lettere non dant panem... su La Gazzetta di Parma
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