|
ebook
Il lettore innocente che per la prima volta si accosta a I Buddenbrook , uno dei vertici della letteratura europea del Novecento, scritto da Thomas Mann poco più che ventenne in gran parte a Palestrina e a Roma, difficilmente può sospettare che, nella lunga, incantevole scena dell'inizio, si nascondano il dolore, i semi della decadenza e della sventura. Non di rado, negli esordi del romanzo ottocentesco e di quello moderno, «occasioni mondane» occultano tragedie storiche o irrisolvibili dilemmi del cuore o della mente (come in Guerra e pace , o nella Recherche : in fondo, è atteso il «mondano» Swann); tuttavia, davvero, chi potrebbe mai immaginare che le certezze della famiglia Buddenbrook saranno ridotte in frantumi, un giorno? È il pomeriggio inoltrato di un mese d’ottobre della metà dell’Ottocento. A Lubecca fa freddo: tira il vento dal Mar Baltico. Nel palazzo della Mengstrasse - sul portone del quale campeggia il motto: Dominus providebit - i Buddenbrook, insieme ad alcuni ospiti, sono riuniti attorno alla tavola da pranzo, riccamente imbandita, per il tradizionale appuntamento del giovedì. Le candele illuminano gli occhi celesti, i profili intagliati dell’anziano Console, il capostipite, e di sua moglie, nata Kröger; quelli dei figli e dei nipoti; quelli degli ospiti che presto si imporporeranno per le delizie della gola (la minestra squisita, il pesce guarnito, il prosciutto fumante), nonché per il vino della Mosella, giallo quanto l’oro, servito nei bicchieri di cristallo; si chiacchiererà allegramente, compiacendosi delle timidezze dei bambini; verranno tessuti elogi alla magnificenza della casa e della cena; arriveranno le meringhe; gli uomini si ritireranno a fumare il sigaro e bere i liquori; non tardi, perché i mercanti che sanno gestire i propri affari si svegliano all’alba, nel bel palazzo, che al piano terra ha gli uffici e i magazzini, sarà il tempo del meritato riposo... sul Corsera
ebook
|