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Sonetti per Cecca

Sonetti per Cecca, traduzione da La tiorba a taccone di Felippo Sgruttendio de Scafato a cura di Nietta Caridei, edizioni d’if, collana i miosotìs, Napoli 2004 € 6,00 – per acquisto diretto vai a www.edizionidif.it.
Un misterioso poeta napoletano del Seicento rovescia il canone lirico della poesia d’amore petrarchesca e rinascimentale per cantare le lodi di Cecca, una popolana napoletana dalle grazie inquietanti e triviali. Eppure in lei c’è il fascino che tiene avvinto il malcapitato amante e anche il lettore in vena di sapori forti.
È questo il dono che Nietta Caridei fa a noi lettori riallestendo con cura anche filologica questo testo del Seicento napoletano di un autore, la cui identità non è stata mai definitivamente stabilita, e restituendo, in un unico gesto, la dissacrante mentalità napoletana, che mai disgiunge la carne dai suoi elementi non nobili e scurrili e che recupera con forza poderosa la totalità del rapporto amoroso attraverso il gioco e la canzonatura.
La scrittura metrica di Nietta, che reinterpreta il dialetto napoletano del ’600, attenta a mai appiattire o a snaturare la natura del testo, ma pronta a rendercene la ricchezza dei suoni, e dei sapori, si avrebbe voglia di dire, anch’essi forti e spigolosi quanto i concetti espressi, ci consente di riscoprire, come appartenesse alle possibilità espressive dell’italiano stesso, la virulenta intensità del dialetto napoletano, facendo risuonare fra le nostre mani e nelle nostre orecchie i mortaretti dei vicoli e i fondi intestini delle case dei villani che, in quanto a sapienza, non ne avevano di certo meno dei signori.
Rosa Pierno

# Pubblicato da Edizioni D'If in editori ~ 01.01.05 17:37 permalink