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biblioteca ebook a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z tutte
Aperto a inverni

Una spirale di parole che, reiterando la medesima forma circolare, ci consegna suoni e sensi che si rincorrono in un cerchio mai richiudentesi. E’ questa, a mio avviso, la forma che il libro di Ermanno Guantini “Aperto a inverni” edito dalla d’if di Nietta Caridei (ottobre 2004) ci consegna come un dono estremo, poiché tanta maestria richiede un impegno sovraumano, qual è, appunto, il lavoro di un vero artista.

Memoria, sprigionatasi da luoghi immemori, com’è una riva lambita dal mare, dove giunga chi trasudi di echi non personali, di echi, appunto, storici, letterari, ma anche derivanti da fossili, da materiale inorganico. Il corpo dell’artista, allora, si profila al nostro sguardo come il ricettore/ricettacolo che dà luogo alla messa in scena del mondo, per cui l’universo esiste ed ha forma di poema.

Il suono vi si produce come un’eco più che differito, distante da ciò da cui è stato prodotto perché non più coincidente: parole appena simili, diverse appunto per la differenza di una vocale o di sillaba, producono sensi che riverberano sulla nostra pelle, che la colpiscono come fosse la membrana di un tamburo, producendo in noi sensazioni e ritmi, emozioni e ricordi che, a loro volta, mimano con lo stesso passo ad elica il passo testuale di Ermanno.

A volte, il passo dell’autore ripete il passo effettuato in precedenza, calcandone l’orma. Il gioco differito diventa il gioco infinito, la modalità della conoscenza: quella totale, che si dispiega dal nostro essere e marca di sé il mondo. D’altronde, la conoscenza non è un ricomporre in maniera differente le stesse tessere/parole? Dunque, un mobile flusso di fratture e ricomposizioni, caleidoscopico, meraviglioso e fragilissimo. Poiché, che cos’altro è un capolavoro?
Rosa Pierno

# Pubblicato da Rosa Pierno in editori ~ 22.12.04 11:12 permalink