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Jolanda Guardi, Dire il dolore (la letteratura algerina negli anni del terrorismo)

La produzione letteraria algerina del decennio 1990-2000 è stata da più parti definita come “letteratura dell’urgenza”1: lo scrittore scrive spinto alla creatività da una situazione contingente particolarmente estrema, nel caso specifico il terrorismo. In tal senso il parallelo con la scrittura del periodo coloniale è stato richiamato da diversi studiosi, pur restando circoscritto alla condizione in cui l’autore si trovava ad esprimere la sua vena. Se le stragi, la tortura e la violenza possono essere tuttavia assimilate a quelle del periodo coloniale, una prima differenza risiede nel fatto che, contrariamente alla produzione che si riferisce a quel periodo, quella legata all’esperienza islamista tratta il tema in modo chiuso, senza ricercarne i legami con la storia passata, quasi a considerare il vissuto della violenza politica come un avvenimento a sé. Tale definizione di scrittura dell’ugenza è stata recentemente messa in discussione da Rachid Boudjedra, che ha affermato che tale scrittura non esiste perché “si scrive sempre nell’urgenza”.
È tuttavia innegabile che questo periodo, fecondo dal puno di vista letterario, si coniughi con lo smembramento del paese sul piano economico, sociale e culturale e che questo si apparenti nella natura e negli obbiettivi con l’ordine coloniale...
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# Pubblicato da staff in multilingua ~ 13.12.04 12:28 permalink