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biblioteca ebook a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z tutte
La grande abbuffata dell'editoria nell'era del precotto

I frequentatori abituali di librerie (sempre che «librerie» sia il termine appropriato per definire i nuovi magazzini multimediali dove il libro è un oggetto fra i tanti, disperso fra calendari e quaderni, portachiavi e cd e dvd e altri innumerevoli gadget) dovrebbero di tanto in tanto compiere un esperimento utile per capire le tendenze dell'editoria, di quel mercato italiano che attraversa una crisi perenne, ma intanto luccica e si gonfia di titoli in continuo avvicendamento. Si tratta in breve di calcolare, settore per settore, lo spazio che viene concesso ai testi di narrativa, a quelli di saggistica e a quelli di manualistica, e insomma di ognuno di quei generi su cui si articola la merce-libro, appunto. La poesia, per esempio, da tempo langue, stretta nel suo angoletto appartato, una nicchia di nome e di fatto destinata agli irriducibili lettori di John Donne o Zanzotto. I testi per ragazzi, che avevano conosciuto una grande espansione negli anni Novanta, ora se ne stanno tranquilli nel loro ben delimitato limbo multicolore. Quanto ai saggi di filosofia o di sociologia, procedono affiancati, e spesso mescolati, su scaffali - mai troppo lunghi, si intende - ben lontani dalla porta di ingresso, per non scoraggiare l'avventore avventizio. Ma esistono anche i settori in crescita, a dimostrare che la figura dell'acquirente di libri non si è estinta: i volumi di viaggio, per esempio, negli ultimi anni si sono moltiplicati a dismisura: ogni città, ogni regione del mondo, anche la più impervia, ha diritto a tre, quattro, sei guide diverse, a seconda delle inclinazioni del potenziale lettore, appassionato di arte o di trekking o di birdwatching. E il giardinaggio, che un tempo occupava un mezzo scaffale a stento, ora attraversa un periodo di grande rigoglio, tutta una primavera di volumi, illustrati e non, su fiori e piante e erbe officinali e giardini di campagna e orti di città. Il caso più interessante, però, riguarda la gastronomia, protagonista negli ultimi anni di una piccola esplosione, che ha sottratto ai limiti angusti del ghetto specializzato i titoli più fortunati della categoria, e ha in parallelo creato all'interno del settore dei «libri di cucina» una gran quantità di sottogeneri, che riproducono in piccolo quelli dell'editoria tout court... su Il Manifesto

# Pubblicato da staff in notizie ~ 16.11.04 10:35 permalink