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Pessimi segnali
Pessimi segnali, il nuovo romanzo di Enzo Fileno Carabba, appena pubblicato nella collana Marsilio Black, è un vero e proprio Oggetto Letterario Non Identificato. Esce in una collana noir, ma sarebbe stato ugualmente al suo posto (o fuori posto) in una collana fantastica, o dell'orrore, o letteraria. Forse proprio per questa sua inclassificabilità, ha anche una storia editoriale particolare: prima che in Italia è infatti uscito in Francia, nella mitica Série Noire di Gallimard. Ai tempi ne aveva parlato Valerio Evangelisti, che di Carabba ha detto: "la scrittura elegantissima, colta e ironica di Carabba, le sue storie tra il poetico e il delirante, sfidano e vincono in originalità tutta la nostra produzione letteraria corrente."
Io vi propongo un testo di presentazione al romanzo scritto da Fileno Carabba per il Noir in Festival dell'anno scorso.


Questi luoghi mi hanno raggiunto
Enzo Fileno Carabba

Alla fine, a forza di camminarci dentro, questi luoghi mi hanno raggiunto. Sono entrati nelle cose che scrivo.
Mi è sempre piaciuto vagabondare a piedi, fin da bambino. Una volta diventato grande, i miei giri si sono fatti sempre più arditi. Così ho scoperto posti di cui non sospettavo l'esistenza e individui memorabili, nel bene e nel male. Gente che abitava a pochi chilometri da me ma viveva in un altro mondo. Non ne scrivevo mai, se non in modo mascherato. I miei primi libri sono romanzi di genere fantastico in cui mi è capitato magari di descrivere un piccolo canyon di argilla dove mi piace sedermi quando c'è vento, ma l'ho descritto sprofondandolo quaranta metri sotto il livello del mare, e le radici che sporgevano sono diventate alghe o cavi. Cose del genere.
Immaginavo mondi lontani e incredibili, però li immaginavo camminando per i boschi o sui crinali vicino a casa, che premevano per manifestarsi e a volte hanno preso forme bizzarre.
D'altra parte, è camminando da quelle parti che le storie cominciano ad agitarsi nella mia testa.
Ci sono posti di cui sento il richiamo anche prima di addormentarmi, certe notti. Davvero.

Un bel giorno qualcosa è cambiato. Mi sembrava di non essere abbastanza chiaro. Luoghi e vicende reali si sono imposti nella mia mente costringendomi a descriverli sul serio, poi ho aggiunto delle menzogne colossali e il tutto ha preso la forma di un romanzo noir, non so perché.
Così è nato Pessimi segnali, che è uscito in Francia nella serie noir di Gallimard ma è inedito in Italia (uscirà per Marsilio nel 2004). Il libro descrive gli abissi della provincia Toscana visti da un'ambulanza in corsa sulle emergenze, tra stradine di campagna e autostrade. Infatti non vorrei aver dato un'idea sbagliata, prima: non è che sono pazzo e vado solo a piedi. Sono in grado di muovermi con un sacco di mezzi. E per l'appunto per un anno ho girato a bordo delle ambulanze. Soprattutto nel Valdarno, che è ormai una specie di metropoli frantumata. Una piccola Los Angeles diluita e assediata dalla natura delle colline ripide che ingloba i ruderi. Una terra dove le industrie convivono con antichi pensieri. Là nulla è quello che sembra. I capannoni enormi ai margini della campagna abbandonata, vasta e splendente come un deserto. Il fiume sporco e minaccioso, che molti insensatamente sembrano amare. I riti che sopravvivono dove meno te lo aspetti. E' un mondo chiuso, ma pieno di presenza straniere.
Questo per dire che si tratta di un romanzo con una forte base autobiografica. A parte le scene di sesso, quelle sono inventate.
Una cosa affascinante è che la Toscana è una specie di nassa planetaria: se ti allontani dalla piana degradata, girando a piedi, in ambulanza o come ti pare, puoi sbucare presso la villa di una rockstar, un supersantone, un supermanager, un superlatitante, qualsiasi cosa, di qualsiasi nazionalità. Nel futuro sarà peggio: ci sono milioni di persone che intendono stabilirsi nella natura toscana, quando andranno in pensione. A quel punto ci trasferiremo, insieme ai cinghiali, nelle rovine rinselvatichite delle metropoli abbandonate.
Nonostante sia così gremita, la Toscana è piena di luoghi sconosciuti perché tutti vanno negli stessi posti. Anche i turisti in mountain bike, muniti di bussola, caschi, giacche in gore–tex e un ridicolo armamentario avventuroso, vanno negli stessi posti. Addirittura, ho notato, si fermano negli stessi punti panoramici! E questo vale anche per le livide signore che sfrecciano su abnormi fuoristrada e perfino per la creatura terrestre dotata del più elevato potere di insozzamento: il gitante indigeno. Deve esistere una guida segreta e io sono l'unico a cui non è stata recapitata.
Il fatto è che fuori da questi percorsi obbligati pullulano cose incredibili. Non è vero che il mondo è più piccolo. E' più facile andare da una città all'altra. Ma in mezzo si espandono le voragini. Sono regioni abbandonate. Fuori dalle nostre vite, accanto alle nostre vite, nelle zone d'ombra dell'era elettronica, si aprono luoghi che la maggior parte di noi non immagina. Là regna un altro tempo. Orsi e lupi stanno tornando, sotto i viadotti. Fuori e dentro di noi.
Ho cercato di farli parlare.
# Pubblicato da Jacopo in editori ~ 04.11.04 17:42 permalink aggiungi un commento