Romanzieri.com, biblioteca digitale ebook. Oltre 400 TITOLI GRATUITI con un click del mouse
ID
PW
Novembre 2005
domlunmarmergiovensab
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930




ebook prelevati oggi
lettori online
--- ebook
Scarica gratuitamente il software per leggere i nostri ebook
--- ebook
antologica
biblioteche
curiosità
digitalMente
e-book
editori
f.a.q.
filosofia
interventi
letteratura
multilingua
musica
notizie
preistoria
risorse web
sartre100°
visioni
--- ebook
Archivio
oggi
Novembre 2005
Ottobre 2005
Settembre 2005
Agosto 2005
Luglio 2005
Giugno 2005
Maggio 2005
Aprile 2005
Marzo 2005
Febbraio 2005
Gennaio 2005
Dicembre 2004
Novembre 2004
Ottobre 2004
Settembre 2004
Agosto 2004
Luglio 2004
Giugno 2004
Maggio 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
--- ebook
XML o KLIP
--- ebook
Powered by Movable type
--- ebook
Queste pagine utilizzano il font Georgia, se non lo possiedi scaricalo chiudi
1512201711

ebook

biblioteca ebook a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z tutte
Ragazze scomparse
E' appena approdato nelle librerie l'ultimo libro della mia collana noir, Ragazze dell'americano Frederick Busch, un raffinato ed emozionante thriller letterario ambientato nel nord dello Stato di New York e incentrato sulla scomparsa di una ragazzina, su cui indaga in maniera informale un addetto alla sicurezza del locale campus universitario, reduce del Vietnam, particolarmente coinvolto nella vicenda per via di una perdita che ha subito lui stesso. Un libro che è al tempo stesso una storia poliziesca ricca di suspense e atmosfera, una potente riflessione sul lutto, l'amore e la colpa, e il memorabile ritratto di un uomo ordinario in lotta contro straordinarie avversità. Vi offro per l'occasione un'intervista all'autore.

Intervista a Frederick Busch

Verso la fine del libro mi è tornato in mente il primo capitolo, che ho poi riletto. Mi sono reso conto che a quel punto sembrava l'ultimo capitolo. Qual era la sua idea con la struttura?

Inizialmente avevo scritto il libro dal secondo capitolo alla fine. Ed ero insoddisfatto - mentre lavoravo alla parte iniziale - di immergere troppo rapidamente il lettore in tanta cupezza. E nonostante il primo capitolo non faccia venir voglia di cantare, c'è dentro un po' di humour, e mi pare aiuti a capire chi era quest'uomo, chi è diventato, e a dare al lettore... il sottile senso che c'è speranza per lui dopo gli avvenimenti del libro.

Parliamo del cane. Un cane straordinario.

Dio, piace anche a me.

Perché non ha un nome? Perché un labrador color cioccolato? E come diamine è riuscito a entrare così bene nella sua testa color cioccolato?

Non aveva nome... Non gli avevo dato un nome per un paio di capitoli, e improvvisamente mi sono accorto che mi ero abituato a sentire Jack, il protagonista, chiamarlo "il cane". E ho pensato: "Wow, meglio che gli trovi un nome", ma poi ho capito che non c'è nome che Jack possa dargli. Jack è un uomo incapace di dare un nome al suo cane. E questo ci dice molto su di lui. E' il tipo che non sa dire "Ti amo", che non riesce a dire alla moglie: "Fanny, andiamo insieme da un consulente matrimoniale". Perché non crede molto nel discorso. Non è un uomo di parole. E' assolutamente un uomo di azioni e pensieri. Sono le altre persone che lo circondano a essere gente di parole. Come sono entrato nella sua testa, e perché un labrador cioccolato? Ho sempre voluto avere un labrador cioccolato ma non l'ho mai avuto, così ho deciso che era ora di averne uno. E poi Judy e io abbiamo sempre avuto due e a volte anche tre labrador, ma sempre neri. Così non volevo che fosse nero, perché se i miei labrador l'avessero saputo, avrebbero potuto imbarazzarsi. Ecco perché è color cioccolato. Riguardo a come sono entrato nella sua testa, è da circa trent'anni che vivo con dei labrador.

Ragazze esamina l'aspetto più oscuro della vita. Come mai?

Io vivo in una parte oscura del paese. I miei antenati provengono da una parte oscura del mondo, che è la Russia, e io sono un artista serio, il che significa che ciò che cerco di capire sono le cattive notizie, non le buone. Credo che tutto sommato se si distingue tra scrittura seria e scrittura non-così-seria, si scopre che la scrittura seria - anche se si tratta di una storia d'amore - lascia spazio nel libro per l'ombra, i momenti dolorosi, perché penso che sia quel lato della vita che l'artista cerca di esplorare. Ci sono momenti di gioia, e si possono portare sulla pagina esplosioni di gioia; ma nel complesso sono convinto che la nostra responsabilità sia di esplorare i momenti più spaventosi per conto dei nostri lettori. Credo che sia per questo che ci apprezzano, se lo fanno.

Ci apprezzano perché lo facciamo in loro vece? Una specie di surrogato?

Sì. Lo facciamo insieme a loro: se sei un bravo scrittore, fai in modo che i tuoi lettori tengano quanto te a certi grandi fatti o fattori che sono in gioco nel tuo libro. Grandi valori: uno si preoccupa dell'amore, della morte, del bisogno e di tutte quelle enormi astrazioni. E il favore che i bravi scrittori gli fanno è di renderli concreti, invece che astratti, attraverso i personaggi e gli eventi della storia. E il favore che i lettori fanno è di permettere agli scrittori di condurli in quell'oscuro e a volte spaventevole viaggio. Ora, non solo io vengo da una parte oscura del paese e sono, immagino, un uomo incline ai pensieri cupi, ma vivevo lì in un periodo in cui vere ragazze venivano rapite e stuprate e uccise e divorate e macellate e dio solo sa cos'altro gli accadesse. E sono diventato inconsolabilmente coinvolto nella terribile perdita che le loro famiglie dovevano affrontare, e volevo fare qualcosa. Questo è l'unica cosa che potevo fare. Ecco perché ho creato un uomo come Jack, che al meglio sarebbe stato maldestro e avrebbe scoperto solo metà dell'amara verità, perché questo è il massimo che io potevo fare.

Quale consiglio daresti a un giovane aspirante scrittore? Qualche trucco del mestiere da condividere?

Credo che gli aspiranti scrittori, giovani o vecchi, dovrebbero leggere tutto quello che possono. Se non amate leggere, non so immaginare come la vostra fantasia possa ricevere il nutrimento necessario per scrivere. Questo è il primo consiglio. Secondo consiglio: presupponendo che abbiate del talento - il talento non si può sviluppare, né accrescere - abbiate il coraggio di osare guardare dritto negli occhi ciò che il vostro talento vi fa vedere. La componente più importante che si può sviluppare è l'energia, per svegliarsi alle cinque e mezzo del mattino. E' un lavoro duro, brutalmente duro. Ed è frustrante e per la maggior parte del tempo non si ottiene altro che dei fallimenti. La maggior parte di ciò che uno scrittore serio di narrativa fa è fallire. Ma a dispetto del rifiuto di voi stessi, dei vostri editori, agenti e lettori - il primo romanzo che ho pubblicato era il quarto che scrivevo - dovete andare avanti. Questa è la parte più dura. Ultimo consiglio, cercate di trattare la scrittura come se se pattinaste su ghiaccio sottilissimo: non fermatevi o sprofonderete. Ultimo ultimo: non siate pretenziosi, pensate che state scrivendo per essere letti, tenete conto delle esigenze e degli sforzi dei vostri lettori, e onorate i vostri lettori.


Frederick Busch è nato a Brooklyn e oggi vive con la moglie nel nord dello Stato di New York. Autore di oltre venti libri, è stato insignito del PEN/Malamud Award, del National Jewish Book Award, di un premio per la narrativa dell'American Academy of Arts and Letters, e finalista al PEN/Faulkner Award. Ex direttore del prestigioso Writer's Workshop presso la University of Iowa, è titolare della cattedra di letteratura 'Edgar Fairchild' alla Colgate University. Ragazze, considerato una delle sue opere più riuscite, è stato 'Notable Book of the Year' del New York Times e ha conquistato la critica sia in America che in Francia.

[L'intervista completa in lingua originale si trova qui]
# Pubblicato da Jacopo in editori ~ 07.10.04 13:21 permalink aggiungi un commento