Romanzieri.com, biblioteca digitale ebook. Oltre 400 TITOLI GRATUITI con un click del mouse
ID
PW
Maggio 2006
domlunmarmergiovensab
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031




ebook prelevati oggi
lettori online
--- ebook
Scarica gratuitamente il software per leggere i nostri ebook
--- ebook
antologica
biblioteche
curiosità
digitalMente
e-book
editori
f.a.q.
filosofia
interventi
letteratura
multilingua
musica
notizie
preistoria
risorse web
sartre100°
visioni
--- ebook
Archivio
oggi
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006
Dicembre 2005
Novembre 2005
Ottobre 2005
Settembre 2005
Agosto 2005
Luglio 2005
Giugno 2005
Maggio 2005
Aprile 2005
Marzo 2005
Febbraio 2005
Gennaio 2005
Dicembre 2004
Novembre 2004
Ottobre 2004
Settembre 2004
Agosto 2004
Luglio 2004
Giugno 2004
Maggio 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
--- ebook
XML o KLIP
--- ebook
Powered by Movable type
--- ebook
Queste pagine utilizzano il font Georgia, se non lo possiedi scaricalo chiudi
1812201702

ebook

biblioteca ebook a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z tutte
La Camera Verde

Il centro culturale «La Camera Verde» (via G. Miani, 20, 00154 Roma, tel./fax 065745085; lacameraverde@tiscalinet.it), coordinato da Giovanni Andrea Semerano, ha all’attivo «cinque anni di cose fatte: proiezioni, rassegne, mostre di fotografia, di pittura, edizioni di libri, cartelle d’artista, e altro».

Il centro culturale «La Camera Verde» (via G. Miani, 20, 00154 Roma, tel./fax 065745085; lacameraverde@tiscalinet.it), coordinato da Giovanni Andrea Semerano, ha all’attivo «cinque anni di cose fatte: proiezioni, rassegne, mostre di fotografia, di pittura, edizioni di libri, cartelle d’artista, e altro». Questa scheda dà conto solo di alcuni dei libri pubblicati dalla Camera Verde, accomunati dal rapporto scrittura-fotografia. Curvature (2002) contiene poesie di Marco Giovenale e immagini di Francesca Vitale: in un progetto, per entrambi, di sovrapposizione e di grazia della/nella precarietà (secondo Giuliano Mesa, autore della prefazione, «nominare le cose, l’esperienza, e i nomi che nominano, senza che mai nessuno di questi tre ‘piani’ – le cose, l’esperienza di esse, le forme nominanti – prenda, staticamente, il sopravvento, nella consapevolezza che la coincidenza tra nome e cosa è velleità»). Infruttuose (2003) è un ciclo di fotografie di Francesca Vitale, con un saggio di Marco Giovenale e una poesia di Simone Weil: qui alle immagini delle miniere abbandonate e degli edifici di Iglesias e Montevecchio si sovrappongono, straniandole, i frutti «disseccati o marci, aggrediti da muffe»; infruttuosi o sfruttati i luoghi e i lavoratori, morti i frutti. Il libro dell’immagine. Volume secondo (2003) è dedicato alla memoria di Pier Paolo Pasolini, e a Pasolini si riferisce quasi tutto l’apparato fotografico e critico. Vi accade qualcosa che conosciamo bene: l’impossibilità, per molti di noi che cerchiamo di fare ‘cultura’, di studiare PPP a mente fredda; non si può, nonostante la nostra filosofia o la nostra filologia (è soprattutto la sua morte a sconvolgerci, come ‘icona’ non solo criminologica, non certo per una fascinazione). Le Cirque Bidon (2003) raccoglie fotografie in bianco e nero di Luigi Arcangeli, sempre con un saggio di Giovenale: immagini di un circo ‘povero’, e con una poesia delle piccole cose e, di nuovo, della grazia non monumentale. Riflesso (2004) contiene, nel giro di 19 pagine, molto materiale: fotografie (bellissime) di Massimo Fusaro, un poemetto di Giulio Marzaioli, pensieri di Romina De Novellis e Giancarlo Sammartano. Il libriccino. Volume primo è qualcosa di più di un programma di sala: una meditazione di Semerano sui cinque anni di lavoro della Camera Verde, poesie di quattro autori (Cirilli – che scrive una prosa tanto tersa quanto abbagliante, nella sua non-italianità, nella sua appartenenza ad una sorta di koiné europea della sintesi; Giovenale, Sannelli, Stringa), un saggio di Luigi Toni su Deleuze (e gli argomenti sono molti: la creazione di concetti, un nuovo tipo di insegnamento, e di insegnante e filosofo…). Altre ombre (2004) raccoglie una serie di poesie di Marco Giovenale, scritte tra il 1996 e il 2000, cioè sùbito prima e sùbito dopo la data simbolica, per un giovane, dei trent’anni: e si tratta di poesie di alto livello prima di tutto dal punto di vista (che non è solo formale) della sintassi, come nel testo di p. 23: «Spento il filamento grande / “il senso tramonta” non / splende più su pelle degli / amanti, della stanza. // Una riga un picco voltaico / del lume fa però perplessi ancora / pochi oggetti bianchi - / si vedono. Cialde». Dopo le poesie, una bellissima nota di Roberto Roversi che – a tratti – sembra uscire dall’analisi di Giovenale per riferirsi alla poesia stessa: incertezza, rinuncia alla (impossibilità morale della) magniloquenza esibizionistica, conoscenza delle voci (molte, il maggior numero possibile) – e questo significa essere contemporanei, rinunciando ad essere altro (in poche parole lo spiega Claudio Magris, in una delle sue divagazioni, che portano sempre a quel Centro che è la Cultura, e, per lui, la Speranza: «Jean Paul non è un moderno, se la modernità è il pensiero forte che unifica sistematicamente il tutto, ma è piuttosto un contemporaneo, se è contemporaneo soprattutto il sentimento dell'incompletezza e della frammentarietà del reale, del suo stallo»: Danubio, II 14). Ovviamente, prevedibilmente, come scrive Semerano, «la Stanza non ha mai usufruito di alcuna sovvenzione istituzionale. La Stanza si tiene aperta grazie alle persone che entrano e ne riconoscono il limite».

# Pubblicato da Massimo Sannelli in editori ~ 26.09.04 22:38 permalink 1 commento