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Busi legge se stesso «E d’ora in poi smetto di scrivere»

L'occasione di leggere in pubblico le prime pagine delle sue opere e l'inizio dell'inedito che uscirà nel 2006 nella serata chiamata «Incipit» prevista per il 1° ottobre nella Sala Sinopoli dell'Auditorium costituisce per Aldo Busi anche un addio definitivo alla scrittura.
«Ho sempre creduto, come i tedeschi, che il mio compito fosse essere la coscienza della mia nazione, ma poi mi sono ritrovato a fare il valletto della De Filippi» ha dichiarato con la consueta ironia da fuoriclasse. «La mia opera letteraria è indipendente da qualsivoglia forma di apparato di propaganda e la considero al contrario una fonte di libertà, parola del tutto caduto in disuso nei media. Alla base del mio essere scrittore c'è sempre stata una ricerca spasmodica e ossessiva del restare svincolato da ogni potere precostituito, da ogni clan, partito o chiesa. Non ho mai scritto in funzione di una tesi, ma di un'estetica del linguaggio. Non mi accontento di quel poco che sono, ma voglio andare al di là di me. La mia opera quindi non è fruibile nell'immediato in quanto non si esaurisce nel momento della pubblicazione. È una sfida con me stesso. Non mi sono mai preoccupato di piacere: volevo scoppiarmi in mano come una mina vagante, essere il non io di me stesso. Ora non ho più voglia di scrivere perché non ho più speranza politica nel mio paese. I capolavori li ho realizzati, è la nazione che non c'è»... su Il Tempo

# Pubblicato da staff in notizie ~ 21.09.04 15:47 permalink 1 commento