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Poesia e politica. Una delle grandi novità di questa campagna per le presidenziali USA è l'irruzione della poesia nell'agone politico. John Kerry infatti ha adottato come uno dei suoi principali slogan il titolo di una poesia di Langston Hughes ("Let America Be America Again") e l'ha citato più di una volta nei suoi discorsi. In un interessante articolo sul sito della CBC vengono minuziosamente analizzati pro e contro di questa scelta. Ecco un paio delle considerazioni più curiose:

The poem's title is an effective slogan: "It means whatever you want it to mean, so it's perfect." In Sabato's view, it ranks with the favoured slogan for Congressional candidates - "You know where he stands" - which is so pliable than voters can read anything into it.

The poem was "clearly inspired by if not communism, a naive sympathy for communism" that was fashionable at the time Hughes wrote. Kerry is familiar enough with Hughes that he was asked to write the introduction to a new collection of the writer's work, so Taranto can't imagine Kerry was unaware of the poem's communist subtext.

Sempre a proposito di politica americana, da leggere un pezzo di Wired sulla novità di questa convention democratica: la presenza dei blogger. "Blogs here, blogs there, blogs everywhere. What's going on? This absorption of the blog model by mainstream media has left Josh Marshall, who operates Talking Points Memo, almost speechless. 'When I see the mainest of mainstream outfits buying into the concept or the model, I really don't know what to think,' Marshall wrote. 'The best way I can describe my reaction is some mix of puzzlement and incredulity.'"

The end of books? Anche se diversi interpellati rispondono assolutamente di no, è piuttosto inquietante che la domanda chiave di questo articolo del Chicago Sun Times sullo stato dell'editoria a stelle e strisce sia: "Il cielo sta per caderci sulla testa?"

Se invece volete sapere in che condizioni di salute versa il mercato librario nazionale, su Alice c'è un rapporto a cura dell'Ufficio Studi AIE che costituirà la base di discussione di un convegno che si terrà a settembre:

"Meno di 23 milioni di persone (22.800.000 per l'esattezza): tanti sono gli italiani, con più di 6 anni di età, che leggono 'almeno un libro non scolastico' nei 12 mesi precedenti (Fonte: Istat). Rappresentano il 41% della popolazione italiana.
"A questo valore - che colloca l'Italia nelle ultime posizioni in Europa - possiamo aggiungere altri comportamenti di lettura, a cominciare da quella che è stata definita 'lettura morbida', che riguarda l'11% della popolazione (i 'lettori morbidi', nella definizione di Istat, sono quelle persone che dichiarano di leggere 'esclusivamente' narrativa gialla, fantascienza, libri rosa, libri di genere fantasy, guide e manuali, libri di cucina e gastronomia, ecc.).
"Il risultato non cambia. Legge 'almeno un libro' solo un italiano su due (il 52,9% della popolazione con più di 6 anni): rispetto all'anno precedente la crescita è stata dell'1,1%. Una crescita, come si vede, modesta, tanto più che, lo ricordiamo, il 2002 rappresenta il primo anno in cui il fenomeno delle vendite di libri allegati ai quotidiani si è manifestato nel nostro Paese in tutta la sua ampiezza."

[Da Marsilio Black]
# Pubblicato da Jacopo in notizie ~ 30.07.04 10:02 permalink aggiungi un commento