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Stendhal arriva a Roma per la prima volta nel 1802, in occasione della discesa di Napoleone in Italia; vi si recherà però come turista solo nel 1811. La città all`inizio non gli piace: nel Journal d`Italie, diario di viaggio scritto intorno a quell`anno, le dedica appena 13 pagine contro le 66 che impiega a descrivere Milano o le 26 per Napoli. Lo scrittore francese viene da Milano, Firenze, Bologna, ed ha ancora negli occhi i loro panorami naturali e le loro bellezze artistiche; già durante il viaggio di avvicinamento a Roma la vista della campagna laziale lo ha deluso: "Il territorio è collinoso, insignificante". Porta del Popolo, attraverso la quale si entra in città, "non ha nulla di notevole"; Ponte Milvio "è grazioso ma stretto". I brutti banchi di legno che si trovano al Quirinale, sebbene ostentino orgogliosamente lo stemma papale, sarebbero stimati in un`asta di Parigi non più di 10 - 12 franchi. La visita a San Pietro lo lascia indifferente; solo la visione notturna del Colosseo illuminato dal chiaro di luna lo commuove. In Rome, Naples et Florence, nuovo diario di viaggio scritto tra il 1817 e il 1818, la sua penna non è meno pungente: "I pedanti, che trovavano nella Roma moderna l`occasione di sfoggiare il loro latino, ci hanno persuaso che essa è bella: ecco il segreto della reputazione della Città Eterna...Regna per le strade di Roma un tanfo di cavoli marci. Attraverso le belle finestre dei palazzi del Corso si scorge la povertà degli interni". Roma in realtà è un agglomerato di sublimi rovine e di brutte chiese e case moderne; sarebbe stato meglio se non fosse sopravvissuta alla fine dell`età antica, se si fosse trasformata in un deserto popolato solo dai resti dei suoi monumenti, come avvenne ad altre grandi capitali; la conversione al cristianesimo ha segnato l`inizio della sua decadenza. Della patria di Cicerone, Cesare e Virgilio rimangono solo le spoglie esteriori; il suo spirito è morto per sempre e sono i preti e le superstizioni cristiane che l`hanno ucciso...
Renata Procacci su pspedizioni
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