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Una mostra, un progetto di ricerca, un convegno internazionale di studi di genere: sono i tre momenti clou di un’iniziativa dal titolo «A Napoli una stanza tutta per noi» dedicata all’editoria femminile. La stanza cui si riferisce il titolo dell’incontro è quella cui alludeva la scrittrice Virginia Woolf, «usata» nei mesi scorsi come «logo» di una ben congegnata rassegna dallo stesso titolo, dedicata alle scritture femminili, che si è tenuta alla libreria Guida Merliani. E, anche in quest’ultimo caso, «la stanza» serve ad alludere al luogo ideale in cui le donne editrici possono confrontarsi.
Per tre giorni, dunque, da domani alle 11 a domenica, all’Accademia del Mediterraneo in via Depretis 130, le rappresentanti delle principali case editrici italiane e docenti nelle Università dei Paesi del Mediterraneo si confronteranno su diverse tematiche, relative all’universo femminile, grazie a un’iniziativa della Federico II sostenuta da Provincia, Commissione Pari opportunità, Polo delle Scienze umane e sociali, Fondazione Laboratorio Mediterraneo, dottorato in studi di genere.
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Ma non mancano le polemiche: «Stupisce leggere, nel programma ”le editrici si raccontano”, che l’elenco delle editrici è in gran parte maschile, oltre che casuale e con diverse assenze ingiustificate», denuncia Nietta Caridei delle edizioni D’If che non sarà presente perché contattata, dice, frettolosamente e in ritardo. «L’esclusione di una casa editrice come la D’If - continua Caridei -, a cui è ormai riconosciuto il carattere sperimentale e di ricerca, al di là del legittimo sconcerto e irritazione dell’editrice, rivela a mio avviso la natura approssimativa, pasticciata, ad personam di un’iniziativa che, pur impegnando danaro pubblico, si è presa la responsabilità di decidere chi nella “stanza” ci deve stare e chi no. Un vero peccato, per una bella occasione perduta».
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