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La biblioteca del mediterraneo nasce dunque dall'incrocio di alcune idee nel campo delle biblioteche, che sono sostanzialmente: non solo libri e cioè multimedialità, i ragazzi come utenza strategica (e quindi) la mostra per i ragazzi, la biblioteca per tutti e, in primis, per chi ha maggiori difficoltà, cioè gli immigrati. La prima realizzazione è stata la Mostra, mostra de libri per ragazzi articolata in dodici sessioni, tra cui quella dedicata al popolo zingaro, con un edicola centrale, come simbolo dell'incontro e dei percorsi, corredata da un totem informatico e da un catalogo in sei lingue. "Parlando di Mediterraneo, parliamo del futuro dei nostri figli e della prospettiva di vita. Cosa sceglieranno di fare o cosa saranno costretti a fare. Se vivranno in una condizione di pace o di guerra, di coabitazione o di violenza. Sono questi alcuni degli interrogativi fondamentali cui bisogna dare una risposta nei prossimi anni. Le armi possono dare ragione soltanto a puri calcoli di potere, da una parte e dall'altra.
Venerdì 21 maggio 2004 presso la Sala Forum della Circoscrizione seconda del Comune di Ravenna in Via Berlinguer, 11
Alle Ore 17.00
il Presidente della Provincia di Ravenna
Francesco Giangrandi
inaugura la
Mostra della "Biblioteca del Mediterraneo" organizzata dal Servizio Biblioteche della provincia di Ravenna.
Durante l'inaugurazione il Prof. Lorenzo Baldacchini dell'Università di Bologna, sede di Ravenna, illustra il progetto di una "Laurea specialistica con profilo per archivisti e bibliotecari della cooperazione internazionale"
Il Progetto Biblioteca del Mediterraneo della Regione Sardegna, di cui la Mostra è una parte, è un progetto e non è un prodotto, con il compito di innescare, attivare, sostenere, circuiti virtuosi di miglioramento ed elevazione complessiva del sistema delle biblioteche. Si intende cioè, attraverso di esse (le biblioteche) sostanziare e supportare quei meccanismi di coesione sociale, pari opportunità, qualità della vita, cittadinanza consapevole, che sono la missione della biblioteca del territorio,("La biblioteca pubblica, istituto della democrazia" titolava Virginia Carini Dainotti) insieme alle funzioni precipue di agenzia informativa, pietra miliare e già capillarmente diffusa, per la costruzione della società dell'informazione, e quindi al centro dei processi di ammodernamento e innovazione tecnologica che, oggi, potentemente la investono. La biblioteca del mediterraneo nasce dunque dall'incrocio di alcune idee nel campo delle biblioteche, che sono sostanzialmente: non solo libri e cioè multimedialità, i ragazzi come utenza strategica (e quindi) la mostra per i ragazzi, la biblioteca per tutti e, in primis, per chi ha maggiori difficoltà, cioè gli immigrati. La prima realizzazione è stata la Mostra, mostra de libri per ragazzi articolata in dodici sessioni, tra cui quella dedicata al popolo zingaro, con un edicola centrale, come simbolo dell'incontro e dei percorsi, corredata da un totem informatico e da un catalogo in sei lingue. "Parlando di Mediterraneo, parliamo del futuro dei nostri figli e della prospettiva di vita. Cosa sceglieranno di fare o cosa saranno costretti a fare. Se vivranno in una condizione di pace o di guerra, di coabitazione o di violenza. Sono questi alcuni degli interrogativi fondamentali cui bisogna dare una risposta nei prossimi anni. Le armi possono dare ragione soltanto a puri calcoli di potere, da una parte e dall'altra. Ma dietro quelle scelte ci sono uomini e donne, madri e figli. La guerra di per sé è un azzeramento di qualsiasi forma di civiltà. Sicché a vincere è la violenza, l'oppressione, l'empietà. Il nostro compito invece è tentare, non arrendersi inventare e reinventare il gioco in favore della pace. Sapere che tutto è possibile, che tutto è in movimento, che, ciò che ieri non era possibile, lo sarà domani, ed è per questo che bisogna lavorare, darsi da fare. Come la sabbia e il vento nel deserto cambiare o fare in modo che il paesaggio cambi, che un granello di sabbia si possa fermare e poi un po' d'ombra, e poi le radici, i fiori, i frutti, per far sì che ciò che non è nato, nasca, che un'oasi si formi affinché per l'uomo sia possibile vivere, e insieme alla vita possa vivere il sogno , e insieme al sogno si possa affermare la pace. (Citazione tratta da un graffito su un muro della metropolitana di Berlino: 'Se il tuo Cristo è ebreo, la tua democrazia è greca, la tua scrittura latina, se i tuoi numeri sono arabi, la tua maglietta cinese, le tue vacanze slave, allora il tuo vicino non può essere uno straniero'). Il riconoscimento della diversità come valore nasce dalla cultura: la scuola, le biblioteche sono veicoli necessari e importanti di questo principio. (Dott.ssa Paola Bertolucci - responsabile Ufficio Beni Librari della Regione Sardegna)
Info: tel. 0544.250719 abarlotti@mail.provincia.ra.it
La mostra rimane aperta:
Venerdì 21 maggio: dalle 17.00 alle 20.00
Sabato 22 maggio: dalle 09.00 alle 20.00
All'interno della mostra della Biblioteca del Mediterraneo
Un solo colore: l'arte
Artisti algerini incontrano artisti romagnoli, sardi, pugliesi e... statunitensi. Sarà presente l'artista catalano Anton Roca con tre ritratti della serie "Io sono l'altro"
Esposizione artigianato costumi tradizionali (Sardegna - Algeria)
Tè e dolci algerini e sardi - gentilmente offerti dall'Associazione Città Meticcia
La Mostra fa parte del progetto "Le vie dei venti" dell'Associazione "Insieme per l'Algeria"
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