ebook
Su Le Monde Diplomatique è stato pubblicato un articolo parecchio interessante (nonostante uno svarione clamoroso riguardante l'Italia) sulla situazione dell'editoria mondiale in vista della prossima Fiera del libro di Francoforte.
L'analisi mette in luce innanzitutto l'incontrastato trionfo planetario dell'imperialismo editoriale angloamericano: mentre in Gran Bretagna solo il tre per cento dei libri pubblicati ogni anno sono traduzioni e in America ancora meno, e da tempo immemorabile un titolo non anglofono non entra in classifica, in paesi come Francia, Spagna, Germania e Italia accade l'esatto contrario: le traduzioni dall'inglese si mangiano fette sempre più grosse del mercato, e non sempre si tratta delle opere letterariamente più meritevoli.
Ma se di impero si tratta, è comunque un impero in via di sgretolamento. Un altro aspetto sottolineato è infatti la crisi generalizzata dell'editoria sia in Europa che oltreoceano (tralasciando i paesi meno sviluppati, per i quali si parla addirittura di "spettacolare declino"): il mercato americano è stagnante quando va bene, e in Europa c'è da tempo un'inarrestabile emorragia delle vendite (per esempio, la Spagna nel 2002 ha emulato l'Italia: meno del 50 per cento della popolazione ha letto un libro nel corso dell'anno).
Ancora una volta a colpire l'attenzione è poi l'anomalia tutta italiana (una tra le tante) del fenomeno dei libri allegati ai giornali, che costituisce una minaccia per librerie e piccoli editori.
Quello che non funziona, secondo l'articolista, è il modello oggi dominante di un'economia editoriale capitalistica, globalizzata e neoliberista che si pretende fondata su "un libero mercato interamente governato dalla domanda" ma forse non lo è poi così tanto, visto che la domanda continua a calare. A questo proposito vale la pena di riportare il commento del blog The Literary Saloon, che osserva: "if the book-market were 'governed entirely by demand' then maybe we could find some of the books we're interested in at out local bookstore (or, indeed, anywhere) - usually we can't."