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Esibizionismo del mondo: osserva Merleau-Ponty che l’uomo è attraversato, invaso dal visibile del mondo e che prima di essere uno sguardo sulla realtà è effetto di uno sguardo di cose.
Voyeurismo del mondo: scrive Lacan in un magistrale seminario: “Io non vedo che da un punto, ma nella mia esistenza sono guardato da ovunque”.
Dal primo maggio sarà on line il secondo numero di officinahce dedicato ai temi dell’esibizione e visione ed ai loro vertiginosi abissi. Un modo come un altro per prendere sul serio il gesto canonico dell’alpinista che, alla noiosissima domanda sul perché vada in montagna, risponde additando le montagne all’orizzonte. Un modo come un altro per bordeggiare il punto in cui, nei luoghi più profondi dell’anima, si apre l’abisso della nostra esteriorità, della nostra esposizione al mondo.
Intervengono: Lucio Saviani (Università La Sapienza di Roma), Alessandro Perduca (Università Cattolica di Milano), Eugenio Pesci (Politecnico di Milano), Davide Cavagna (Università Cattolica di Milano), Andrea Bocchiola (Università di Parigi VII, CAAI), Giovanni Rossi (CAAI), Alberto Paleari (AGAI), Mauro Penasa (CAAI), Rosa Pierno (ANTEREM), Marco Furia (ANTEREM), il maestro Giovanni Guaccero (Nuova Consonanza) e il videomaker Silvio Montanaro.
Officinahce è una rivista on line animata da filosofi, psicoanalisti, critici d’arte, artisti e alpinisti che insieme, ognuno nella forma del proprio discorso, si incontrano ogni quattro mesi e lungo una peripezia in otto mosse, intorno alle poste in gioco speculative che la montagna, buon tema per la ragione, e l’alpinismo, cosa troppo forte per la fantasia, con i loro abissi offrono al pensiero. Nel tentativo di corrispondere all’evento senza la pretesa di rispondervi, ciascuno degli otto numeri, dal momento della loro messa on line, resterà aperto, come un cantiere, a nuovi interventi fino a che un libro stampato verrà a sigillare il lavoro intrapreso.
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