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biblioteca ebook a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z tutte
Vasari: la vita di Pontormo in e-book

Giorgio Vasari scrive la “Vita di Iacopo Carrucci detto il Pontormo” e pare molto bene informato sulle stranezze del pittore, benché le notizie gli siano state sicuramente fornite di seconda mano dai suoi due amici: il Bronzino, discepolo affettuoso e fedele, e Vincenzo Borghini.
Nel suo racconto, il biografo aretino non esprime una opinione positiva su Pontormo per svariati motivi: la mancanza di “fermezza nel cervello”, il fatto che andasse “sempre nuove cose ghiribizzando”, per il suo invaghimento della maniera tedesca di Dürer: una pittura nordica, secca, arrovellata, dura, e poi per la sua incontentabilità e la sua solitudine, che neanche gli amici fraterni riuscivano a scalfire: “...domenica fu picchiato [alla porta] da Bronzino, e poi il dì da Daniello; non so quello che si volessino...” come scrive lui stesso.
Ma Vasari lo condanna anche come artista, proprio per quel ciclo figurativo di cui Pontormo parla nel suo diario, cioè i perduti affreschi nella chiesa di San Lorenzo. L’incarico era stato affidato al pittore dal duca Cosimo I, intorno al 1546, ma l’affresco non era ancora compiuto quando Pontormo morì, il 31 dicembre del 1556 (o il 1 gennaio del ‘57), e fu portato in qualche modo a termine da Agnolo Bronzino. Infine, l’intera composizione fu distrutta, in seguito ad alcuni lavori di ristrutturazione del Coro. Secondo il Vasari, in quell’opera non era “osservato nè ordine di storia, né misura né tempo... né alcun ordine di prospettiva; ma pieno ogni cosa di ignudi”.

# Pubblicato da Laura Rinaldi in e-book ~ 02.04.04 09:34 permalink aggiungi un commento