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Peter Pan: ha cento anni il bambino che non vuole crescere

L’isola di Peter Pan, "l' isola che non c'è", è il luogo in cui il tempo si ferma: come accade spesso nel desiderio dei bambini, degli adolescenti e degli adulti che continuano a sentirsi innamorati della vita. Fermare il tempo è il sogno di sempre, un modo di tenere con sé la gioia di cui tutti sentiamo sempre con tanta forza la precarietà. Non si fa in tempo a sentirla, la contentezza, che già la percezione del tempo che scorre la avvolge di un velo di malinconia riproponendo tutte le incertezze sul tempo che verrà subito dopo. Le cose non stanno così, in fondo, solo nell'isola di Peter Pan dove gioia e divertimento si ripetono all'infinito, senza cambiamenti. Dove la realtà è organizzata intorno alle fantasie del gioco. Dove la realtà e la favola si confondono.
L'isola di Peter Pan, "l'isola che non c'è" è in fondo proprio questo: il luogo inventato e senza tempo delle favole, di tutte le favole in cui siamo cresciuti e in cui continuiamo a rifugiarci quando stiamo male. E le fiabe, scriveva molti anni fa Bettelheim, sono luoghi assai particolari, luoghi di vicende difficili, spesso drammatiche. Luoghi caratterizzati sempre dal fatto però per cui, al loro interno, è il buono quello che vince, il cattivo quello che è punito... Luigi Cancrini su Il Messaggero.

# Pubblicato da romanzieri in notizie ~ 30.03.04 15:55 permalink aggiungi un commento