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Su Bookshop, una rivista editoriale specializzata che mi viene gentilmente recapitata ogni mese, c'era un breve articolo che ricordava uno degli ultimi provvedimenti del nostro governo, la liberalizzazione della pubblicità occulta (d'ora in poi insomma non sarà più proibito promuovere surrettiziamente marche e prodotti all'interno di film e affini). Nel pezzo ci si chiedeva poi ironicamente perché anche i romanzieri non dovrebbero godere di questa opportunità: "Nel racconto appare un tizio che viaggia su una Punto veloce come il vento? Ecco che la Fiat manda un assegno all'autore. Nel romanzo di Camilleri la ragazza viene uccisa con una calibro 22 di fabbricazione italiana? La Beretta pagherà al giallista quanto merita" ecc. Il tono sembra da "colmo dei colmi", come a dire, stiamo facendo un'ipotesi assurda, paradossale. E invece, non solo non si tratta di una cosa inconcepibile, ma è già stata concepita, in Inghilterra per la precisione, dove la Ford paga la scrittrice Carole Matthews, esponente della cosiddetta chick lit, perché faccia guidare alla protagonista dei suoi libri solo e soltanto una Ford Fiesta. E pare ci sia addirittura un precedente: qualche anno fa Bulgari aveva foraggiato Faye Weldon perché infilasse i suoi gioielli in un romanzo.
Per saperne di più, il post in proposito di The Literary Saloon è completissimo, anche di commenti sarcastici.