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Su Il Mattino dei giorni scorsi un interessante articolo di Guido Caserza su Edizioni D'If dal titolo: Bàino, Frasca e Ottonieri, gli alfieri delle edizioni d’if. Sperimentazione letteraria creativa di Nietta Caridei...
Costretta ad operare nella semiclandestinità da almeno un ventennio, la ricerca letteraria sembra aver trovato da qualche tempo un terreno di coltura presso alcune piccole case editrici che hanno ancora il coraggio di scommettere su autori, per così dire, originali. È il caso della napoletana d’if, gestita dall’infaticabile Nietta Caridei, a cui vanno riconosciuti notevoli meriti. Infatti è riuscita a trovare una formula editoriale che le permette di stare sul mercato e, al contempo, di fare mosse azzardate. Da una parte infatti pubblica libri per ragazzi dagli 11 ai 13 anni (nella collana ”i pipistrilli elettronici”), per quelli dai 14 ai 16 (”gli armadilli blu”) e per giovani fra i 18 e i 20 anni ( ”gli armadilli brilli”); dall’altra, nella collana ”i miosotìs”, pubblica libri di poesia e di prosa di quegli autori considerati eccentrici che, con meritevole ostinazione, hanno continuato a fare della ricerca la ragion d’essere della letteratura.
Fra questi da segnalare, almeno, i sulfurei Sparigli marsigliesi di Mariano Bàino, le storiche prose Sette (un set per 7 video) di Gabriele Frasca, e quel magnifico reperto di Tommaso Ottonieri che è Coro da l’acqua (per voce sola). Sono testi che fanno la storia della sperimentazione letteraria dell’ultimo venticinquennio, di impegnativa lettura e di limitata tiratura, mentre le collane giovanili sono rivolte a un pubblico più ampio e si rivolgono anche a un potenziale pubblico scolastico.
Ma i due livelli non sono così nettamente separati: anche i libri per ragazzi e per giovani presentano cospicui elementi di originalità ed elaborazioni stilistiche di non poco conto.
Nelle novità degli ”armadilli brilli” due romanzi si fanno infatti notare per la capacità di coniugare una trama originale e avvincente con una brillante sperimentazione narrativa. Sono Centimetri due di Milli Graffi (in cui eventi minimi vengono amplificati narrativamente dal flusso di coscienza di un multiciarliero io narrante) e Quattro giorni a marzo di Silvia Bortoli, vera fatica narrativa intorno a otto lunghe telefonate fatte dalla giovane protagonista alla propria madre. Negli ”armadilli blu” spicca invece la raccolta di poesie Nuvola neve di quell’irriducibile sperimentatore che è Giuliano Mesa, mentre mi pare imperdibile Il Poemificio, un manualetto per farsi versi d’artificio, fra il patafisico e lo scolastico, di quell’irresistibile avanguardista che è Paolo Gentiluomo: un libro che introduce i ragazzi alla scrittura della poesia e di cui ogni scuola dovrebbe saggiamente dotarsi.
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