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Può il funerale della propria mamma africana coniugare gioia e tristezza? Sguardo occidentale e autoctono?
Samuel Ayotunde Kalejaiye ce ne parla ne "La mia prima mamma"
In Nigeria, come in molti altri paesi africani, vengono spesso chiamate
“mamma” le donne anziane a cui si è particolarmente
affezionati. A volte, nell’arco della propria vita, una persona
si ritrova ad avere più di una dozzina di mamme. L’usanza
denota una forma particolare di rispetto e c’è chi si offende
se, per qualche ragione, non viene chiamata così.
La mia prima mamma è ora in cielo e sono qui a raccontare la cronaca
di ciò che si può definire un bel funerale. Anche se non
si può propriamente definire bello un funerale, quello che sto
per narrare in questo libro è da considerarsi tale.
La mamma rappresenta il sale della nostra vita, lo zucchero della nostra
esistenza e l’amaro della nostra sopravvivenza. Non si dovrebbe
mai smettere di ringraziarla, anche quando è in contrasto con il
nostro modo di vedere.
Quella voce e quel profumo che riconosciamo fin dal primo minuto della
nostra nascita ci accompagneranno per tutta la nostra vita.
Samuel Ayotunde Kalejaiye è nato in Nigeria nel 1955 e si è
diplomato e poi laureato (Scienze politiche) nel nostro Paese.
Attualmente risiede a Misano Adriatico. Svolge la professione di agente
di commercio per una azienda di distribuzione di bevande. Dopo aver percorso
tutti i tre gradi di studio è anche sommelier.
Ama scrivere poesie, ascoltare musica e la buona cucina.
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