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Arte ad alta tensione: visita alla mostra

Arte ad alta tensione è il titolo, significativo, della mostra sul futurismo organizzata a Palazzo Saraceni di Bologna dalla Fondazione Cassa di Risparmio.
Una cinquantina le opere esposte: da Umberto Boccioni a Giacomo Balla, da Felice Depero a Mario Sironi, da Gino Severini a Luigi Fillia, fino a quelle, poco conosciute, di un futurista bolognese, Angelo Caviglioni che fu attivo fino al secondo dopoguerra, soprattutto nell’ambito dell’aeropittura.

La mostra non ha grandi pezzi che possano testimoniare appieno l’esperienza futurista legata alla vertigine del movimento e alla velocità febbrile, eppure vi si respira l’atmosfera.
Di Boccioni, ad esempio, c’è un'unica tela di paesaggio del 1908 che, perfetta in potenza e pur non testimoniando sufficientemente la carica eversiva della sua pittura futura, mi ha incantata nella sua riconoscibilità: i fili di colore sovrapposti con decisione e perizia, il viola il giallo il rosso, l’emotività del quadro, insomma.
La mostra nella sua semplicità, racchiude alcuni pezzi sorprendenti che, quelli sì mi hanno colpito davvero, come due piccoli disegni a matita e china su carta, su cui sono tornata più volte: il “Progetto per l’arazzo Maschere tropicali” di Depero, del 1920, e “ Il poeta e scrittore svizzero Gilbert Clavel”, sempre di Depero, del 1917. E anche una sua piccola scultura lignea, il “Rinoceronte”, molto intensa nella sua innocenza di giocattolo azzurro.
Mi sono anche soffermata su Balla, sul suo “Movimento di fiamma” del 1925, sui suoi studi straordinari per le forme-rumore, sulle sue decorazioni.
Insomma, senza aspettarmi molto sono stata contenta di quel che ho visto, e guardare quadri che colpiscono l’immaginazione e suscitano stupore è sempre, comunque, appagante.

# Pubblicato da in interventi ~ 18.12.03 22:15 permalink aggiungi un commento