Addio a Jacques D’Hondt

(18-02-2012 - romanzieri in news.)

Il filosofo francese Jacques D’Hondt, pensatore originalissimo per il modo in cui ha saputo assimilare ed elaborare la lezione «dialettica» delle filosofie di Hegel e Marx dando vita al «marxismo all’hegeliana», è morto a Parigi all’età di 92 anni. Nato a Tour nel 1920, discepolo di Jean Hyppolite e Paul Ricoeur, D’Hondt era professore emerito dell’Università di Poitiers dove fondò nel 1970 il Centro di ricerche e di documentazione su Hegel e Marx. Di Hegel, in particolare, D’Hondt ha dato due interpretazioni magistrali in «Hegel, filosofo della storia vivente» (1966) e «Hegel segreto. Ricerche sulle fonti nascoste del pensiero hegeliano» (1968), cui vanno aggiunti «Hegel nel suo tempo» (1968) e «Hegel. Biografia» (1998). In controtendenza rispetto alle correnti dominanti del pensiero francese degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo XX (esistenzialismo e strutturalismo), il «marxismo all’hegeliana» di D’Hondt si connota per l’attenzione che presta alle dinamiche contraddittorie dei processi storici e al loro significato filosofico profondo. Dal 1981 al 1991 è stato presidente della Società francese di Filosofia. Era membro del comitato direttivo della Hegel-Vereinigung e ex presidente della Association des Societes philosophiques de langue française e membro corrispondente dell’Academie Saxonne des Sciences.

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