Poccetti, Kidner

(17-12-2009 - romanzieri in news.)

Tornano visibili gli affreschi della cupola della Cappella del Soccorso o del Giambologna, situata nella Tribuna della basilica della Santissima Annunziata a Firenze. Grazie a un lavoro di restauro durato più di un anno, è stato possibile recuperare le pitture murali di Bernardino Poccetti raffiguranti il Paradiso, che a prima vista, a causa dell’umidità e dello sporco, sembravano perdute. Insieme agli affreschi, sono stati recuperati anche i pennacchi e le cornici in pietra serena di quella che è sicuramente la cappella di maggior pregio tra tutte quelle presenti nella Tribuna, trasformata dal Giambologna nel 1594/98 per destinarla a tomba propria e degli artisti fiamminghi che operavano nel capoluogo toscano.
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Il pittore inglese Michael Kidner, uno dei pionieri dell’Optical Art, è morto a Londra all’età di 92 anni. L’annuncio della scomparsa, a funerali avvenuti, è stato dato dal quotidiano britannico «The Independent». Alla fine degli anni Quaranta Kidner si stabilì temporaneamente in Francia, ad Aix-en-Provence, per dipingere nel paese di Paul Cezanne, dove poi incontrò l’artista cubista Andrè Lhote, di cui divenne discepolo. In seguito il pittore inglese fu attratto dalle sperimentazioni grafico-matematiche, che lo assorbirono pienamente nel corso degli anni Cinquanta, lasciando quadri che sono testimonianze pionieristiche di quell’epoca avanguardistica. Nel 1959 Kidner fu uno dei precursori della Op-Art, acronimo che sta per Optical Art, un’avanguardia che si proponeva attraverso l’uso del colore di creare l’illusione del movimento per interagire con il fruitore in maniera innovativa. Il movimento di arte astratta si affermò poi negli anni Sessanta-Settanta, principalmente giocando proprio con le illusioni ottiche. Oltre a quelle di Kidner, sono particolarmente esemplificative per l’Op-Art le composizioni geometrico-prospettiche di Victor Vasarely, che, per ingannare l’occhio, sfruttano accostamenti di quadrati, cerchi o rombi e contrapposizioni di colori chiari, scuri e complementari.

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