Archivio per il mese 12-2009

Lucca, Milano, Norcia

(27-12-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Moda, raffinatezza, cura dei dettagli, preziosità del tessuto, certamente, ma anche un legame profondo con l’impero francese e con Napoleone. A svelare questa peculiarità dei famosi foulards Hermes e i suoi legami con Bonaparte ci pensa la mostra “Mito e bellezza”, aperta fino al 7 marzo a Palazzo Ducale a Lucca e che a primavera sarà allestita a Roma e il prossimo inverno al museo dell’Armee di Parigi. L’esposizione si sviluppa 900 metri quadrati, attraverso quattro sezioni dedicate a Napoleone, a Hermes, agli apparati militari di primo e secondo Impero così come alla marina, e alla vita civile. Sono esposti complessivamente 80 foulard e 140 oggetti provenienti dalle più prestigiose collezioni francesi.
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Oltre un centinaio di autori italiani e stranieri partecipano alla mostra ‘Il segno dei designer’, inaugurata oggi alla Triennale, dove rimarrà fino al 17 gennaio. Espongono opere su carta con cui cercano di esprimere ciò che ritengono sia alla base del loro lavoro: idee illustrate in modo poetico, fiabesco, fumettistico, concettuale. Cosi Nicola Strippoli ha disegnato una specie di vaso di Pandora dal quale compare la scritta ‘la vita umana è breve ed è meglio trasformare il nostro fugace passaggio in qualcosa di utile per noi e per gli altri’, Lorenzo Damiani ha disegnato un preoccupante coltello-pettine, lo studio Biagio Cisotti-Sandra Laube un apribottiglie a forma di squalo. Intriso di umorismo pessimistico è il disegno di Bruna Rainaldi: una stanza piena di mobili e suppellettili spezzati e la scritta ‘il design è a pezzi’. I disegni in mostra andranno poi ad arricchire il Triennale Design Museum.
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A partire da domani e per tutto il 2010 Norcia festeggia il Bimillenario della nascita dell’imperatore Vespasiano con la mostra «Da Curio Dentato ai Vespasii: Nursia e l’ager nursinus dalla praefectura al municipium» chiudendo così le celebrazione dedicate all’evento, cui la città a pieno titolo partecipa, stando alle notizie riportate dallo storico latino Svetonio, grazie alle origini nursine di Vespasia Polla, madre dell’imperatore.

Poccetti, Kidner

(17-12-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Tornano visibili gli affreschi della cupola della Cappella del Soccorso o del Giambologna, situata nella Tribuna della basilica della Santissima Annunziata a Firenze. Grazie a un lavoro di restauro durato più di un anno, è stato possibile recuperare le pitture murali di Bernardino Poccetti raffiguranti il Paradiso, che a prima vista, a causa dell’umidità e dello sporco, sembravano perdute. Insieme agli affreschi, sono stati recuperati anche i pennacchi e le cornici in pietra serena di quella che è sicuramente la cappella di maggior pregio tra tutte quelle presenti nella Tribuna, trasformata dal Giambologna nel 1594/98 per destinarla a tomba propria e degli artisti fiamminghi che operavano nel capoluogo toscano.
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Il pittore inglese Michael Kidner, uno dei pionieri dell’Optical Art, è morto a Londra all’età di 92 anni. L’annuncio della scomparsa, a funerali avvenuti, è stato dato dal quotidiano britannico «The Independent». Alla fine degli anni Quaranta Kidner si stabilì temporaneamente in Francia, ad Aix-en-Provence, per dipingere nel paese di Paul Cezanne, dove poi incontrò l’artista cubista Andrè Lhote, di cui divenne discepolo. In seguito il pittore inglese fu attratto dalle sperimentazioni grafico-matematiche, che lo assorbirono pienamente nel corso degli anni Cinquanta, lasciando quadri che sono testimonianze pionieristiche di quell’epoca avanguardistica. Nel 1959 Kidner fu uno dei precursori della Op-Art, acronimo che sta per Optical Art, un’avanguardia che si proponeva attraverso l’uso del colore di creare l’illusione del movimento per interagire con il fruitore in maniera innovativa. Il movimento di arte astratta si affermò poi negli anni Sessanta-Settanta, principalmente giocando proprio con le illusioni ottiche. Oltre a quelle di Kidner, sono particolarmente esemplificative per l’Op-Art le composizioni geometrico-prospettiche di Victor Vasarely, che, per ingannare l’occhio, sfruttano accostamenti di quadrati, cerchi o rombi e contrapposizioni di colori chiari, scuri e complementari.

A Napoli, due secoli di Barocco

(11-12-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Quasi 200 anni, dal Seicento fino agli inizi dell’Ottocento, durante i quali Napoli, già centro vitale e prolifico della cultura europea, visse uno dei periodi più vividi e creativi della sua storia, il Barocco. Quest’anno la sovrintendenza ai beni culturali – con un progetto voluto in particolare dall’ex sovrintendente al polo museale cittadino Nicola Spinosa – ha voluto ricordare la vastità di opere realizzate in quel periodo con la rassegna «Ritorno al Barocco – Da Caravaggio a Vanvitelli». L’evento, che prende il via il 12 dicembre per concludersi l’11 aprile 2010, è stato presentato al Museo di Capodimonte alla presenza tra gli altri di Spinosa e del governatore della Campania Antonio Bassolino. «Quando fui eletto per la prima volta sindaco – ricorda Bassolino – impostai il mio lavoro sull’idea di restituire alla storia e alla cultura di Napoli la centralità simbolica che meritavano di avere. In un momento di nuovo critico per la città, assillata da tanti problemi vecchi e nuovi, la decisione della Regione Campania di finanziare mostre ed eventi culturali di grande impatto sul tema del Barocco è un modo coerente di ripartire ancora una volta dalla cultura e dall’orgoglio di Napoli. Nei tempi incerti che si preparano non sarà ininfluente pensare a Napoli come una capitale culturale d’Europa e del Mezzogiorno». Durante l’incontro è stato presentato anche un catalogo in due volumi, 800 pagine ed altrettante illustrazioni, edito da Artèm. «Ritorno al barocco – spiega Spinosa – è un affascinante percorso di storia e d’arte da Caravaggio a Francesco Solimena e ai tanti esponenti dell’ultima stagione del barocco napoletano. L’intento è di restituire alla città quella immagine di splendido insieme di arte e cultura, ma anche vizi e virtù, miseria e nobilt, fasti e misfatti quale apparve ai tanti viaggiatori italiani e stranieri che ne rimasero incantati. Il Barocco, insomma, come metafora della perpetua condizione di Napoli e dei napoletani». Il programma comprende sei esposizioni tematiche di oltre 500 opere tra dipinti, disegni, sculture, ma anche arredi, gioielli, tessuti, ceramiche e porcellane, provenienti da collezioni private e musei italiani e stranieri. Le sedi sono i più prestigiosi musei napoletani quali Museo di Capodimonte, Castel Sant’Elmo, Certosa e Museo di San Martino, Museo Duca di Martina, Museo Pignatelli, Palazzo Reale. Oltre alle mostre cittadine, per coinvolgere anche l’intero e il territorio regionale sono stati organizzati 51 itinerari nei luoghi barocchi: chiese, certose, collegiate, palazzi, musei regionali dalla Reggia di Portici alla Chiesa di San Michele ad Anacapri, dalla Reggia di Caserta alla Certosa di San Lorenzo di Padula (Salerno).

Caseminime, lo spazio di vita secondo l’arte

(11-12-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Un’opera corale, un lavoro su uno dei simboli più forti e identitari, la Casa, realizzato da 69 artisti provenienti da tutto il mondo. È Caseminime, un’esposizione originale, raccolta e curata da Mauro Lovi, che dopodomani alle 18 apre al pubblico a Lucca, all’interno dello Studioquattordici di via delle Conce. Una collezione che nasce da un invito a riflettere sul significato della casa come spazio di vita, e che ha prodotto opere di artisti, pittori, scultori, architetti, fotografi, studenti, esordienti, professionisti noti e meno noti. I manufatti artistici dei 69 partecipanti, dalla Norvegia all’Inghilterra, dalla Germania all’Irlanda, dall’Italia alla Tunisia, hanno dato vita ad una sorta di città composta da piccole case: un insieme di caseminime virtuali, perimetri meditativi realizzati con materiali e tecniche differenti. E riflettere sulla casa porta inevitabilmente a trattare temi come progetti d’arte per nuovi quartieri, mai disgiunti da responsabilità sociale e dal tentativo di migliorare il più possibile le condizioni di vita dentro le mura che si abitano. La mostra Caseminime, a Lucca fino al 22 gennaio 2010, sarà in seguito itinerante, toccando diverse città tra quelle di provenienza degli artisti. E ha un appuntamento speciale con la città di Viareggio previsto per il prossimo anno. Per ricordare la tragedia della distruzione di un’intera via a causa di un’esplosione ferroviaria, e non a caso parte del ricavato della mostra sarà destinato proprio alla ricostruzione di questa zona della città. Caseminime è un progetto che si concretizza laddove la casa, l’arte, la bellezza e la vita sono ferite, portando una luce e una leggerezza nuove. Ridipingendo il futuro.

Rusty Dog, brevi crime-noir a fumetti via blog

(07-12-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

L’esperimento è interessante. Le storie godibili e ben disegnate. Il blog Rusty Dogs coinvolge un folto gruppo di lavoro. A partire da Emiliano Longobardi, autore, e da una schiera di disegnatori: Fabiano Ambu, Antonello Becciu, Michele Benevento, Giacomo Bevilacqua, Elia Bonetti, Riccardo Burchielli, Matteo Bussola, Giancarlo Caracuzzo, Raul Cestaro, Massimo Dall’Oglio, Davide De Cubellis, Andrea Del Campo, Werther Dell’Edera, Carmine Di Giandomenico, Antonio Fuso, Andrea Gadaldi, Pier Gallo, Davide Gianfelice, Gianfranco Giardina, Simone Guglielmini, Giuseppe Marinello, Alex Massacci, Francesco Mortarino, Guido Nieddu, Davide Pascutti, Rossano Piccioni, Giorgio Pontrelli, Paolo Raffaelli, Maurizio Ribichini, Andrea Rossetto, Armando Rossi, Lorenzo Ruggiero, Antonio Sarchione, Marco Soldi, Cristiano Spadoni, Claudio Stassi, Joachim Tilloca e Riccardo Torti.

A Firenze gli Atlanti Nautici del Ghisolfo

(07-12-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Sono stati presentati in anteprima nazionale alla settima edizione della Biennale internazionale dell’Arte contemporanea di Firenze, aperta da ieri al 13 dicembre alla Fortezza da Basso, gli Atlanti nautici di Francesco Ghisolfo, (Editalia – Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato). I volumi, spiega una nota, sono «fedeli riproduzioni, in tiratura limitata (750 esemplari), dei due codici cinquecenteschi che furono tra i primi a riportare le rotte oceaniche verso il nuovo mondo, oltre a quelle più note e battute dell’oriente e del Mediterraneo». La storia dei due Atlanti composti dal cartografo Francesco Ghisolfo, allievo di Battista Agnese, prende vita nella Firenze del tardo ’500, nell’ambiente della corte medicea del duca Cosimo, in un’epoca nella quale le mappe erano considerate strumenti di dominio intellettuale e sociale: la conoscenza della geografia significava simbolicamente avere la capacità di conquistare il mondo.

Futurismo e Dadaismo a Mantova

(06-12-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Futurismo e Dadaismo a confronto a Mantova. Dal 13 dicembre presso la Casa del Mategna la mostra «Mantova nel segno dell’avanguardia: da Marinetti a Tzara» che, a cent’anni dalla pubblicazione del celebre Manifesto e a 76 dalla storica Esposizione Futurista di Palazzo Ducale, indaga i due movimenti evidenziandone analogie e divergenze. Soprattutto queste ultime, dato che Futurismo e Dada intrapresero, ideologicamente, strade diverse dal momento che Dada ancor più drasticamente si poneva in contrasto con la società e con le tradizioni, fino a voler fare tabula rasa di tutte le regole che fino allora avevano codificato la creazione artistica. Ma anche se si arrivò a una rottura tra futuristi e dadaisti, numerosi furono gli elementi comuni e le occasioni di scambio: lo spirito dissacrante, le serate provocatorie e irriverenti, la volontà di «rivoluzione tipografica», l’uso massiccio dei mezzi di comunicazione e delle riviste, la commistione tra generi tradizionalmente separati. Mantova, rispetto alla storia dei due movimenti, ha un ruolo in qualche modo particolare, unico. La città fu, infatti, sede di uno dibattito intellettuale condotto per «organi di stampa»: da un lato le riviste edite da Somenzi (che fu anche il principale promotore della grande mostra futurista tenutasi a Palazzo Ducale nel 1933), che diventeranno il vero e proprio organo di stampa del movimento marinettiano, e quelle pubblicate da Fiozzi e Cantarelli: «Procellaria» (1917-1920) e l’unica testata dadaista italiana, «Bleu» (1920-1921), realizzata in collaborazione con Julius Evola. Intorno a queste fucine di pensiero conversero intellettuali di valore e artisti, in primis lo stesso Martinetti. È l’8 febbraio del 1909 quando, in anticipo di qualche giorno rispetto alla sua pubblicazione ufficiale su «Le Figaro», appare su «La Gazzetta di Mantova» il primo manifesto del Futurismo, firmato da Filippo Tommaso Marinetti.