Archivio per il mese 11-2009

Pontormo, Il libro mio

(30-11-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Di sorte che se ti trova disordinato d’exercitio, di panni
o di coito o di superfluità di mangiare,
può in pochi giorni
spaciarti o farti male; perhò è da usare la prudentia,
giugno luglio e agosto e mezo settembre,
e sudori temperati
e sopra tucto al vento quando hai fatto exercitio;
hai havere cura
e ancora del mangiare e bere quando se’ caldo.
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Sisi, Barbagli, Mauro, Santa Maria del Popolo

(30-11-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Proporre la qualità e la bellezza dei fogli di maggiore pregio delle raccolte ottocentesche della Galleria Civica d’arte moderna di Torino (Gam). Questo l’obiettivo del volume «Disegni del XIX secolo della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Fogli scelti dal Gabinetto Disegni e Stampe» (Edizioni Leo S. Olschki, Firenze) che verrà presentato il 10 dicembre a Torino, nella Sala Conferenze Gam alle 18. Del libro parleranno Carlo Sisi e Anna Maria Petrioli Tofani. I due volumi sono occasione e stimolo per la conoscenza della storia delle raccolte, e anche dei caratteri che contraddistinguono i circa quattrocento tra disegni e acquerelli pubblicati.
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Negli anni Ottanta, nelle Università italiane, non c’erano opportunità per giovani medici che non fossero figli di potenti e che non avessero conoscenze negli ambienti giusti. A raccontare questa piccola verità è Guido Barbagli, 59 anni urologo di fama mondiale, nel saggio «Non sei nessuno» che svela la sua storia personale.«Dieci anni di lavoro in Clinica – racconta Barbagli – e non riesco a vincere un concorso».
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Accanto al mondo dei potenti e dei conformisti ne esiste un altro parallelo. È il mondo degli invisibili, di tutti coloro che non hanno voce in capitolo, eppure eccedono nei gesti, nella voce, nell’uso delle parole, come a volersi imporre su una società che tende ad ignorarli e che per loro nutre un profondo disprezzo. Un ambiente descritto da Anna Mauro nel libro «Stracchiolitudine», pubblicato dalle Edizioni la Zisa.
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Una grande opera che ricostruisce, passo dopo passo, la storia di Santa Maria del Popolo, una delle chiesa più affascinanti della Città Eterna. Un’opera che, grazie ad uno studio attento e ricco di dati interessanti, analizza gli aspetti storici e i restauri degli ultimi anni. Uno strumento prezioso che si avvale della competenza dei massimi studiosi degli ambiti scientifici trattati. È tutto questo «Santa Maria del Popolo. Storia e restauro», il volume curato da Maria Richiello e Ilaria Miarelli Mariani pubblicato dal Poligrafico dello Stato in due volumi di pregevole fattura. Hanno composto il comitato scientifico, tra gli altri, Enzo Bentivoglio, Giovanni Carbonara, Claudia Conferta, Simonetta Valtieri. Tra le presentazioni quella del direttore dei musei vaticani Antonio Paulucci, di C.L. Frommel e l’introduzione di Giovanni Carbonara. Il lavoro, voluto dai Padri Agostiniani di Santa Maria del Popolo, è il frutto di una vasta ricerca elaborata da un gruppo di oltre trenta esperti, coordinati dalla Richiello e dalla Miarelli Mariani, che hanno esaminato la Chiesa dal punto di vista storico ed artistico.

Muolo, Moore, Lanzarotti, Pannella

(28-11-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Lorenza lavora in una piccola casa editrice milanese che pubblica, a pagamento, libri di aspiranti scrittori. Una fabbrica di sogni, dove le storie finiscono per sovrapporsi ed avere lo stesso (poco) valore. Ma non questa che racconta l’amore, bello e delicato che nasce tra due adolescenti della provincia italiana e che finisce bruscamente alcuni anni dopo per un inganno, per una paura. Lorenza è affascinata dal testo, ne è risucchiata ed anche lei segue il protagonista, Francesco, in un viaggio della memoria. Comincia così «Messaggio in bottiglia», romanzo scritto dal vaticanista di Avvenire Mimmo Muolo, e pubblicato da «Schena Editore».
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Contaminare Shakespeare? Andiamoci piano. Il «bardo» è un’icona, uno scrittore che, dopo avere segnato la storia degli ultimi secoli, resterà sempre un caposaldo della letteratura. Un gigante, per dirla con una sola parola. Ma, se non si può parlare male di Shakespeare, così come della mamma e della squadra del cuore, quanto meno se ne può fare la base per un romanzo, visionario, ricco di fantasia e, allo stesso tempo, pur se questo può apparire un controsenso, rigoroso. L’autore è Christopher Moore, il romanzo è «Fool».
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Il piccolo Lutring, di Luciana Lanzarotti. Un’infanzia di emigrato al nord, di terrone che fa la fame tra i vicoli di Genova, dove non si vede il mare e neppure il cielo, ma si scopre la vita. Poi sessanta rapine e un grande amore. Venti anni trascorsi nelle carceri e nei manicomi criminali. Un Cristo tatuato sul petto. Questa è la storia di Giovanni, soprannominato dai quotidiani dell’epoca il piccolo Lutring.
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Marco Pannella con Stefano Rolando ‘Le nostre storie sono i nostri orti (ma anche i nostri ghetti)’ (Bompiani). Marco Pannella, sessant’anni di politica italiana e 80 anni nel 2010, una storia di lotte e di battaglie, si racconta per la prima volta a Stefano Rolando. «Dove il potere nega, in forme palesi ma anche con mezzi occulti, la vera libertà, spuntano ogni tanto uomini ispirati come Marco Pannella che seguono la posizione spirituale più difficile che una vittima possa assumere di fronte al suo oppressore: il rifiuto passivo. Soli e inermi, essi parlano anche per noì, scriveva Eugenio Montale sul Corriere della Sera nel 1974. Così Pannella, prima d’ora, aveva parlato solo attraverso le sue battaglie, i suoi discorsi parlamentari a Roma e a Bruxelles, le sue resistenze, i suoi scioperi della fame e della sete. Alla guida di un ‘piccolo partitò, è spesso stato espressione di maggioranze degli italiani, interprete dei loro desideri, delle loro necessità, dei loro bisogni. Per questo non considera il suo un ‘partito minoritario’. Stefano Rolando lo interroga a tutto campo: dalla formazione della classe dirigente nella Goliardia alla nascita del Partito Radicale, alle battaglie vinte per aborto, divorzio, obiezione di coscienza, all’attualità della politica. E gli chiede conto del suo retroterra politico e culturale. Su padri, figli e compagni di viaggio: da Mario Pannunzio a Arrigo Benedetti, da Leonardo Sciascia a Elio Vittorini, da Pier Paolo Pasolini a Emma Bonino.

Le Goff, Vauro, Sciascia, Cagnan

(28-11-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

«Per il periodo che chiamiamo Medioevo sorgono due questioni: la sua estensione nel tempo e la valutazione complessiva che se ne dà, visto che di quest’epoca esistono un’interpretazione positiva e un’altra negativa». Parte da qui il cammino di Jacques Le Goff, tra i massimi studiosi del Medioevo (l’età di mezzo della storia occidentale), autore del libro-intervista scritto con Jean-Louis Schlegel. «Gli storici si sono accorti di comprendere meglio il passato e di riuscire a spiegarlo con maggiore efficacia, in particolare ai ragazzi e ai giovani, se lo suddividevano in periodi successivi aventi ciascuno caratteristiche specifiche», spiega Le Goff. Ma il Medioevo quando inizia e quando finisce? Secondo l’autore si tratta di un lasso temporale lungo mille anni («prima dell’anno 500, dunque nel corso del V secolo dopo Cristo»), illustrando anche la natura concettuale del temine («l’età media è quella che intercorre tra due periodi ritenuti più importanti, cioè l’Antichità e l’età moderna che inizia con il Rinascimento»). Qualcuno, ancora oggi, ritiene il Medioevo un’epoca negativa, quasi spregevole, mostrando un approccio assai limitato alla materia. «Sappiamo adesso che questa immagine è falsa – si affretta a precisare l’autore – anche se vi è stato certamente un Medioevo di violenza». Ma il Medioevo è stato anche, soprattutto, una grande epoca creatrice, ispirando scrittori a comporre romanzi storici, alcuni di grande riscontro, e registi, da quando esiste il cinema, a realizzare pellicole che hanno fatto breccia tra gli spettatori. A tal proposito, le scene cinematografiche dove compare l’attacco ad un castello – gli assalitori che tentano di scalare le mura, gli assediati che cercano di respingerli con olio bollente – non sono solo frutto di fantasia («anche se l’assedio poteva durare molto a lungo, e il numero dei castelli che hanno resistito con successo supera sicuramente quelli che sono stati conquistati»).Già, come si riesce a conquistare un castello? «Soprattutto col tradimento. Occorre che un abitante o una parte dei suoi abitanti aiuti gli assedianti», risponde Le Goff, secondo cui il Medioevo ha accettato una missione realizzando la specifica miscela tra unità e diversità: «Ciò equivale a dire che il Medioevo è stato il periodo in cui è apparsa, o si è costruita, l’Europa. È nostro compito, oggi, il considerarla e completarla».
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Vauro Senesi, noto al grande pubblico per le sue vignette satiriche, ha effettuato come inviato diversi reportage dall’Iraq, dalla Palestina, dall’Afghanistan, dalla Sierra Leone, dal Sudan. La scatola dei calzini perduti è il suo terzo romanzo: è la storia di Madut, un dinka, il figlio di una popolazione di pastori del Sudan meridionale, un ragazzo in fuga dalla guerra che, attraverso strade insolite e rocambolesche, giunge fino a Roma, dove finirà a lavorare in una lavanderia a gettone. È un emigrante per caso, che non approda in Italia con «i barconi della speranza», ma arriva con un volo aereo, al seguito di una corale, invitata a cantare alla presenza del Papa. Madut approfitta della fiducia del parroco che ha conosciuto in Sudan, e pur tra mille sensi di colpa e conflitti interiori, appena giunto a Roma scappa alla ricerca di fortuna. Da qui iniziano le sue traversie, finendo nelle sacche di marginalità della capitale, dormendo in un garage e lavorando in nero per una lavanderia a gettoni. Il titolo è stato ispirato da una scritta trovata in una lavanderia negli Stati Uniti. Vauro è stato subito attirato da «the box of the lost socks»: i calzini come metafora del viaggio, i calzini perduti come viaggi non compiuti o affrontati a piedi nudi, come quelli del piccolo Madut.
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La libertà, il diritto, le regole, la legge, la verità. Contro la tortura, contro le oppressioni, contro le inquisizioni, contro l’impostura. Si può dire che ruotò attorno a questi concetti l’impegno di Leonardo Sciascia come scrittore e come intellettuale impegnato in politica, sia pure per una breve parentesi della sua vita. Non è un caso che Sciascia definì il suo libro più caro «Morte dell’Inquisitore», dedicato a frà Diego La Matina, l«’uomo di tenace concetto» che uccise l’aguzzino che lo interrogava nel carcere del Sant’Uffizio di Palermo. Lui, condannato al rogo, racalmutese come Sciascia, diventò nel libro eroe moderno, simbolo della libertà di pensiero e della ribellione all’intolleranza.
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Il viaggiatore indipendente è un tipo strano, ossessionato da mille fissazioni e paure ma sempre irresistibilmente attratto dall’ignoto, dalla diversità. Lo sa bene Paolo Cagnan, viaggiatore insaziabile pronto a tutto, ma «con tutti i posti che ci sono, proprio in Siberia?», si chiede appena messo piede sui famosi vagoni della Transiberiana. Tutto sembra preannunciare che l’esperienza questa volta non sarà delle migliori. Il treno è scomodo, il paesaggio è noioso, il cibo immangiabile e invece: incontri inaspettati, luoghi insoliti e piacevoli sorprese stuzzicano via via la curiosità del passeggero. Ultimo titolo della collana Off the road in libreria è questo «Con tutti i posti che ci sono¨ Cronache semiserie lungo la Transiberiana in cui Cagnan – scrittore e giornalista bolzanino – descrive con ironia e freschezza un viaggio davvero insolito in cui si susseguono infinite distese di steppa siberiana e surreali cittadine ai confini della Mongolia, ma soprattutto le persone che abitano questi luoghi, persone bizzarre, sospese nel tempo e nella storia, reduci di un passato difficile spesso impazienti di afferrare il futuro, altre volte pigri e spaesati superstiti dell’era sovietica, senza più un riferimento.

Darwin, Remondino, Bomarzo

(28-11-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Una copia della prima edizione de «L’origine della specie», il libro con cui Charles Darwin (1809-1882) 150 anni fa rivoluzionò le scienze naturali, è stata battuta ad un’asta di Christiès a Londra per la cifra record di 103.250 sterline, pari a 114.600 euro. Il nuovo primato mondiale è stato stabilito da uno dei 1.250 esemplari della prima edizione dell’opera che ha segnato la nascita della teoria evoluzionista, pubblicato da W. Clowes and Sons for John Murray nel 1859 a Londra. Il volume venduto ad un prezzo più che doppio rispetto alla stima iniziale ha una storia singolare: ha trascorso inosservato decenni su uno scaffale nel bagno di una aristocratica villa vicino ad Oxford.
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Arriva in libreria «Niente di vero sul fronte occidentale. Da Omero a Bush, la verità sulle bugie di guerra» di Ennio Remondino. Ovvero la storia occidentale raccontata dal cronista del terzo millennio che focalizza l’inquadratura sul rapporto fra guerra e politica. Lo sguardo disincantato e ironico che conosce l’inganno di ogni conflitto, militare, culturale, sociale ed economico. L’occasione di richiamare alla memoria del lettore il percorso storico dell’Occidente, dalla guerra di Troia al terrorismo d’attualità.
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Ventiquattro saggi per studiare la storia, l’iconologia e la fortuna del Sacro Bosco di Bomarzo, situato a pochi chilometri da Viterbo. È «Bomarzo: il sacro bosco», un volume in uscita da Electa nella collana Architettura e Architetti classici. Il volume ripercorre le vicende storiche del «boschetto», il giardino architettonico commissionato dal nobile Pierfrancesco Orsini (1523-1585). Popolato da animali, mostri, figure mitologiche, dei, falsi ruderi, fontane, il Sacro Bosco è il risultato dei viaggi, degli incontri e delle scoperte del committente, oltre alla sua fittissima rete di corrispondenze con noti umanisti e illustri protagonisti del Rinascimento. Questa originalissima opera d’arte totale ha ispirato la fantasia di artisti dalle più diverse sensibilità affascinati dalla bellezza romantica e decadente delle forme, a cui si deve in gran parte la rinata fortuna novecentesca del «boschetto». Le ricerche presentate in questo volume hanno l’ambizione di spingere molto avanti gli studi precedenti per risolvere i diversi enigmi che il parco continua a presentare.